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Ton Koopman (foto: Foppe Schup)
Settimane Musicali
16.09.20 - 15:320

Ton Koopman: 'Bach? Non era certo il quinto evangelista'

La star della musica barocca, di ritorno ad Ascona dopo l'esibizione del 2018, di scena per due giorni alle Settimane Musicali

È un programma condensato in tre giorni e sei concerti, giocoforza ridotto causa Covid ma di altissimo livello e con molte chicche musicali: la 75esima edizione speciale delle Settimane Musicali di Ascona vivrà il suo momento 'clou' da venerdì 18 a domenica 20 settembre. Accanto a Francesco Piemontesi – artista che sta vivendo un momento magico della sua carriera e che suonerà in quattro dei sei concerti – ci sarà modo, fra gli altri, di scoprire per la prima volta al festival la star del violino, il greco Leonidas Kavakos, il clarinettista ma anche direttore d’orchestra e acclamato compositore Jörg Widmann, il violista tedesco Nils Mönkemeyer e il violoncellista Daniel Müller Schott, che si esibiranno in un programma sorprendente che spazierà da Bach a Brahms, da Mozart a Messiaen.

'Parla al cuore e impegna il cervello'

Atteso con particolare interesse è anche uno dei più grandi maestri della musica barocca, Ton Koopman, che ritorna ad Ascona dopo la sua ultima esibizione del 2018. Nativo di Zwolle, 75 anni portati con energia e vigore, Koopman è una garanzia per gli appassionati di Settecento, sempre sulla cresta dell’onda fra tour, concerti, incisioni e premi internazionali. Direttore, organista, cembalista e raffinato esecutore di musica antica, Koopman terrà due concerti interamente dedicati a Bach, di cui è uno dei massimi conoscitori. “Bach – spiega l’artista – non è stato solo un musicista virtuoso che suonava l’organo, il clavicembalo o il violino, ma anche il più grande compositore di sempre. Provo ogni volta un’immensa gioia quando lo dirigo, perché la sua musica sublime parla al cuore e impegna il cervello. Ogni battuta della partitura è diversa dall’altra e si salda in una perfetta armonia con tutte le altre. Il fatto è – aggiunge - che uno può apprezzare Bach semplicemente emozionandosi per le sue bellissime melodie oppure divertendosi ad analizzare gli elementi costitutivi delle sue composizioni”.

In Bach la dimensione religiosa è fondamentale, ma, sottolinea Koopman, “Bach non era il quinto evangelista. Era una normale persona del suo tempo, che credeva in Dio come tutti i suoi contemporanei. Quando Bach evoca Dio lo fa con amore. Dio per lui è un amico, ma anche un’entità che incute timore. Ma una cosa è certa: che sia sacra o profana, non c’è una gran differenza: la sua musica è sempre quella, sempre ricchissima, sempre in perfetto equilibrio fra emozione e razionalità”. Insomma, “Bach è stato davvero un grande genio, capace di lavorare con uno schema molto preciso e nel contempo di fare una musica che sa arrivare alla gente”.

Lockdown in Olanda

Ad Ascona, venerdì 18 settembre alle 20.30, Koopman presenterà assieme a sei solisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra, l’Offerta Musicale, una delle composizioni più elaborate di Bach (“Un capolavoro assoluto”), mentre il sabato, alle 18 (e ci sono ancora alcuni biglietti), ci offrirà un saggio della meravigliosa produzione organistica bachiana assieme a due sonate per violino, viola e clavicembalo: “Un programma davvero godibile e alla portata di tutti”, sottolinea il maestro. Koopman, che da 36 anni vive a Verona, di cui è diventato anche cittadino onorario, ha passato il recente lock-down in Olanda. “C’erano restrizioni molto meno severe che in Italia, e ne ho approfittato per leggere e studiare molto, fare passeggiate con mia moglie e passare molto più tempo del solito con le mie nipotine e la mia famiglia. A luglio poi ho ricominciato a lavorare. Con mia moglie abbiamo fatto un concerto per due clavicembali e in seguito ho diretto l’orchestra del Concertgebouw alla presenza del re e della regina, con sole 30 persone in sala ma davanti a 300mila spettatori che hanno seguito l’evento in diretta alla TV.  E ora speriamo che tutti gli appuntamenti in programma possa essere confermati”. Il cartellone di Ascona? “È appassionante e mi congratulo con gli organizzatori per aver avuto il coraggio di proporre un festival nonostante tutte le difficoltà. Credo che ci sia un vero desiderio da parte del pubblico di tornare a sentire la musica dal vivo. Speriamo che questo desiderio sia più forte della paura”. 

Di domenica: 'Pour la fin du Temps'

Fra i sei concerti proposti dalle Settimane Musicali ne spicca uno da non perdere. A conclusione di questa edizione speciale della rassegna, domenica 20 settembre alle 20.30, ritroveremo sul palco della chiesa del Papio Leonidas Kavakos al violino, Jörg Widmann al clarinetto, Daniel Müller-Schott al violoncello e Francesco Piemontesi al pianoforte impegnati in un programma musicale di rara bellezza: il Quatuor pour la fin du temps, opera fondamentale della produzione cameristica del XX secolo, composta ed eseguita la prima volta in un campo di prigionia tedesco nel 1940/41. Ne è autore Olivier Messiaen. Fatto prigioniero durante un’offensiva tedesca, Messiaen, grazie alla complicità dell’ufficiale del campo appassionato di musica, scrisse inizialmente l’opera per tre musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) e in un secondo tempo aggiunse alla partitura un pianoforte, che lui stesso suonò durante la prima esecuzione nel campo, davanti ai prigionieri e agli ufficiali tedeschi. Misteriosa, profondamente spirituale e ispirata all'Apocalisse di San Giovanni, l’opera è di una bellezza commovente, in bilico fra desolazione e speranza di una rinascita nella fede.

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