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09.02.18 - 07:000

Una parentesi nel delirio

Un artista in crisi accetta di rinchiudersi con 4 modelle nude per alcuni giorni dentro un castello. Niente cellulari, niente comunicazioni con l’esterno. Tutto quello che dovrà fare sarà disegnare, disegnare, disegnare. Ed evocare, attraverso le sue, le opere di Salvador Dalì.
A far da sfondo alla forzata convivenza dei personaggi è una Parigi in preda al caos, al disincanto, alla disperazione, al terrorismo: proprio mentre l’artista e le modelle sono reclusi insieme nel castello veniamo a sapere che c’è stato l’attentato al Bataclan.
Questa è la premessa del libro che vi consigliamo questa settimana, Chiusa parentesi, di Joann Sfar.
Sfar è già autore della fortunata serie di graphic novel del Gatto del rabbino, nella quale l’autore, attingendo alla propria tradizione familiare, quella dell’ebraismo algerino, immagina che il gatto di un rabbino inizi improvvisamente a parlare, discutendo in maniera arguta con il suo padrone su temi come l’esistenza di Dio o la cabala. In altre sue opere i protagonisti sono vampiri innamorati o creature fantastiche come i golem.
La magia e l’esoterismo sono dunque un aspetto ricorrente nelle opere di Sfar, e anche in questa graphic novel l’espediente magico è centrale per mettere in scena la rappresentazione dell’arte e delle idee di Dalì sull’arte. La storia si apre e si chiude con una lettura dei tarocchi (molto cari a Salvador Dalì, che disegnò anche un proprio mazzo speciale), mentre ciò che riunisce il protagonista della vicenda con le quattro modelle è un vero e proprio rituale magico volto a resuscitare letteralmente il corpo di Salvador Dalì, ibernato in una località segreta nei sotterranei di Parigi, affinché possa portare nel mondo di oggi la propria idea salvifica di arte come alternativa laica alle religioni che si vanno sempre più radicalizzando. “Sono profondamente convinto che spetti all’arte il compito di impadronirsi della funzione sacra”, afferma Sfar nell’introduzione a questo libro.
Il Dalì reale, se questa categoria può essergli attribuita, una volta scrisse: “Il Cielo non si trova né sopra né sotto, né a destra, né a sinistra, ma esattamente nel centro del petto dell’uomo che ha Fede…Ora io non ho ancora la Fede e temo di dover morire senza Cielo”.
Forse l’opera più ambiziosa di Sfar, è anche la più delirante, psicotropa, onirica, in una parola: surrealista. Come si conviene.

Chiusa parentesi.
Le donne di Salvador Dalì
di Joann Sfar
Edizioni Clichy, 2017
128 pagine

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