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Arte
19.05.18 - 05:000

Un ponte tra le culture

Di solito quando ascolto la musica chiudo istintivamente gli occhi, quasi a voler escludere qualunque altro stimolo sensoriale esterno

Di solito quando ascolto la musica chiudo istintivamente gli occhi, quasi a voler escludere qualunque altro stimolo sensoriale esterno. Chiudo gli occhi anche per “vedere” la musica e il luogo della mente nel quale mi sta conducendo.


Perché un brano musicale è sempre un ponte in grado di trasportare istantaneamente l’ascoltatore in un altro paese, un’altra cultura, persino in un altro mondo. Attraversare quel ponte significa spesso incontrare l’altro, e questo incontro ci pone davanti ad un istintivo imbarazzo, generato dal conflitto interiore tra il voler comprendere e la tentazione istintiva di rifiuto del “diverso”.

Il libro che vi consigliamo questa settimana è “Lo spartito del mondo” di Giovanni Bietti, un agile saggio che ci prende per mano e ci invita ad attraversare quel metaforico ponte, e lo fa raccontandoci la storia dei numerosi tentativi, da parte dei musicisti, di rendere più facile l’incontro e la “contaminazione” tra le diverse culture.

Da Orlando di Lasso alla World Music, passando per Bach, Beethoven e Bartok (solo per restare alla lettera B), Bietti ci conduce attraverso la storia della musica e di quei musicisti che hanno reso la musica europea così ricca di suggestioni differenti, attingendo proprio alle tradizioni differenti di cui l’Europa è piena, alle culture lontane ed esotiche, a quella diversità, insomma, che porta alla nostra crescita.


Il dialogo tra le culture – come ricorda lo stesso Bietti – ha avuto nel corso dei secoli momenti di espansione e di contrazione, e forse mai come oggi abbiamo bisogno di un linguaggio in grado di unire, di “armonizzare”. Proprio come la musica.

Lo spartito del mondo. Breve storia del dialogo tra culture in musica
di Giovanni Bietti
Laterza, 2018
174 pagine

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