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10.09.21 - 18:31
Aggiornamento: 19:03

Riscoprendo l’opera e la vita di Wilhelm Schmid

Nuovo allestimento, e un progetto site-specific di Livio Bernasconi, per il museo di Brè sopra Lugano

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Nuovo allestimento per il Museo Schmid a Brè sopra Lugano: in vista dell’anniversario dei 50 anni dalla morte dell’artista di origine argoviese, avvenuta appunto a Brè nel dicembre del 1971, la Divisione Cultura della Città di Lugano ha avviato un ampio studio delle carte lasciate dall’artista e dalla moglie Maria.

I risultati di questo lavoro hanno portato ad alcune scoperte non solo per quanto riguarda l’attività artistica (inclusi i lavori in veste di architetto e decoratore, gallerista e pure corrispondente per un’agenzia di stampa internazionale), ma anche perché ha portato alla luce la vastissima rete di relazioni a livello europeo. Alle quali ha contribuito la moglie Maria, una cantante ebrea benestante di origine polacca, conosciuta in Germania prima del nazismo, il cui ruolo cruciale è un altro interessante risultato emerso da questo studio.

Il nuovo allestimento tiene conto di questo lavoro di ricerca e mette al centro del percorso espositivo la vita dei due coniugi tra Germania, Francia e Svizzera, a stretto contatto con alcune delle più importanti avanguardie del primo Novecento, dal November Gruppe alla Nuova Oggettività tedesca, dei quali Schmid – come dimostrano anche i suoi manoscritti – è stato un convinto e consapevole aderente sin dall’inizio, il tutto attraverso una selezione di opere d’arte (alcune delle quali mai esposte prima d’ora) e di documenti e fotografie di Wilhelm e Maria in varie epoche.

Per l’occasione il Museo si è dotato inoltre di un nuovo logo e di una rinnovata immagine grafica e sono in programma altre iniziative per valorizzare le figure di Wilhelm e Maria Schmid. Tra le iniziative, la sistemazione della tomba dell’artista e della moglie nel cimitero del paese, sotto un mosaico dello stesso Schmid raffigurante una ‘Ultima cena’ che all’epoca fece scandalo e un progetto artistico ‘site-specific’ che il Circolo culturale Pasquale Gilardi “Lelèn” ha conferito negli scorsi mesi al pittore Livio Bernasconi.

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