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04.08.22 - 22:40

Locarno Film Festival, ‘Cinémathèque’, Rsi e Usi per gli archivi

Una lettera d’impegno a collaborare per la salvaguardia e messa in valore degli Archivi della manifestazione.

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L’impegno è preso

Locarno "roccaforte del cinema europeo"; Locarno "capitale culturale di fama internazionale, dedita con tutta la sua anima alla settima arte". Aveva queste parole, quelle del consigliere federale Alain Berset, l’ufficialità del Locarno75, apertosi di mercoledì nel Chiostro delle Magistrali con la cerimonia d’inaugurazione. Ventiquattr’ore dopo al PalaCinema, insieme a Carine Bachmann, direttrice dell’Ufficio federale della cultura (Ufp) e Ivo Kummer (capo della sezione Cinema dell’Ufp), ha esteso il concetto a livello nazionale, evocando successi e opportunità – "Il cinema svizzero è viaggiato con tanto vento in poppa, undici i film presenti alla Berlinale, tre a Cannes" – e presentando i sei temi alla base della politica culturale della Confederazione per i prossimi anni: "Maggiore flessibilità dei sistemi di promozione, gestione della trasformazione digitale, miglioramento delle condizioni lavorative, gestione del patrimonio culturale, sostenibilità e interazione tra i diversi enti promotori".

La riflessione complessiva sul cinema elvetico ha toccato il tema della legge sul cinema, includendo il calo delle entrate nelle sale, con lo streaming a guadagnare terreno. Per Carine Bachmann, "una delle sfide principali per il cinema è proprio la trasformazione digitale", in quello che ha definito "un momento cruciale nel finanziamento del settore audiovisivo", dove "le possibilità di creazione digitale sono innumerevoli", portando l’esempio Netflix che "in Svizzera ha un fatturato maggiore a tutte le sale di cinema messe insieme". In fase di lancio, dalle stanze dell’Ufp, è uno studio specifico sul finanziamento per il settore audiovisivo in Svizzera.

Nel frattempo, dopo anni di scarsa attenzione per il materiale d’archivio accumulato in 75 anni di storia, il Festival si appresta a ridare vita a quella che il direttore operativo Raphaël Brunschwig ha definito "raccolta dormiente". L’obiettivo non è solo raccogliere, catalogare e digitalizzare tutto il materiale, ma anche valorizzarlo e renderlo facilmente accessibile a studiosi e appassionati: un progetto ambizioso che ha richiede l’unione di più attori che ieri hanno firmato una lettera d’intenti: oltre al Festival è infatti coinvolta la Cinémathèque suisse, con il materiale pronto ad andare al nuovo centro di Penthaz, la Rsi e, per quanto riguarda la fase di valorizzazione, l’Università della Svizzera italiana.

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