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05.09.22 - 05:30
Aggiornamento: 15:59

Calo di persone attive: ‘Dove sono? Il governo approfondisca’

Lo chiede con una mozione il deputato socialista Ivo Durisch. ‘Bisogna leggere l’abbassamento della disoccupazione tenendo conto di questa diminuzione’

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Ti-Press

"La sola diminuzione del tasso di disoccupazione, se contemporaneamente non c’è un riassorbimento nel mercato del lavoro, non è un dato sufficiente per dire che va tutto bene". Esordisce con questo assunto la mozione dal titolo ‘Tra disoccupati e dispersi’ con cui il capogruppo socialista Ivo Durisch chiede al Consiglio di Stato di dare un mandato per approfondire il tema del calo delle persone attive. Secondo il granconsigliere è necessario leggere e capire l’abbassamento della disoccupazione registrato tenendo conto del fatto che c’è stata una diminuzione degli attivi "particolarmente brusca in Ticino dove sono sparite ben 6’000 persone (dal 2017 al 2020, ndr) a fronte di una importante diminuzione della disoccupazione".

Il numero di persone attive è infatti un elemento decisivo nel calcolo del tasso di disoccupazione, che dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco) è definito come il rapporto tra queste persone – di 15 anni e più occupate o che si dichiarano disoccupate, indipendentemente dal fatto che siano o meno iscritte a un Ufficio regionale di collocamento (Urc) – e le persone iscritte agli Urc in cerca di impiego, indipendentemente dal fatto che beneficino delle prestazioni dell’Assicurazione contro la disoccupazione.

‘Spariti’ in particolare i giovani

Da quanto riportato nell’atto parlamentare, in Svizzera, se si prendono i dati di giugno 2021 e si considera la differenza del tasso di disoccupazione con le cifre relative al 2017 e al 2020, "vediamo che la popolazione di giovani attivi è diminuita del 15%". Una percentuale definita impressionante da Durisch, che si domanda dove questi ragazzi siano spariti e che per quanto concerne la situazione locale valuta: "Se in totale, secondo i dati ufficiali, in Ticino c’è stata una diminuzione di 6’000 persone attive, percentualmente molto superiore al resto della Svizzera e se questo dato dovesse riflettersi anche sui giovani, allora la diminuzione di persone attive giovani potrebbe essere addirittura attorno ai 2’500". A livello svizzero "e verosimilmente in maniera più acuta in Ticino molti giovani sfuggono alle statistiche sulle persone attive", considera dunque il deputato Ps, secondo cui è necessario fare delle ipotesi, da verificare, per capire se questo fenomeno sia contingente, ad esempio legato alla pandemia, o strutturale, ossia legato a cambiamenti in atto nella società o nel mondo del lavoro.

Varie ipotesi da sondare

"Guardando la stratificazione della popolazione, una parte di questa diminuzione potrebbe essere dovuta all’evoluzione demografica – ipotizza Durisch –. Infatti nel 2017 abbiamo una popolazione tra i 15 e 24 di 35’931 persone, mentre sono 34’998 nel 2021". Ma si tratta solo di "una diminuzione del 2,5%, rispetto a una diminuzione del numero di attivi sicuramente superiore al 16%". Una parte di questi giovani "potrebbe poi aver deciso di continuare gli studi dopo la scuola obbligatoria". I dati Rifos (Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera) "indicano un aumento dei giovani in formazione, ma solo per il 2020. Dato che si ritorna ai valori normali nel 2021". Quindi nemmeno questo dato spiega tutto.

Un’ulteriore ipotesi avanzata dal granconsigliere è che una parte "potrebbe semplicemente aver scelto altro, come ad esempio rimanere a casa dei propri genitori, senza un’attività, per motivi che potrebbero essere legati a un disagio giovanile, a una difficoltà di inserimento, a una difficoltà a trovare la propria strada rimandando la scelta". Per Durisch poi "altrettanto importanti sono le nuove forme di lavoro ("gratuito", ndr) che stanno prendendo piede soprattutto fra i giovani" le cui conseguenze sono "il precariato, nessun tipo di assicurazione sociale contro la disoccupazione, la malattia, gli infortuni e la vecchiaia e forse anche l’invisibilità statistica". Insomma, dietro a questi dati semplici "potrebbe nascondersi un universo interessante che val la pena conoscere", rimarca Durisch, riferendosi non solo ai giovani ma a un problema che in Ticino tocca "in maniera importante anche le persone adulte". Ecco quindi il senso della mozione che, oltre alla richiesta di approfondire la tematica, auspica anche "la riattivazione del gruppo disoccupazione dove Dfe-Dfp e Dss si trovavano regolarmente per monitorare i dati di: iscritti, Ilo, Rifos e persone al beneficio di assistenza".

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