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29.09.22 - 07:35
Aggiornamento: 15:36

Con Daniele Dell’Agnola cercando ‘L’orecchio in fuga’

Mentre ‘La luna nel baule’ è attesa a teatro, esce il suo il primo libro illustrato: il prossimo 30 settembre, l’incontro alla Cantina di Muzzano

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Dell’Agnola’s

"C’era una volta un papà pacato, indaffarato nel crescere due figli molto agitati. Disegnavano mostri blu sui muri, suonavano le padelle coi mestoli (…) Una mattina l’uomo si svegliò: si toccò la bocca (era piccola), il naso (era enorme), i capelli (erano pochi), le orecchie (era una sola)". Per gentile concessione dell’autore e del suo editore, si apre così ‘L’orecchio in fuga’ di Daniele Dell’Agnola, che raccontarlo senza immagini ha molto meno senso. Il prossimo 30 settembre alle 18.30, alla Cantina di Muzzano, GiraffeBianche Edizioni di Maria Rosaria Valentini si presenta, ma presenta anche il suo ultimo nato, il libro illustrato del babbo che con i figli Elio e Selene s’inoltra nel bosco alla ricerca dell’orecchio che non c’è più.

«È un altro dei lavori che fanno parte del mio filone creativo», ci racconta Dell’Agnola, autore di narrativa che ancora si gode il successo de ‘La luna nel baule’ – coedizione Pro Grigioni Italiano/Dadò di cui (ri)parliamo più in là – musicista per la scena teatrale, docente alla SUPSI, dove si occupa di letteratura e narrazione. «È la prima volta che esco con un albo illustrato, ho sempre disegnato ma non sono un illustratore, però mi piace molto entrare nella prospettiva del bambino». Dell’Agnola lo fa nei suoi laboratori di narrazione, o quando gira per le scuole con il suo sacco pieno di testi dei grandi autori, e quando si occupa dei suoi figli, Nael e Yaeli, di otto e sei anni: «Spesso leggo ad alta voce, e inventiamo storie, ma anche in passato mi occupavo di questo genere. In qualche modo, in questo libro convergono «vent’anni d’indagini, ricerca, letture, esperimenti».

Su, fino al Pizzo Magno

I modelli, in ‘L’orecchio in fuga’, sono dichiarati: ‘Il GGG – Il grande gigante gentile’ di Roald Dahl, il ‘Pinocchio’ di Collodi e ancor più ‘Il naso che scappa’ di Rodari e quel poco di ‘Hansel e Grethel’. La genesi: «‘L’orecchio in fuga’ è nato insieme a mia figlia Yaeli. Siamo partiti da Rodari ma lei non voleva che le leggessi di nuovo la storia, ma che ne inventassimo una nuova, e voleva che non fosse il naso a scappare, ma l’orecchio. Le ho chiesto dove andasse questo orecchio, e lei mi ha suggerito "nei prati, scappa nei prati"». L’orecchio, per la cronaca, sale su fino al Pizzo Magno, che i Dell’Agnola vedono dalla finestra di casa, e poi incontra il Guardiano del Silenzio coi suoi congelatori pieni di orecchi di papà… «Io raccontavo, spingendo il motore narrativo, lei rilanciava. Ci siamo divertiti tanto. Poi ho cominciato a disegnare». Poi arriva GiraffeBianche Edizioni: «È una realtà editoriale molto interessante aperta da Maria Rosaria Valentini. Il suo libro ‘Oggi però nevica’ mi è piaciuto tantissimo, l’ho portato nelle scuole. Ho pensato che la collana ‘Fiori d’acacia’ si prestasse assai bene per un lavoro di metamorfosi, per un volto che cambia. Come le giraffe bianche». Valentini ha ‘imposto’ che a illustrare fosse Dell’Agnola. Coadiuvato da Robin e Federica di Studio 11x1, così è stato. Come ha reagito la co-autrice Yaeli alla vista del libro? «Da una parte, con soddisfazione, con sorpresa, col piacere di toccare la fisicità del libro. Dall’altra parte, ha detto che quei disegni li aveva visti mille volte…».

Con le ali

Per la gioia dei collezionisti, ‘L’orecchio in fuga’ si presenta con un’edizione stampata appositamente per il Festival con le ali, il primo festival della Svizzera italiana dedicato alla letteratura per l’infanzia ideato da Dell’Agnola con Orazio Dotta, Fosca Garattini e Gionata Bernasconi (dopo la prima giornata del 16 agosto dedicata agli insegnanti, torna il 14 e 15 ottobre) e una seconda, quella il libreria, con piccole differenze. Il futuro? «Sto disegnando molto, sono tavole per il momento senza parole, disegno lasciando aperte le porte narrative. È un modo diverso, la scrittura potrà anche arrivare dopo ed essere addirittura in contrasto con l’immagine. Mi viene in mente il Pinocchio illustrato da Roberto Innocenti, che fa convivere il burattino con il paesaggio della Toscana di fine Ottocento, una raffigurazione che quasi assurge a denuncia di come quel paesaggio sia andato degradandosi. Con Innocenti si legge la storia di Collodi e l’illustrazione non è il corrispettivo grafico di quel che si dice, è altro. Lui è stato il primo a illustrare in questo modo, a livelli altissimi».

Chiudiamo con altro libro, la suddetta ‘Luna nel baule’. Un anno dopo, a conferma che i libri hanno una vita propria ben oltre la promozione, la storia romanzata di Jolanda è finita nelle mani e nelle voci del Teatro degli Incamminati di Milano, il cui adattamento approderà il 21 gennaio 2023 al Teatro Sociale, in nuova e ulteriore forma rispetto all’adattamento radiofonico (e regia) di Flavio Stroppini: «Se con Flavio avevo condiviso la scelta drammaturgica, con gli ‘Incamminati’ mi limiterò al paesaggio sonoro. Giulia Asselta cura l’adattamento, Paolo Beniamini la regia, Annig Raimondi leggerà. Essendo io l’autore del romanzo, è obiettivamente difficile lasciare andare un testo, ma è uno sforzo che si può, si deve concedere, un esercizio molto utile per decentrarsi un pochino. E, soprattutto, un’esperienza così importante non capita tutti i giorni».

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