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Giona A. Nazzaro è alla direzione artistica dal 2020
Locarno 75
06.07.22 - 21:55
Aggiornamento: 22:46

Giona A. Nazzaro: ‘Toccare l’immaginazione del pubblico’

Oggi a Bellinzona è stata presentata la 75esima edizione del Locarno Film Festival. A margine abbiamo posto un paio di domande al direttore artistico.

In quel momento di tempo fra la conclusione della conferenza stampa di presentazione della 75esima edizione del Locarno Film Festival – tenutasi oggi alla Biblioteca cantonale di Bellinzona – e l’inizio dell’aperitivo, ci siamo intrattenuti con Giona A. Nazzaro, direttore artistico della rassegna cinematografica internazionale dal 2020, che si svolgerà dal 3 al 13 agosto prossimi.

Quali sono stati i criteri che hanno animato la selezione dei film di Piazza Grande e del Concorso internazionale?

Ciò che muove il Concorso internazionale è avere dei film che sono in grado di l’immaginazione del pubblico e che sono in grado di attivare delle toccate. Soprattutto questi film devono essere in grado di tenere pubblico il incollato allo schermo. Per ciò che riguarda la selezione di Piazza Grande il criterio è uno solo: emozioni, emozioni, emozioni!

Passiamo alla scelta della giuria. La cernita dei giudici, in generale, presuppone una scelta di sensibilità che gli stessi apportano. Quindi al presidente della giuria del Concorso internazionale Michel Merkt o al presidente William Horberg (’La regina degli scacchi’ per Netflix, ma non solo Penso) e l’elenco potrebbe continuare...

La selezione risponde al desiderio di mettere in conversazione talenti, perché di questo si tratta. L’idea è quindi mettere insieme tutte queste persone estremamente creative, per vedere cosa sortisce l’unione di sguardi molto diversi. Ed esporre tutte queste persone a film che probabilmente non avrebbero visto, se non fossero state invitate a Locarno. In fondo, è un’incognita sulla quale ci piace scommettere, perché crediamo che i film che abbiamo selezionato meritino – e lo meritano parecchio – il piacere della sorpresa.

Durante la presentazione di oggi, più volte ha sottolineato la presenza delle registe dandone i numeri. Perché esplicitarla?

È un’esigenza reale da parte degli eventi culturali di aprire e prendere in considerazione, con l’attenzione che merita, quella che una volta – banalmente – si chiamava l’altra metà del cielo. Quello che voglio dire è che, fra tutte le discussioni che abbiamo avuto in questi giorni, l’unica realmente interessante era questa, che chiedeva a gran voce che si iniziasse a fare i conti con la disparità reale, considerata tuttavia come un inevitabile e accettabilissimo dato di fatto. Questa discussione invece ha fatto sì che tutti fossimo costretti ad aprire gli occhi e a renderci conto che il cosiddetto pregiudizio inconsapevole è persino più letale del pregiudizio dichiarato.

Nel Concorso internazionale partecipa un mostro del cinema: il regista ruteno Aleksandr Sokurov…

Sokurov è uno dei più grandi maestri del cinema di tutti i tempi. Su questo siamo tutti d’accordo, mi auguro. Sokurov è un testimone del suo tempo e Sokurov, senza fare manifesti, è sempre stato critico nei confronti della direzione del suo Paese.

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