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Dove eravamo rimasti...
07.09.21 - 19:01
Aggiornamento : 20:17

Lac stagione 21-22, 'più che una ripartenza, una continuazione'

Presentato il programma: teatro, danza, musica e musical, e produzioni di casa che possono finalmente debuttare. A colloquio con Carmelo Rifici, direttore artistico

Il Lac riprende la sua strada e, nel giorno della presentazione della stagione 2021-2022, il ‘dove eravamo rimasti’ lo affida a Roberto Badaracco, in nome e per conto della Cultura a Lugano. «È la settima, con le ultime due molto travagliate». Per motivi che sappiamo. Lugano Arte e Cultura saluta l'estate ‘en plein air’, riassunta per sommi capi dal suo direttore generale Michel Gagnon («Trentacinque appuntamenti nell’Agorà, 10mila persone») prima che il capodicastero, in una Hall delle grandi occasioni, assesti un colpo qua – «I fiori all'occhiello continuano a crescere», riferito alle produzioni firmate Lac, utili alla contabilità e premiate Oltreconfine – e un colpo là: «Peccato che la politica abbia visto nei luoghi di cultura occasioni di contagio, che tali non sono mai state grazie ai piani di protezione. C’erano luoghi molto meno controllati dove i contagi avvenivano veramente». Ora, a cominciare da ‘Sogno di una notte di mezza estate’ di Andrea Chiodi, 9 e 10 settembre, primo appuntamento della stagione e già sold-out, tutti ripongono fiducia nel pubblico. «Perché – chiude Badaracco – abbiamo seguito e seguiremo tutte le regole». E cioè: con la Sala Teatro ridotta a mille spettatori – previa mascherina, distanziamento e tracciabilità – per gli spettacoli in programma sino al 22 dicembre non sarà necessario presentare un certificato Covid. Ma se le condizioni dovessero mutare, o laddove singole iniziative dovessero optare per massima capienza a fronte di Green Pass, il Lac è pronto, con test in loco 2 ore prima dello spettacolo, col personale, «vaccinato o testato».

Carmelo Rifici, direttore artistico, si fa interprete di una stagione «leggermente meno internazionale degli scorsi anni, per quel che riguarda il teatro», meno per la danza, in nome di una ‘internazionalità’ «difficile da prevedere», viste le persistenti restrizioni sanitarie. «Ma la qualità non mancherà». Anche perché, più che una ripartenza, «questa è una continuazione». Il riferimento sono ‘Lingua Madre’ e ‘Arti Liberali’, due dei modi attraverso i quali – continua Rifici – «abbiamo convertito il Lac in una zona franca tra cinema e teatro, tra arte contemporanea e installazioni, fino a reinventare le professioni al suo interno, chiedendo ai tecnici di scoprirsi diversi dal solito». Fermo restando che questa «invenzione dai numeri abbastanza impressionanti», forte di una forma digitale che permette «grande sperimentazione, e che tocca un pubblico raggiungibile solo tramite tournée», rimane soluzione alternativa a quella primaria: la presenza fisica.

‘Di casa’

Con il ricco programma interamente consultabile su www.luganolac.ch, anche in forma di volume di oltre 160 pagine, tra le complessive 135 alzate di sipario c'è molto di casa. Con ‘Lingua Madre’ che diventa un salotto cinematografico reale, e con Chiodi ad aprire, vedranno finalmente la luce ‘Fedra’ di Leonardo Lidi e 'La bottega del caffè' di Igor Horvat (9 e 10.11). Dopo la residenza estiva, torna la Compagnia Finzi Pasca (27.10, 2.11) con la nuova creazione ‘Nuda’; debutta ‘Bros’ di Romeo Castellucci (9 e 10.10, prima mondiale), così come ‘La notte è il mio giorno preferito' (29.10) della danzatrice italiana Annamaria Ajmone; debuttano ‘Diplomazia’, protagonisti Elio De Capitani e Ferdinando Bruni (3 e 4.12), ‘La coscienza di Zeno’ adattata da Stefano Cordella (16 e 17.2). Debuttano anche ‘Eutopia’ della compagnia ticinese Trickster-p (dal 18 al 27.3), ‘KISS! (Loving Kills)’ del collettivo ticinese Treppenwitz diretto da Camilla Parini (dal 23 al 26.3) e ‘Le relazioni pericolose’ di Carmelo Rifici (dal 7 al 9.3).

Danza, teatro, musica e musical

I nomi forti della stagione di danza partono dall’accademia russa di balletto A.Y. Vaganova (18 e 19.12) in uno ‘Schiaccianoci’ per 70 allievi e laureandi della prestigiosa scuola, accompagnati dall’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Alexander Vitulov; e continuano con lo Yacobson Ballet di San Pietroburgo ne ‘La bella addormentata nel bosco’ (1.2); e poi Ballet du Grand Théâtre de Genève in 'Wahada' (27.3), la israeliana Kibbutz Contemporary Dance Company con 'Asylum' (23.2). È una prima assoluta anche quella di ‘We Want It All' (14.11), collaborazione tra il coreografo Emio Greco e il regista Peter C. Scholten.

