laRegione
Federer R. (SUI)
0
KYRGIOS N. (AUS)
0
1 set
(1-1)
Berna
3
Langnau
0
fine
(2-0 : 0-0 : 1-0)
Ginevra
3
Friborgo
1
fine
(1-0 : 1-0 : 1-1)
Davos
2
Ambrì
5
fine
(1-1 : 1-3 : 0-1)
Lakers
1
Zurigo
2
fine
(0-1 : 1-0 : 0-1)
Losanna
1
Bienne
4
fine
(1-0 : 0-1 : 0-3)
Zugo
6
Lugano
5
fine
(4-2 : 1-3 : 1-0)
Ajoie
4
Visp
1
fine
(1-0 : 1-1 : 2-0)
Federer R. (SUI)
0 - 0
1 set
1-1
KYRGIOS N. (AUS)
1-1
LAVER CUP
LAVER CUP MEN SINGLES
Team Europe - Team World 5-1.
Match 6.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Berna
LNA
3 - 0
fine
2-0
0-0
1-0
Langnau
2-0
0-0
1-0
1-0 EBBETT
2'
 
 
2-0 RUEFENACHT
20'
 
 
3-0 HAAS
60'
 
 
2' 1-0 EBBETT
20' 2-0 RUEFENACHT
60' 3-0 HAAS
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Ginevra
LNA
3 - 1
fine
1-0
1-0
1-1
Friborgo
1-0
1-0
1-1
1-0 ALMOND
16'
 
 
2-0 ALMOND
31'
 
 
 
 
52'
2-1 MOTTET
3-1 TOMMERNES
60'
 
 
16' 1-0 ALMOND
31' 2-0 ALMOND
MOTTET 2-1 52'
60' 3-1 TOMMERNES
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Davos
LNA
2 - 5
fine
1-1
1-3
0-1
Ambrì
1-1
1-3
0-1
 
 
7'
0-1 DAGOSTINI
1-1 PESTONI
15'
 
 
 
 
26'
1-2 KUBALIK
 
 
28'
1-3 MULLER
 
 
31'
1-4 LAUPER
2-4 MEYER
34'
 
 
 
 
45'
2-5 KUBALIK
DAGOSTINI 0-1 7'
15' 1-1 PESTONI
KUBALIK 1-2 26'
MULLER 1-3 28'
LAUPER 1-4 31'
34' 2-4 MEYER
KUBALIK 2-5 45'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Lakers
LNA
1 - 2
fine
0-1
1-0
0-1
Zurigo
0-1
1-0
0-1
 
 
5'
0-1 HOLLENSTEIN
1-1 SCHLAGENHAUF
28'
 
 
 
 
53'
1-2 NOREAU
HOLLENSTEIN 0-1 5'
28' 1-1 SCHLAGENHAUF
NOREAU 1-2 53'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Losanna
LNA
1 - 4
fine
1-0
0-1
0-3
Bienne
1-0
0-1
0-3
1-0 VERMIN
13'
 
 
 
 
27'
1-1 RIAT
 
 
52'
1-2 POULIOT
 
 
59'
1-3 KUNZLE
 
 
60'
1-4 NEUENSCHWANDER
13' 1-0 VERMIN
RIAT 1-1 27'
POULIOT 1-2 52'
KUNZLE 1-3 59'
NEUENSCHWANDER 1-4 60'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Zugo
LNA
6 - 5
fine
4-2
1-3
1-0
Lugano
4-2
1-3
1-0
1-0 MCINTYRE
1'
 
 
 
 
6'
1-1 WALKER
2-1 SIMION
8'
 
 
 
 
13'
2-2 CUNTI
3-2 MARTSCHINI
16'
 
 
4-2 LAMMER
20'
 
 
 
 
22'
4-3 LAPIERRE
5-3 ALBRECHT
26'
 
 
 
 
29'
5-4 MORINI
 
 
32'
5-5 FAZZINI
6-5 STALBERG
51'
 
 
1' 1-0 MCINTYRE
WALKER 1-1 6'
8' 2-1 SIMION
CUNTI 2-2 13'
16' 3-2 MARTSCHINI
20' 4-2 LAMMER
LAPIERRE 4-3 22'
26' 5-3 ALBRECHT
MORINI 5-4 29'
FAZZINI 5-5 32'
51' 6-5 STALBERG
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
Ajoie
LNB
4 - 1
fine
1-0
1-1
2-0
Visp
1-0
1-1
2-0
1-0 CASSERINI
5'
 
 
 
 
26'
1-1 FURRER
2-1 CASSERINI
34'
 
 
3-1 MACQUAT
43'
 
 
4-1 DEVOS
54'
 
 
5' 1-0 CASSERINI
FURRER 1-1 26'
34' 2-1 CASSERINI
43' 3-1 MACQUAT
54' 4-1 DEVOS
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 22:27
(Ti-Press)
TICINO7
08.09.18 - 11:350

Un poeta ticinese a Londra

Nato a Locarno, Vanni Bianconi è anche traduttore e direttore artistico del festival bellinzonese Babel. Si racconta a Ticino7.

Pubblichiamo un contributo apparso su Ticino7, disponibile anche nelle cassette di 20 Minuti per tutto il fine settimana.

Lontano dal traffico e dalle incombenze quotidiane, è certo una fortuna poter passeggiare in mezzo alla natura accompagnati da un poeta. Il filo conduttore della chiacchierata, se l’autore è Vanni Bianconi, non può che essere il senso della vita. Certo, interrotta da aneddoti e «informazioni» più pratiche, ma sempre con un sottofondo dai toni esistenzialisti.

