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16.11.22 - 11:45
Aggiornamento: 17:43

Lista rossoverde, ecco Boas Erez: ‘Coesione sociale la priorità’

Presentato ufficialmente il quinto nome per i progressisti nella corsa al governo. Noi: ‘Figura inserita nell’area’. Riget: ‘Quadratura del cerchio’

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Ti-Press/Golay
Lunga vita e prosperità, tra Spock e il governo

Adesso è ufficiale. Sarà l’ex rettore dell’Università della Svizzera italiana Boas Erez il quinto nome nella lista ‘Socialisti e Verdi’ per il Consiglio di Stato. Le schermaglie sono finite. Ora si fa sul serio, e il professore di matematica, nato a Coira nel 1962 e alla testa dell’Usi dal 2016 fino a pochi mesi fa, è pronto ad affiancare Marina Carobbio, Yannick Demaria, Samantha Bourgoin e Nara Valsangiacomo nella corsa al governo del prossimo 2 aprile.

‘Il Ticino torni a essere un Cantone accogliente’

«Voglio fare in modo che questo sia un Cantone accogliente, dove al centro ci sia sempre la coesione sociale, dove chi ci vive si senta davvero a casa», esordisce Erez nella conferenza stampa di presentazione stamattina a Bellinzona. E non è più così. O almeno, «non lo è più come fino a poco tempo fa – spiega ancora l’ex rettore –. Se vivo a Melano e sento parlare di una terza corsia dell’autostrada, io non mi sento più a casa, sento che me la stanno cambiando. Esattamente come succede a un escursionista che non trova più nevai e ghiacciai per il riscaldamento climatico che dobbiamo assolutamente contrastare, docenti o infermiere che lasciano il lavoro perché in burnout e perché non vengono riconosciute giuste condizioni di lavoro, gli operai dell’edilizia cui viene detto che forse devono lavorare anche il sabato, o gli impiegati di banca che perdono il lavoro per decisioni prese altrove».

‘La coesione sociale, priorità fondamentale’

Una coesione sociale che, riprende Erez, «è sempre stata una mia priorità. Tutti penseranno naturalmente al mio impegno sul tema dell’autogestione a Lugano, sul quale ho avvertito il bisogno di contribuire a sanare una ferita inferta al tessuto sociale». Ma c’è anche «la mediazione in cui mi sono impegnato per rendere possibile l’ineluttabile integrazione del Cardiocentro nell’Ente ospedaliero cantonale». E, sempre parlando di coesione sociale, «con Socialisti e Verdi penso di condividere più di un semplice interesse per la cosa pubblica come con i partiti che mi hanno contattato quando ho smesso le mie funzioni all’Usi – Verdi liberali e Plr –, sento un’energia molto positiva per combattere insieme tutto quanto ci preoccupa, all’insegna di una Piattaforma di governo che condivido appieno: partendo anche dal calo demografico, che mi preoccupa molto».

La pandemia e l’astensione

E cosa metterà di suo Boas Erez? «L’ascolto, e aumentare il più possibile la partecipazione democratica. Quando parlo di coesione come guida, ripenso anche alla gestione della pandemia – afferma ancora il quinto nome della lista rossoverde –. Nello specifico, beh, quando una persona è abituata a entrare in un bar, in una chiesa e all’improvviso si sente esclusa dalla frequentazione di luoghi pubblici in maniera non ben compresa si capisce perché la partecipazione alla vita politica è in calo, con l’astensione dal voto di persone che non si sentono a casa propria».

Spock, ‘Star Trek’ e il Gran Consiglio

Citando ‘Star Trek’ e il saluto di Spock, Erez spiega anche cosa è il 2+2+1 per lui: «Due nomi di esperienza, due giovani, e io. Due socialisti, due verdi, e io». Con la traduzione pratica, però, che «non mi candiderò per il Gran Consiglio appunto per questo motivo, non essendoci una lista unica dovrei scegliere un partito dove entrare in lista e questo farebbe venir meno sia la mia funzione in questa lista, sia il mio impegno».

Noi: ‘Si occupa di politica nel senso vero del termine’

La figura dell’ex rettore dell’Usi, spiega il co-coordinatore dei Verdi Marco Noi, «è una figura inserita nella nostra area politica, nel progetto e a cavallo tra due forze partitiche. Ma che è anche fuori dalla mischia, avendo Erez dimostrato in più occasioni la capacità di smarcarsi, prendere posizioni su temi delicati che hanno una ricaduta politica».

Non politique politicienne, ma «politica nel senso etimologico del termine, prendersi cura della cittadinanza. Ultimamente – rileva ancora Noi –, proprio l’impegno messo per andare a conoscere i problemi del territorio ci ha convinti. Uno spirito di apertura verso parti della società che non si sentono rappresentate dai partiti tradizionali, penso ai giovani o chi oggi si astiene».

Riget: ‘La giusta quadratura del cerchio’

Per la copresidente del Ps Laura Riget, «Erez è la giusta quadratura del cerchio, completa e rafforza sia la lista sia le quattro candidature già decise». Con questo quartetto – Carobbio, Demaria, Bourgoin, Valsangiacomo –, «Erez è la persona più idonea, una voce credibile per allargare il dibattito e portare sostegno, punti di vista ed esperienza a questo progetto».

Erez in pillole

Boas Erez, dopo aver frequentato le scuole a Lugano, ha frequentato l’Università di Ginevra. Il suo primo incarico accademico è stato alla Harvard University, come Assistant professor, proseguendo poi la sua carriera come professore ordinario di matematica all’Università di Bordeaux, ateneo del quale è stato anche membro del Consiglio d’amministrazione, prima di tornare in Ticino assumendo, come noto, la guida dell’Usi.

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