In campo teatrale, lo svizzero Christoph Marthaler in ‘Aucune idée’ (25 e 26.1), Massimo Popolizio in ‘Furore’ di John Steinbeck (16 e 17.11), Daria Deflorian e Antonio Tagliarini s’ispirano a ‘Ginger e Fred’ di Fellini per il loro ‘Avremo ancora l’occasione di ballare insieme’ (20 e 21.11). E ancora Valter Malosti in ‘Se questo è un uomo’ (18 e 19.1), Anna Foglietta e Paola Minaccioni ne ‘L’attesa’ (25 e 26.4), Paola Gassmann e Ugo Pagliai a riscrivere ‘Romeo e Giulietta’ (10 e 11.5). Tornano Giacomo Poretti per ‘Chiedimi se sono di turno’ (15 e 16.10), Virginia Raffaele per ‘Samusà’ (5 e 6.4), Giorgio Panariello per l’autobiografico ‘La favola mia’ (24.3). E i Legnanesi (dal 20 al 22 maggio), Lella Costa in ‘Intelletto d’amore. Dante e le donne’ (27 e 28.11). Da segnalare, ’50 Years’, lo spettacolo per il 50ennale dei Mummenschanz (9 e 10.4). La musica segna il ritorno di Giovanni Allevi nel Piano Solo Tour (14.2), di Goran Bregovic con ‘Three Letters from Sarajevo’ (19.5). Gospel a Natale, come da tradizione, e due grandi musical: ‘Alice nel paese delle meraviglie' (22 e 23.1) e ‘Flashdance il Musical’ (dall’11 al 13.3). San Silvestro si conferma con l’Osi.

Residenze e Lac edu

Le nuove residenze artistiche portano i nomi di Barbara Lehnhoff, autrice di ‘Camilla Sparksss Lullabies’ (14.5), Kety Fusco, arpista ticinese al lavoro con Lubomyr Melnyk, Francesca Sproccati, performer ticinese, impegnata, Annie Hanauer, danzatrice e coreografa, e la compagna di Vevey Association Fréquence Moteur. Il Lac consolida il rapporto con la rassegna ‘Home al Teatro Foce’, la collaborazione con il Centro Artistico Mat diretto da Mirko D’Urso e quella con Luminanza, progetto di formazione per giovani autori teatrali. Punto fermo è anche la Mediazione culturale che porta al ricco programma per scuole e famiglie di Lac edu, forte delle collaborazioni con il Teatro Pan, dell’Orchestra residente (da cui il concerto per la festa della mamma), cui si aggiunge l’opera contemporanea Acquaprofonda, scritta da Giancarlo De Cataldo su musiche di Giovanni Sollima, progetto del format di opera lirica partecipativa Opera Domani ideato da AsLiCo. Torna anche il festival letterario PiazzaParola (dal 20 al 24.10), promosso dalla Società Dante Alighieri, al centro del quale sta un'icona della resilienza: Robinson Crusoe.


Carmelo Rifici, direttore artistico del Lac (Ti-Press)

L'intervista

Carmelo Rifici: ‘Una bellissima stagione, forte dell'essere noi anche un teatro di produzione’

«Se lo è, allora è inconscio». A margine dell’incontro con la stampa, con Carmelo Rifici partiamo dai dettagli, dal nuovo rosso di borse e cartellette griffate ‘Lac’ in luogo di un precedente nero-Lac. «Non ho immaginato il nero come colore funereo, ma tutto quello che stiamo pensando graficamente è dato anche dalla volontà che sia chiaro che dietro queste scelte estetiche stanno persone sanno comunicare con chiarezza». A completare quella chiarezza che in ambiti artistici ha portato a un doppio riconoscimento del settore, il Premio Radicondoli per il teatro assegnato a Carmelo Rifici e il 30esimo Premio Hystrio vinto da ‘Lingua Madre – Capsule per il futuro’, la ‘libreria digitale’ nata durante il lockdown. Radicondoli e Hystrio, altri due buoni motivi per ripartire. «Radicondoli – prosegue Rifici – è un bel riconoscimento perché arriva non dalla critica ma dagli artisti, che decidono ogni anno per un riconoscimento a colui che giudicano un maestro, a chi ha dato una visione, un segno». Ferma restando la felicità in primis personale, «il premio per ‘Lingua Madre’ lo riceveremo tutti noi, i sessanta che vi hanno lavorato, domenica sera a Milano, una certificazione del fatto che si è lavorato bene».

Tornando alla stagione alle porte. «La soddisfazione è quella di aver comunque composto una bellissima stagione, con titoli e artisti di valore, pur partita in modo assai difficoltoso», spiega il direttore artistico. «Non sapevamo quali spettacoli sarebbero stati prodotti, quali Paesi avrebbero potuto portarli fin qui, per la difficoltà estrema di dover programmare su di un anno intero e non su di un singolo festival, insieme a quella di poterla comporre mantenendo un grado di libertà, quindi non adeguandoci a quello che vi era di disponibile. In questo senso, ci è tornato d’aiuto il nostro essere un teatro di produzione». Ovvero: «Posti di fronte a scelte obbligate non convincenti, sapevo che avremmo potuto fare da soli, e dunque abbiamo preferito investire del denaro su artisti che già si trovano qui, o che stiamo conoscendo, creando così anche nuove sinergie».

Tornando a qualche minuto prima. È solo per discrezione che il Lac in conferenza ha lasciato in coda il ricordo di Marco Borradori. O forse perché a teatro il finale è importante almeno quanto l'inizio. Durante lo studio di ‘Certi comizi’, opera di Tindaro Granata inserita in ‘Lingua Madre’ e ispirata a ‘Comizi d’amore’, film d'inchiesta del 1965 di Pier Paolo Pasolini, «una toccante intervista fu fatta al nostro sindaco», aveva concluso Rifici. «La stiamo curando nei minimi particolari, rifinendo il montaggio. Sarà sul nostro sito non appena pronta. Ci è sembrato il modo migliore per un saluto a Marco».

La prevendita apre il 7 settembre per gli spettacoli in programma fino al 22 dicembre; l’apertura della prevendita degli spettacoli successivi sarà comunicata in seguito sui canali ufficiali del Lac. Gli aggiornamenti del programma, le informazioni sulla prevendita e sulle misure di protezione e sicurezza sono consultabili su www.luganolac.ch.

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Il Lac riparte con un sogno di mezza estate

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