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06.12.22 - 19:18
Aggiornamento: 20:36

Casse malati, 11mila firme per gli sgravi. E un asino che raglia

La Lega consegna in governo le sottoscrizioni all’iniziativa per la deducibilità integrale dei premi. Poco dopo la sinistra porta i regali per i ricchi

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Ti-Press
I rappresentanti della Lega

«È un segnale politicamente molto positivo, ma è anche un indice di forte disagio». Commenta con queste parole Sabrina Aldi l’esito della raccolta firme dell’iniziativa popolare lanciata dalla Lega dei Ticinesi, di cui è portavoce, dal titolo ‘Basta spennare il cittadino, cassa malati deducibile integralmente’. 11’260 le sottoscrizioni consegnate in Cancelleria dello Stato – ben oltre dunque le 7mila necessarie – per chiedere di modificare la Legge tributaria cantonale aumentando la deduzione fiscale dei premi per le persone sole da 5’200 franchi a 9’000 franchi e per i coniugati da 10’500 franchi a 18’000 franchi, raddoppiando dunque le soglie attuali, ciò che corrisponde a una deduzione fiscale totale.

«Siamo soddisfatti dell’esito. È andata molto bene perché probabilmente i cittadini sono stufi, e di certo ha influito anche l’ultima stangata, in particolare all’indirizzo del Ticino», ha valutato Aldi. Ticino in cui l’aumento medio dei premi per l’anno prossimo è del 9,2% rispetto al 6,6% dell’intera Svizzera. A firmare l’iniziativa sono state «persone trasversali alla società – ha osservato la deputata leghista –, perché la questione riguarda tutti. Ma in particolar modo si tratta di una boccata d’ossigeno per il ceto medio che paga le imposte e non arriva a ottenere i sussidi per le casse malati».

La sinistra la pensa però in modo diametralmente opposto, sostenendo che le deduzioni fiscali favoriscono soprattutto i redditi più alti. «I calcoli li abbiamo fatti – ha ribattuto Aldi, riferendosi ai 55 milioni di sgravi prospettati –, questa iniziativa permette a tutti i cittadini di avere più soldi in tasca a fine mese. Dopodiché sono anche d’accordo che con la fiscalità non si fa socialità, ma l’effetto concreto finale nella fattispecie è di lasciare maggiori risorse a tutti in un momento molto difficile. E questo mi sembra importante».

‘Un adeguamento dovuto’

In questa maniera però, viene da obiettare, proprio la destra che insiste col mantra che le finanze pubbliche devono al più presto tornare sane agisce per erodere le risorse dello Stato. «Innanzitutto va precisato che questo è un atto dovuto nel senso che ormai da una ventina d’anni non si aggiornano le soglie della deducibilità – replica la portavoce leghista –. Quindi proprio a livello di "ratio legis", di quello che ha voluto il legislatore, ovvero permettere la deducibilità dei premi a livello fiscale, si tratta semplicemente di un adeguamento necessario. In secondo luogo le finanze dello Stato sono certamente importanti, ma il loro risanamento non deve andare a carico dei cittadini. Lo Stato deve trovare al suo interno il modo di risparmiare».

Nella prossima sessione di Gran Consiglio, al via lunedì, all’ordine del giorno figura anche l’iniziativa parlamentare promossa dai partiti borghesi per la deducibilità dei premi di cassa malati per i figli a carico, che con buone probabilità sarà avallata dal plenum. Non basta? «Si tratta di due iniziative complementari. Quella popolare per cui abbiamo presentato le firme oggi riguarda single e coppie sposate, mentre quella che voteremo in parlamento settimana prossima riguarda i figli, per i quali i genitori pagano i premi ed è giusto che possano dedurre anche tale spesa».

Ora l’auspicio di Aldi è che i ticinesi siano chiamati alle urne al più presto: «Adesso tutto dipende dalla volontà politica e soprattutto dal Gran Consiglio. Il mio augurio è che visti i tempi che corrono e le concrete difficoltà per le persone oggi, si vada a votare quanto più in fretta possibile»

Dimostrazione in piazza

Un asino e due San Nicolao rosso-blu

«Neanche più una carota, solo bastonate», ripeteva in piazza tra un raglio e l’altro, a distanza di un paio di ore dalla consegna firme, Beppe Savary (Forum Alternativo) vestito da asino. Accanto a lui due San Nicolao, uno rosso e uno blu «come la bandiera del Ticino», che in occasione del 6 dicembre hanno lasciato dei pacchi regalo davanti alla sede di una cassa malati di Bellinzona. «Per i top manager delle casse malati che guadagnano più di un consigliere federale». «Per la medicina privata che attraverso nuove offerte genera nuovi bisogni». «Per i milionari che pagano gli stessi premi delle casse malati come le cittadine che fanno fatica a sbarcare il lunario». «Per l’industria farmaceutica che in Svizzera pretende dei prezzi sempre meno accessibili a una grande fetta della popolazione». «Per chi chiede tariffe maggiorate senza offrire maggiore qualità». Insomma, regali per i ricchi. E spostandosi davanti a Palazzo delle Orsoline si sono poi rivolti alla maggioranza borghese del Gran Consiglio «che non fa nulla e addirittura approva questi regali ingiustificati, avvelenati e insensati». A loro spetterebbe «solo carbone».

Così, attraverso un’azione simbolica, il neocostituito comitato ‘Contro l’amento dei premi di cassa malati’ formato da forze politiche di sinistra e alcune sigle sindacali (Fa, Giso, Uss, Unia, Vpod, Scintilla, Mps, Giovani Verdi, Ps, Pc, Pop) ha voluto «mettere in evidenza e criticare il fatto che non si stia facendo nulla per diminuire o mettere un tetto massimo ai premi di cassa malati e anzi si portano avanti politiche per le persone che non ne hanno bisogno», ha spiegato Rocco Vitale, uno dei due San Nicolao e membro del comitato. Secondo cui le proposte del centrodestra «identificano il problema ma forniscono una risposta sbagliata».

«Le iniziative per la deducibilità sono una vergogna – ha rincarato Graziano Pestoni, presidente dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico –. Perché si stratta di un regalo a chi guadagna tanto e di uno sgravio ridicolo di qualche decina di franchi per la maggior parte della gente». Quali dunque le soluzioni? «A breve termine bisogna stanziare dei soldi per ridurre i premi, mentre a medio termine è necessario creare una cassa malati pubblica unica con i premi in base al reddito». Una vecchia rivendicazione della sinistra, questa, già bocciata in votazione popolare. «È vero – ha ammesso Pestoni –, allora non siamo riusciti a farci capire. Ora pero è importante rilanciarla e spiegarla meglio. La gente ha visto che il problema è sempre più grande e adesso probabilmente ci seguirebbe». La promessa del comitato, se nulla cambia, è di scendere nuovamente in piazza: «Verremo senza San Nicolao. Ma in dieci, in cento, in mille asini».

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