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07.10.21 - 13:48
Aggiornamento: 16:11

Addio al filosofo Salvatore Veca

La Casa della Cultura piange il suo presidente, ‘insigne filosofo della politica, protagonista della vita culturale italiana’. Aveva 77 anni

di Ansa/Red
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Salvatore Veca, 1943-2021

Salvatore Veca, uno dei più importanti filosofi italiani, presidente onorario della Fondazione Feltrinelli, intellettuale progressista impegnato nella vita culturale, è morto la notte scorsa all’età di 77 anni a Milano. Ha concluso la sua prestigiosa carriera accademica come professore ordinario di filosofia politica all’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (2005-2013), di cui è stato vicedirettore e prorettore vicario. Aveva iniziato la docenza all’Università Statale di Milano, ottenendo in seguito cattedre all’Università della Calabria, di nuovo a Milano, quindi Bologna, Firenze e infine Pavia.

Nei suoi studi Veca ha affrontato i temi della cittadinanza, della giustizia e della laicità. Dopo il libro “Le mosse della ragione" (Il Saggiatore, 1980), introduce nella cultura filosofica italiana la discussione sulle teorie della giustizia con il volume "La società giusta" (Il Saggiatore, 1982) ed elabora e sviluppa la sua prospettiva teorica in "Questioni di giustizia" (Pratiche, 1985) e "Una filosofia pubblica" (Feltrinelli, 1986). Nel 1988 dedica un volume divulgativo agli esiti di questa fase della sua ricerca con “L’altruismo e la morale” (Garzanti, 1988), scritto con Francesco Alberoni.

Gli sviluppi successivi della sua ricerca, orientata al problema dei rapporti fra teoria normativa e teoria descrittiva della politica e incentrata sulla questione del pluralismo come fatto e come valore per la teoria democratica, sono rinvenibili nel saggio “Libertà e eguaglianza. Una prospettiva filosofica”, in "Progetto Ottantanove" (Il Saggiatore, 1989), scritto con Alberto Martinelli e Michele Salvati; nel libro "Etica e politica" (Garzanti 1989) e, in particolare, nei libri "Cittadinanza. Riflessioni filosofiche sull’idea di emancipazione" (Feltrinelli, 1990) e "Questioni di giustizia. Corso di filosofia politica" (Einaudi, 1991). Tra i suoi saggi più recenti "L’idea di incompletezza" (Feltrinelli, 2011) e “Il senso della possibilità” (Feltrinelli, 2018).

Le reazioni

La Casa della Cultura “piange la scomparsa del suo presidente, Salvatore Veca, insigne filosofo della politica, protagonista della vita culturale italiana”, ma anche “amico generoso e instancabile: la perdita è enorme, non ci sono parole”. Feltrinelli, in un tweet, sottolinea che Veca “ci ha insegnato a riflettere sulle nostre dimensioni più private a non recedere dal percorso indispensabile e aspro della conquista dei diritti e ad agire in modo consapevole perché la nostra azione sinergica possa rendere la società più inclusiva e giusta“.

Di “sgomento” per la sua scomparsa parla il presidente nazionale dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, che lo definisce “accademico e filosofo, autorevolissima personalità della cultura italiana”, portando le condoglianze dell’associazione Partigiani alla famiglia. Direttore dei Balzan Papers e presidente del comitato del premio Balzan dal 2009 al 2017, Veca è ricordato anche dal premio con “grande rammarico” per la sua morte. “Salvatore Veca – ricorda il giornalista e manager Sergio Scalpelli – è stato il più importante riferimento intellettuale della mia vita. Dirigere la Casa della Cultura senza il suo aiuto sarebbe stato impossibile, e non è un’esagerazione. Ciao Salvatore, amico e maestro indimenticabile”.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Con la scomparsa di Salvatore Veca, Milano perde una delle intelligenze più vivide e incisive della riflessione politica e civile della nostra città”. E aggiunge: “Vorrei esprimere l’orgoglio di aver conosciuto e frequentato un uomo colto, democratico e soprattutto generoso. Molti diventano gelosi del loro sapere, Salvatore Veca no”.

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