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Arte
20.07.18 - 05:000

Processo dell’Islam alla civiltà occidentale

ovvero, come non è cambiato nulla negli ultimi sessant’anni

È stato di recente ripubblicato un libro che mancava dagli scaffali da almeno quindici anni, un ritardo imperdonabile, visto che il libro in questione, pur avendo più di sessant'anni, non ha mai perso la sua attualità. Si tratta di Processo dell’Islam alla civiltà occidentale di Guido Piovene, ovvero il resoconto giornalistico di un convegno che si tenne a Venezia nel 1955, cui parteciparono importanti esponenti dell’intellighenzia culturale italiana (come Montale, Carnellutti, Levi della Vida) e del mondo musulmano (ad es. Taha Huseyn), al fine di trovare un dialogo che avvicinasse le due sponde del Mediterraneo.
Quel che sorprende di più, leggendo questo libro, è il fatto cha siamo ancora lì, a quel punto: gli intellettuali delle due culture si guardano senza capirsi (“non bisogna conoscersi per amarsi, bisogna amarsi per conoscersi”), ma il vero ostacolo alla comprensione, la vera ragione della divisione è tuttora la politica. Non la religione, non il jihad, non la visione del mondo, come tanti seminatori di odio vogliono farci credere.
Il fatto è che oggi viviamo ancora le conseguenze, positive e negative, del colonialismo. Così come figlie del colonialismo sono certe superficiali prese di posizione come “aiutiamoli a casa loro”, come se potessimo facilmente andar là (ancora da padroni!) a portare civiltà e ricchezza, senza dover prima mediare – talvolta con trattative decennali – con dei governi sovrani o
fazioni militari in lotta tra loro (a causa nostra).
Trovano spazio in questi dibattiti anche importanti riflessioni sui vari campi del sapere. A colpirmi, forse a causa della mia formazione giuridica, è l’analisi del Carnelutti sull’ipertrofia del diritto occidentale, che vorrebbe colmare le disparità intervenendo fin nel minimo dettaglio: “La distanza tra gli uomini non è colmata dal diritto, ma dalla carità, che può renderlo inutile.” È la differenza tra “una civiltà del dover essere” e “una civiltà di fatto”.
Per concludere, leggere questo libro ci aiuta a riflettere sulle responsabilità dell’Occidente, ma anche sulla sua preziosa e imprescindibile capacità di mettersi in discussione, elemento fondamentale per lo sviluppo e per la democrazia.

Processo dell’Islam alla civiltà occidentale
di Guido Piovene
Bompiani, 2018
78 pagine

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