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07.08.22 - 07:15
Aggiornamento: 14:43

A Caslano il ‘romantico’ Quartetto Altemps

In rappresentanza dell’ensemble, atteso domenica 7 agosto nella chiesa parrocchiale, parla il violoncellista Marco Testori

di Alessandra Aitini
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Domenica 7 agosto, nella Chiesa Parrocchiale di Caslano, si esibisce per Ceresio Estate il Quartetto Altemps, gruppo di recente formazione, ma composto da musicisti di solida esperienza – Stefano Barneschi e Fabio Ravasi, violini; Ernest Braucher, viola; Marco Testori, violoncello – maturata all’interno di ensemble di fama internazionale, come Il Giardino Armonico, Europa Galante, Kammerorchester Basel, I Barocchisti, Il Suonar Parlante. Ci introduce al concerto il violoncellista Marco Testori.

George Onslow è un compositore francese con origini inglesi: un altro mondo rispetto all’austriaco Franz Schubert. Quali sono i punti di contatto e di distacco tra i due?

Onslow fu principalmente un prolifico compositore di musica da camera che ebbe forte seguito in Germania e in Inghilterra; stimato dai critici del suo tempo tanto da essere chiamato ‘Il Beethoven francese’, la sua reputazione declinò rapidamente dopo la sua morte. La sua ricchezza, la posizione sociale e i gusti personali gli permisero di perseguire un percorso sconosciuto alla maggior parte dei suoi contemporanei francesi, più simile a quello dei compositori romantici tedeschi e austriaci del tempo. È proprio il suo interesse per le forme classiche, il contrappunto e l’espressività emotiva nella sua musica a collocarlo vicino a Reicha, Hummel, al Beethoven più classico e dunque a Schubert. Queste affinità si ritrovano nelle sonorità e nelle atmosfere del quartetto Rosamunda di Schubert, in particolare se si pongono a confronto, tra quest’opera e il quartetto di Onslow, i movimenti lenti: in entrambi i casi spiritualità e serenità sono interrotte da momenti di romantico pathos emotivo.

Nel contesto di un generalizzato e crescente interesse verso la musica eseguita in modo filologico, qual è l’aspetto che più distingue il vostro quartetto?

La nostra cifra esecutiva vuole essere quella di una lettura del repertorio romantico con l’approccio di chi viene dal passato e non, come spesso accade, facendo un percorso a ritroso proveniente dal modo di suonare ‘moderno’. Ciò, a nostro avviso, ci aiuta a liberare questa musica dalle ‘incrostazioni’ esecutive legate alla tradizione novecentesca. In quest’ottica cerchiamo ad esempio di utilizzare il vibrato al pari di un abbellimento e non in maniera sistematica, di rispettare le legature pensate dal compositore, d’impiegare l’agogica come mezzo per esaltare gli affetti musicali.

Tutti voi, membri del Quartetto Altemps, avete una florida attività in gruppi ed ensemble di livello internazionale. Cosa vi ha spinti a costituire una vostra propria formazione stabile?

Il quartetto d’archi è sempre stato il nostro sogno nel cassetto. La comune passione per la musica da camera ci ha portati a suonare spesso insieme all’interno di svariate formazioni dedite al rispetto per la prassi esecutiva finché non ci siamo detti: perché non tentare? Perché non provare a dire la nostra su un repertorio che racchiude pagine tra le più belle di tutta la storia della musica?

Nel vostro programma figura ‘Rosamunde’, uno dei capolavori di Schubert e della storia della musica. Esiste una relazione tra la vostra esecuzione e ciò che ‘sta dietro’ la composizione?

Il quartetto in la minore deve il proprio nome ‘Rosamunde’ al tema del secondo movimento, che riprende quello già utilizzato per la musica di scena composta da Schubert per il dramma omonimo di Helmina von Chezy. In realtà Schubert parte dalla melodia sviluppando un percorso che con la musica di scena non ha più alcun riferimento. Stessa sorte per il primo movimento, il cui incipit proposto dal secondo violino ricorda il tema malinconico di uno dei primi lieder di Schubert ‘Gretchen am Spinnrade’ o il minuetto, ispirato alla melodia di ‘Die Götter Griechenlands’. L’impiego di temi di lieder per creare nuove composizioni era una pratica usuale in Schubert e il nostro approccio in questi casi è quello di entrare in sintonia col materiale tematico originale per poi contestualizzarlo nella musica per quartetto.

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