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05.12.22 - 20:14
Aggiornamento: 06.12.22 - 00:31

‘Avanti’, la porta è aperta a tutti

Presentato il nuovo movimento fondato da Mirante e Roncelli dopo le dimissioni dal Partito socialista. ‘Una forza di centro sinistra, moderna e aperta’

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Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli

Gli schemi, come da loro auspicato, almeno formalmente per gli standard della sinistra hanno già iniziato a romperli, passando dalla Casa del Popolo di Bellinzona – storica sede di comitati e conferenze stampa del Partito socialista – alla Sala nobile dell’hotel 4 stelle La Tureta di Giubiasco. È in questo spazio che Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli hanno dato appuntamento ai media per presentare ‘Avanti’, il nuovo movimento fondato dopo aver riconsegnato le rispettive tessere del Ps, "casa" a cui non sentivano più di appartenere. Un movimento «nato perché francamente, dopo alcune vicende a tutti note, mi sono detto che alle elezioni di aprile non avrei saputo chi votare», ha esordito con tono tra il serio e il faceto l’ex vicepresidente socialista Roncelli, che ha sempre sostenuto la candidatura di Mirante nella lista per il Consiglio di Stato in vista di aprile, rifiutata dal Congresso socialista. «L’idea – ha ricalibrato Roncelli – è di proporre qualcosa che in Ticino oggi manca, un movimento di centro sinistra, moderato e aperto, che sappia trovare soluzioni concrete per la popolazione e voglia agire in modo diverso in un contesto in cui la politica è polarizzata». La volontà espressa è di posizionarsi «come forza propositiva e non solo in opposizione, senza tabù ideologici», e appunto «rompendo gli schemi». Perché, ha precisato Mirante, «le soluzioni possono giungere da qualunque lato, a priori non c’è una parte che ha sempre la verità e un’altra che non l’ha mai». E il nome del movimento trae origine anche da questa postura: «È un invito a entrare e unirsi a noi, come quando qualcuno bussa. Ma è anche un incoraggiamento e un’esortazione a proseguire».

‘Lavoro, popolo, ascolto’

Alla base di ‘Avanti’ ci sono «uguaglianza e libertà, valori che si autoalimentano e che non sono da mettere in contrapposizione», ha sostenuto Mirante, che ha poi elencato le parole che fanno da matrice al neonato movimento. Innanzitutto "lavoro e futuro", con il primo che «deve tornare a essere la principale preoccupazione in Ticino». Seguono "popolo, ascolto e consenso", in un momento in cui «la parola popolo sembra che, a causa di una certa superiorità, non piaccia troppo alla sinistra, quando in realtà il popolo è democrazia». Nel tracciare il quadro in cui sta prendendo forma il movimento, Roncelli ha affermato che «siamo partiti da un assunto di fondo, ovvero che oggi il modello di economia mista, fatta della collaborazione tra Stato e mercato, non è più messo in discussione – ha valutato –. Ma ci sono diversi modi per realizzare questo modello, gli Stati Uniti sono diversi dalla Danimarca». Ha quindi stilato una lista di risposte prioritarie a quelle che sono ritenute le principali sfide in Ticino: «Rispetto alla globalizzazione, tanto opportunità quanto minaccia, bisogna creare posti di lavoro rivolti ai giovani formati in Svizzera, assieme alla protezione dei salari e della qualità del lavoro». Contro l’urbanizzazione «rapida e disordinata, serve potenziare gli investimenti per ridurre il congestionamento delle infrastrutture e gestire in modo integrato insediamenti e viabilità». Mentre per far fronte all’invecchiamento demografico «è necessario lo sviluppo di un’offerta di cura efficace ed efficiente». Infine le sfide ambientali: «Non siamo per la decrescita, ma per un utilizzo sensato delle risorse in ottica di un’economia circolare. Nonché per la riduzione dell’inquinamento e la salvaguardia della biodiversità».

Un catalogo di idee da discutere

Definite «innovative» sono anche le modalità di fare politica: «Saranno le persone, principalmente attraverso i social, a decidere ad esempio quale sarà il nostro simbolo ufficiale», ha detto Mirante, introducendo l’intenzione di «collaborare, sentire il polso delle persone che sono toccate dalle decisioni cantonali». Ciò che si comincerà a realizzare con degli incontri e dei voti consultivi online per i futuri iscritti su temi rilevanti «per co-costruire con la popolazione il programma». Per ora è stato stilato un catalogo di idee con una ventina di temi, di cui sono stati passati in rassegna alcuni punti. «L’economia – ha detto Mirante – per noi è uno strumento al servizio dell’individuo. Il nostro modello di riferimento è l’economia sociale di mercato. Quello che proponiamo di discutere è ad esempio di creare un piano di politica industriale cantonale, dare un sostegno concreto alle Piccole e medie imprese per la transizione tecnologica ed ecologica, creare delle app pubbliche a favore delle imprese locali, e un fondo per l’imprenditoria femminile». Quanto alle finanze pubbliche «è importante che siano sane, per poter fare delle politiche economiche ma anche sociali. Se si portano avanti alcuni progetti bisognerà togliere delle risorse in altri ambiti, ma nulla impedisce che si possa mettere mano anche alla fiscalità». Al capitolo formazione, «una delle nostre priorità riguarda quella professionale dove non si è investito a sufficienza negli ultimi dieci anni. Inoltre secondo noi l’abilitazione all’insegnamento così com’è ora dovrebbe essere ridiscussa». Al termine Roncelli ha tenuto a rimarcare più volte che «non vogliamo calare proposte dall’alto e mentire in nessun modo agli elettori, ma valutare e portare avanti progetti fattibili».

Due liste per le Cantonali

In vista delle elezioni di aprile il movimento presenterà una lista per il Consiglio di Stato e una per il Gran Consiglio, con Roncelli che figurerà su entrambe e Mirante sicuramente sulla prima, mentre rispetto a quella per il parlamento «devo verificare la compatibilità con i ruoli che ricopro», ha dichiarato l’economista. Nel frattempo «l’idea è di avere degli incontri nelle prossime settimane con le diverse persone che ci hanno contattato manifestando interesse e altre forze che potrebbero essere dei possibili partner». Bocche cucite su ulteriori dettagli. Quanto all’obiettivo, Mirante ha detto che «la scadenza di aprile è un’occasione per far nascere qualcosa di nuovo. Non è un punto di arrivo ma solo un inizio di una bella esperienza, una maniera di far politica che vuol essere piacevole, con più sorrisi e meno tensioni e nervosismi». Anche se, ha risposto a una domanda dalla sala, «entrare in parlamento sarebbe un grande successo», mentre ottenere un posto in governo, ha ammesso, «sarebbe un evento eccezionale, ma non ci precludiamo nulla. Scendiamo in campo e ci proviamo».

Presente alla conferenza stampa anche il professore ed economista Mauro Baranzini che con Mirante ha collaborato a lungo, scrivendo anche tre libri e numerosi articoli scientifici, e che di Roncelli è stato insegnante universitario. «Due economisti keynesiani pragmatici, competenti e responsabili che sono un valore aggiunto prestato alla politica», li ha definiti il loro mentore.

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