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13.08.22 - 05:10
Aggiornamento: 09:40

Aspettando Godot... e Greta Gysin. L’area rossoverde attende

Sarebbe imminente la decisione della consigliera nazionale dei Verdi se candidarsi o meno per il governo. Bourgoin e Riget: ’Avanti, con o senza di lei’

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Il discorso d’area proseguirà comunque

Aspettando Godot... e Greta Gysin. Si candiderà al Consiglio di Stato? La deputata ecologista al Nazionale sarà o non sarà nella prospettata lista unitaria Ps-Verdi? Una decisione di Gysin, già parlamentare cantonale, dovrebbe essere imminente. Dovrebbe. «Il mio auspicio è che comunque entro la fine di questo mese Gysin ci comunichi le sue intenzioni – dice, contattata dalla ’Regione’, Samantha Bourgoin, che con il collega di Gran Consiglio Marco Noi coordina i Verdi ticinesi –. Entro fine mese, si augura dunque Bourgoin.

E ciò «affinché a settembre la nostra commissione cerca che si sta occupando delle candidature per le elezioni cantonali del 2023 possa cominciare a lavorare a pieno regime, avendo avuto una prima importante indicazione in un senso o nell’altro».

Elezioni 2023, che per quanto riguarda la corsa al Consiglio di Stato ha registrato, qualche mese fa a sinistra, l’avvio fra i vertici di Ps (i co-presidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica) e Verdi (Bourgoin e Noi), con la benedizione della base dei due partiti, di trattative per verificare la possibilità di dar vita a una lista unica. Bourgoin: «Con i socialisti e il Forum alternativo stiamo allestendo una piattaforma: un documento, su una serie di temi di società e di governo, che contiamo di sottoporre al nostro Comitato cantonale, la data dobbiamo ancora fissarla, tra fine agosto e i primi di settembre. Temi e proposte per dare una svolta all’azione del Consiglio di Stato, oggi troppo spostato a destra e non abbastanza attento alle emergenze».

Tutto questo, tiene a chiarire la granconsigliera ecologista, «viene portato avanti, indipendentemente da quella che sarà la scelta della nostra consigliera nazionale, a prescindere cioè dalla sua presenza o meno in lista, poiché come co-coordinatrice dei Verdi credo, e non solo io, in questa unione di forze e nella sua utilità nella corsa al governo». Sulla composizione della squadra, Bourgoin ribadisce «la necessità della formula due, due, uno: due Verdi, due socialisti e un rappresentante della società civile con sensibilità progressiste». Come l’ex rettore Boas Erez?

Muschietti (Ps): ‘Il Ps abbia tre nomi’

Nel Ps però non la pensano tutti così. «Andiamo avanti e ci mancherebbe altro, la nostra mozione è per la trasparenza e per il rispetto delle proporzioni dei due partiti: con o senza Greta Gysin nei Verdi, noi chiediamo che il Ps abbia tre nomi in lista e gli ecologisti due». Da noi interpellato in casa socialista non arretra di un millimetro Matteo Muschietti, che circa un mese fa assieme al vicepresidente Evaristo Roncelli e a Lauro Degiorgi ha firmato la mozione con cui la minoranza del Ps ha chiesto una conferenza cantonale in luogo del Comitato cantonale previsto il 7 settembre, che sulla lista unica ci siano - appunto - tre nomi socialisti e due ecologisti, e che non ci fossero veti incrociati sulla scelta dei rispettivi candidati. Perché questa conferenza abbia luogo, la mozione dovrà essere forte della firma di un ventesimo degli iscritti al Ps, circa una cinquantina: «Siamo a un buonissimo punto, e la cosa ci soddisfa molto. Entro i termini previsti le consegneremo, ci incontreremo attorno al 20 agosto e faremo il punto della situazione» spiega Muschietti.

Che ribadisce l’importanza della loro iniziativa: «Nella base del Ps c’è uno zoccolo duro che ritiene importante avere tre nomi perché innanzitutto il posto in Consiglio di Stato, come negli ultimi cento anni, deve essere socialista. Secondo, perché le proporzioni di voto dei due partiti devono essere rispettate». Sia come sia, «in questa alleanza ci crediamo, la appoggiamo e ci mancherebbe altro. Ma mi permetto di far notare - sottolinea ancora Muschietti - che il Ps ha portato avanti battaglie per l’acqua e per l’ecologia quando i Verdi dovevano ancora nascere…».

Ma Bourgoin (Verdi): ’Con due nomi a testa proposta solida’

«La nostra richiesta – riprende Bourgoin – di avere in lista, noi e il Ps, il medesimo numero di candidati e anche un esponente della società civile è volta a smuovere le acque, a offrire una proposta solida e alternativa alla destra e alla sua politica. Se non si allarga la lista per il Consiglio di Stato ad altri rappresentanti d’area si gioca soltanto in difesa». E «non si va lontano», avverte la co-coordinatrice dei Verdi. «Esprimendomi a titolo personale, quest’alleanza - sottolinea Bourgoin – è necessaria per cercare di risolvere i problemi. Per rispondere alle esigenze dei tanti cittadini che devono fare i conti con la crisi climatica, energetica, con i rincari e il previsto rilevante aumento dei premi di cassa malati. Se nel 2023 vogliamo consolidare o addirittura raddoppiare la presenza dei progressisti in governo non vedo alternative alla collaborazione dell’area. La lista unica è una delle strade per raggiungere l’obiettivo. L’ultima parola su questo o altri scenari spetterà a Comitato e Assemblea dei Verdi».

Riget (Ps): ‘Al centro i contenuti, non i nomi’

Nella dirigenza socialista l’attesa c’è, ma fino a un certo punto: «Che si candidi o no Greta Gysin il nostro progetto va avanti», assicura a ‘laRegione’ la copresidente del Ps Laura Riget. Perché «al centro devono esserci i contenuti che ci uniscono, non la scelta di una persona piuttosto di un’altra». La strategia di presentare una candidatura forte su cui puntare e un giovane di rinnovamento «pensiamo ancora sia la strada vincente, al di là delle scelte dei Verdi che competono a loro». La base, riprende Riget, «vuole chiaramente questa alleanza, e la conferenza cantonale confermerà questa scelta». Dove per «questa scelta», Riget intende «l’accordo raggiunto con i Verdi su due nomi a testa». Però la copresidente non chiude del tutto la porta, perché pure lei è consapevole che «se prima del 7 settembre Gysin avrà sciolto le sue riserve per il sì o per il no, questo potrebbe avere un’influenza sulla discussione e vedremo questa discussione che direzione prenderà».

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