Vanni vive a Londra da molti anni, ormai; è stato l’amore che lo ha portato lì ed è l’amore che ancora oggi lo lega alla metropoli britannica. 

Tradurre è un’arte

Ma il nostro cantone rimane sempre nel suo cuore: nel Locarnese vive la sua famiglia di origine e vi ritrova regolarmente alcuni dei suoi amici più cari, mentre a Bellinzona ha fatto ergere la sua «Torre di Babele»: parliamo naturalmente di Babel, un festival unico nel suo genere, che si occupa di letteratura e traduzione. Ma qui, al contrario del riferimento biblico, i vari idiomi si confrontano al fine di far chiarezza e togliere dall’ombra – tramite conferenze, cinema, musica, workshop – il mestiere del tradurre. Anche perché troppo spesso, ancora oggi, molte pubblicazioni omettono il nome del traduttore; in questo senso anche grazie al festival bellinzonese si stanno facendo passi avanti. 

Vanni, lui stesso traduttore, lo conferma: questo esercizio non è semplicemente una questione tecnica, «contiene sempre anche l’interpretazione del suo traduttore». Ma a vari gradi, come specifica quando gli chiediamo se un’opera tradotta diventi un’altra cosa, cioè un lavoro con una sua identità, un’opera a sé. «La stessa domanda» – ci dice – «andrebbe prima posta riguardo all’originale: ci sono opere che ricreano la loro lingua (e senza dovere essere sperimentali, è una questione di coesione tra ritmo e senso e suoni e sintassi che crea la sua unicità, la sua necessità), mentre altre semplicemente la usano. Questa non è per forza una distinzione di qualità. Così più la lingua dell’originale è originale, più la traduzione sarà un’interpretazione, una ri-creazione. Forse è per questo che i classici, cioè libri che hanno formato non solo la loro lingua ma la nostra cultura, hanno sempre bisogno di nuove traduzioni». Non è quindi sbagliato affermare che la traduzione sia né più né meno che una forma d’arte.

Mondo anglosassone

Certo non è tutto semplice quando ci si confronta con la cultura anglosassone: come quando ci confida che nei primi anni inglesi, frequentando amici di amici e conoscenti, si stupiva della loro grande capacità di fare small talk, di parlare per ore, senza scambiarsi in fondo nessuna informazione minimamente personale. «Io invece in questo sono meno portato; ho bisogno di chiederti anche come stai, di dirti come sto… Ma forse è una questione di carattere». E che cosa trova a Locarno che a Londra proprio gli manca? «Comprensione immediata e sfaccettata degli interlocutori» rivela Vanni: «nel momento in cui arrivo a Locarno, in ogni frase, anche di uno sconosciuto, anche sentita a metà, mi sembra di saper cogliere il detto e il non detto: non solo i riferimenti mi sono familiari, ma tutto mi sembra leggibile, le esitazioni e i loro motivi, borbottii e gesti a metà. Ha a che fare con la lingua madre, ma non solo. Questo non accade mai a Londra, con le sue mille barriere linguistiche e non. Ma quello straniamento è anche stimolante, bisogna sempre ritrovare il modo per dirsi oppure per capirsi».

Vivere di poesia

Neanche vivere di poesia e traduzioni è semplice. A parte alcune occasioni in cui il proprio lavoro viene riconosciuto, la quotidianità dello scrittore può essere interlocutoria: «La poesia la scrivi, la pubblichi e poi puff, cade nel vuoto. È vero che si fa un lavoro per sé, per il piacere di farlo, ma abbiamo anche bisogno di riconoscimenti. In passato ho avuto voglia di smettere, di occuparmi d’altro». Ma poi – e per fortuna – Bianconi ha ripreso fiducia. 

Si potrebbe anche pensare buon sangue non mente: Vanni è figlio di Sandro e nipote del compianto Giovanni Bianconi. Ma la sua tenacia è però stata ripagata; basta prendere tra le mani Sono due le parole che rimano in ore apparso nel 2016 per rendersene conto. Come sottolinea Piergiorgio Morgantini nella sua recensione (laRegione, 23.9.2017), è «una raccolta intensa e viva, da leggere in un fiato, che racconta l’amore in tutte le sue forme e le sue sfumature emotive, con semplicità». E ancora: «Tra i meriti di Bianconi quello di avere avuto il coraggio di raccontarcelo in versi, l’amore». E dai, allora, Vanni: scrivi e scrivi ancora. Che il mondo ha bisogno di poesia. Poesia nuova.

***

Il personaggio

Vanni Bianconi è nato a Locarno nel 1977 e vive a Londra. Si è laureato all’Università Statale di Milano in lingue e letterature straniere. È traduttore di opere letterarie
– tra gli ultimi W. Somerset Maugham, W.H Auden e W. Faulkner –, direttore artistico del festival bellinzonese Babel e scrive poesie. La sua prima silloge poetica, Faura dei morti, è apparsa nell’«Ottavo quaderno italiano» (Marcos y Marcos, 2004); per le Edizioni Casagrande sono usciti Ora prima (2008; Premio Schiller incoraggiamento), Il passo dell’uomo (2012) e Sono due le parole che rimano in ore (2016). È uno dei curatori della rivista di traduzione poetica Testo a fronte.

 

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