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24.07.21 - 13:10

Môtiers, 'Art en plein air' parla anche ticinese

Ivo Soldini e Marta Margnetti tra gli espositori della mostra di sculture all’aperto più famosa in Svizzera, aperta sino al 20 settembre

di Gemma D'Urso
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Ivo Soldini, ‘Tète’ e ‘Caos’ sotto la pioggia

L’ottava edizione della mostra di sculture all’aperto “Art en plein air” che si tiene ogni cinque anni circa, sin dal 1985, sulle alture del paesino di Môtiers, nel Val-de-Travers neocastellano, accoglie, fino al 20 settembre, 47 opere tra cui quelle di due ticinesi, il ben noto Ivo Soldini e la giovane e promettente Marta Margnetti. Ne abbiamo parlato con loro.

Dapprima poniamo il quadro. Idilliaco. La mostra ideata nell’ormai lontano 1985 da una coppia di professori oggi in pensione, residenti a Môtiers, Pierre-André e Marie Delachaux, si snoda su un percorso lungo tre chilometri dall’uscita del paesino, salendo tra prati e boschi, passando davanti ad una meravigliosa cascata per approdare su un vasto prato. Lì il comitato organizzativo ha allestito una “buvette” dove si possono gustare le specialità gastronomiche locali e bere la famosa “bleue”, l’absinthe (assenzio), quell’alcool al gusto di anice, caro ai poeti maledetti. Per quasi un secolo, la famosa “fée verte” fu messa al bando e prodotta clandestinamente dai distillatori locali che oggi la commercializzano legalmente. A Môtiers, Pierre-André Delachaux, presidente di “Art en Plein air» e gran conoscitore della misteriosa bevanda gli ha dedicato un museo. Sempre a Môtiers si può visitare la casa dove visse, con la governante nonché madre dei suoi figli, Thérèse Levasseur, lo scrittore ginevrino Jean-Jacques Rousseau. A dir il vero nel capoluogo del Val-de-Travers, l’autore di “Emile” vi rimase pochi mesi poiché ne fu poi cacciato a sassate dai contadini infuriati dal suo modo di vita!


Ivo Soldini, ‘Caos’

“Caos” e “Pisolino”

Tutto fa di Môtiers un luogo ideale per una mostra di sculture open air. E il successo crescente della manifestazione, ritenuta dagli addetti ai lavori la prima del genere in Svizzera, lo dimostra. L’ottava edizione era programmata nel 2020, ma è stata posticipata a quest’anno per via della pandemia. Ed è così che gli organizzatori hanno dato il via, lo scorso 20 giugno a “Môtiers 2021-Art en plein air” che, sino al 20 settembre prossimo propone 47 opere disseminate nella natura, dalle sculture minimaliste a quelle monumentali. Tra gli artisti, provenienti da tutta la Svizzera, partecipano quest’anno i ticinesi Ivo Soldini di Ligornetto, la cui fama varca da decenni i confini nazionali e la giovane e promettente luganese Marta Margnetti, classe 1989, pluripremiata e in procinto di partire alla volta dell’Istituto svizzero di Roma per un lavoro di ricerca che culminerà con una mostra.

“Ero già a conoscenza della mostra di Môtiers e avevo già visitato un’edizione anni fa, ma non ci avevo mai partecipato” ci dice Ivo Soldini che ci riceve nella sua casa-museo di Ligornetto, un’antica dimora di famiglia risalente al 500. Nella corte interna acciottolata e sulla quale si affacciano le balconate di tipico stile lombardo si ergono le statue stilizzate che l’hanno reso famoso: “Quando la giuria mi ha contattato, ho accettato con entusiasmo poiché ritengo che quest’esposizione di sculture all’aperto sia la più importante in Svizzera”. L’opera scelta dallo scultore ticinese, dal titolo “Caos” è la 31esima del percorso e rappresenta quattro grandi figure che emergono “con violenza dalla terra in un quadro bucolico di calma e serenità” recita la didascalia. “Il trasporto, organizzato con una ditta specializzata di Lugano, è riuscito pienamente nonostante le difficoltà dovute alla dimensione delle sculture” e anche il montaggio non è stato cosa semplice però sul posto l’organizzazione era perfetta” sottolinea l’artista.

