laRegione
21.01.22 - 11:56
Aggiornamento: 14:55

Omicron è più dura a morire: vive fino a 8 giorni nell’ambiente

Uno studio svela una peculiarità della variante che potrebbe aiutare a spiegarne la rapida diffusione: resiste all’esterno più a lungo delle altre

Ats, a cura de laRegione
omicron-e-piu-dura-a-morire-vive-fino-a-8-giorni-nell-ambiente
Keystone

Da uno studio della Kyoto Prefectural University of Medicine, in Giappone, emerge una nuova caratteristica della variante Omicron che potrebbe contribuire a spiegare la sua velocità di diffusione: mantiene la capacità di infettare anche dopo essere stata nell’ambiente per un lungo periodo di tempo, fino a 8 giorni. Solo la variante Alfa ha mostrato una resistenza analoga.

La ricerca è stata pubblicata sulla piattaforma bioRxiv, che rende disponibile gli studi in attesa di revisione della comunità scientifica.

La ricerca ha misurato i tempi di sopravvivenza e persistenza su diverse superfici del virus Sars-CoV2, sia nella versione originaria, sia nelle varianti che si sono succedute. I test hanno mostrato che la variante Omicron riesce a sopravvivere 193,5 ore (circa 8 giorni) su una superficie di plastica (polistirene), più di tre volte rispetto al ceppo originario (56 ore) e della variante Gamma (59,3 ore); notevolmente più di Delta (114 ore) e Beta (156,6 ore). Solo la variante Alfa, con 191,3 ore ha mostrato una resistenza analoga.

Omicron sopravvive, inoltre, 21,1 ore su un modello di pelle. Anche in questo caso notevolmente più di quanto riuscisse al virus di Wuhan (8,6 ore), alla variante Gamma (11 ore) e Delta (16,8 ore). Simile invece la sopravvivenza di Alfa (19,6 ore) e Beta (19,1 ore).

La variante Omicron ha mostrato inoltre una più alta capacità di resistere ai disinfettanti rispetto al ceppo di Wuhan, ma analoga a quella delle altre varianti e non tale da richiedere pratiche di disinfezione aggiuntive rispetto a quelle consuete.

“Questo studio ha mostrato che Omicron ha la più alta stabilità ambientale tra le varianti, ciò suggerisce che questa caratteristica possa essere uno dei fattori che hanno permesso alla variante Omicron di sostituire la variante Delta e diffondersi rapidamente”, scrivono i ricercatori.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Culture
L’intervista
6 ore
Marco Paolini, contro la solitudine doppiamente ‘Sani!’
Nel disequilibrio generale, il maestro del teatro di narrazione porta in scena un’iniezione di fiducia: giovedì 2 e venerdì 3 febbraio al Teatro Sociale.
Scienze
17 ore
Long Covid, ecco perché affiora la stanchezza cronica
Scoperto il meccanismo che la provocherebbe in una persona su tre: il deficit di un aminoacido prodotto naturalmente dall’organismo
La recensione
18 ore
Ricco e colto, buzzurro ma sensibile: ‘Quasi amici’!
A Chiasso, il Cinema Teatro applaude a ogni cambio di scena Paolo ‘Driss’ Ruffini e Massimo ‘Filippo’ Ghini, nell’adattamento teatrale del film francese
Musica
1 gior
Addio a Tom Verlaine, frontman dei Television
Chitarrista e cantante, pioniere della scena punk degli anni 70, si è spento a Manhattan dopo breve malattia.
Scienze
1 gior
Non tutti sono prede facili: c’è fagiano e fagiano
Uno studio condotto in Gran Bretagna ha permesso di evidenziare significative differenze di memoria tra un esemplare e l’altro
L’intervista
2 gior
Si alza forte ‘Il suono della guerra’
Un imponente resoconto di come la musica possa scendere in trincea e il conflitto possa ‘comporre’ musica: con Carlo Piccardi tra le pagine del suo libro
SALUTE
2 gior
L’Irb e gli anticorpi che ‘placcano’ il coronavirus
Agiscono sulle parti che non mutano, aprendo nuove prospettive non solo contro il Covid
Otium
2 gior
John Basset Trumper, l’intervista; Rosetta Loy, il ricordo
Incontro con il linguista gallese, che ha applicato fonetica e linguistica alle inchieste giudiziarie. E un ritratto della scrittrice, morta nel 2022
Scienze
2 gior
L’uomo ha danneggiato l’Amazzonia più di quanto temuto sinora
La foresta amazzonica, costantemente minacciata dall’attività umana, ha già perso il 20% della sua superficie dall’inizio della colonizzazione europea
Culture
2 gior
Il furto della memoria
A colloquio con Renato Sarti, attore, drammaturgo e regista, che tanto ha indagato sugli orrori della Seconda guerra mondiale
© Regiopress, All rights reserved