Stesso parere per Marta Margnetti, 32 anni. Premio Manor 2020, Marta che ha già esposto un po’ in tutta la Svizzera e crea nel suo atelier di Lugano è stata contattata dalla giuria di selezione della mostra – formata da membri della Commissione federale delle Belle Arti e membri del Comitato di “Môtiers Art en plein air” – nel 2019: “Sono stata molto felice di essere stata scelta” ci racconta, “poiché conoscevo la reputazione dell’esposizione, ma non vi ero mai stata. Ho fatto un primo sopralluogo nel Val-de-Travers in aprile 2019 e ho potuto scoprire la zona. L’allestimento della mia opera, “Pisolino”, un’amaca fatta di placchette di ferro tesa tra due alberi ai lati di un ruscello non è poi stato così semplice poiché quel giorno pioveva a dirotto e il corso d’acqua era in piena. Dal Ticino abbiamo trasportato la mia scultura con un camper, mi ha aiutato un amico. Sul posto l’organizzazione era eccelsa.”


Marta Margnetti, ‘Pisolino’

L’impronta della pandemia

Co-fondatrice della mostra e membro del Comitato d’organizzazione, Marie Delachaux ci spiega che la pandemia ha comunque ostacolato la preparazione di quest’ottava edizione: “abbiamo dovuto trovare alloggi individuali per gli artisti che normalmente erano ospitati tutti assieme in uno chalet dello sci-club di Môtiers, abbiamo dovuto pensare al distanziamento nell’allestimento dei tavoli della “buvette” e procurare le mascherine a tutti i nostri volontari addetti ai controlli e alle casse.”

La pandemia ha anche sortito un effetto su alcuni scultori: “certi hanno modificato i loro progetti” racconta Marie Delachaux, “creando personaggi confinanti in uno spazio chiuso, a mo’ di quarantena, altri invece rappresentando artisti che girano su sé stessi come infatti è avvenuto agli indipendenti durante il lockdown oppure ancora proponendo degli esempi minimalisti come delle lenzuola annodate da prigionieri che fuggono dalla finestra di una prigione.”

“Aspettiamo i ticinesi”

Insomma la passeggiata che porterà il visitatore dall’uscita di Môtiers fino al termine della mostra non mancherà di belle scoperte: come quella, ai piedi della cascata, di una statua gigante di color rosso, alta cinque metri, opera della scultrice neocastellana Catherine Gfeller, battezzata “La gardienne du temps” (La custode del tempo), un omaggio, stando alla scultrice, reso ad una sconosciuta, una donna cinese “che la storia regionale ha taciuto ossia la madre del figlio del famoso orologiaio e avventuriero del Val-de-Travers Edouard Bovet-de-Chine”.

“Môtiers Art en plein air» è reso possibile, ci dice ancora Marie Delachaux, grazie alle sovvenzioni federali, cantonali e comunali nonché ai numerosi sponsor privati. “Inoltre un centinaio di volontari lavora benevolmente per preparare ogni edizione, il cui allestimento dura due anni.” Dal 1985 ogni mostra ha accolto dai 30 ai 40 mila visitatori: “Per ora, siamo partiti in sordina poiché fino ad alcuni giorni fa, la meteo non è stata favorevole, speriamo però raggiungere le cifre delle edizioni trascorse. Fino ad adesso, oltre ai romandi, sono venuti a trovarci svizzero-tedeschi, francesi e germanici, mancano soltanto i ticinesi, li aspettiamo a braccia aperte”! (www.artmotiers.ch)

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