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11.08.22 - 20:35

WikiMafia non ammessa come parte civile

Processo ‘Cavalli di razza’ sulla ’ndrangheta e le sue ramificazioni (anche) svizzere: il giudice respinge la richiesta dell’associazione

di Marco Marelli
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Il dibattimento a Milano (Ti-Press)

Nel processo, a Milano, nei confronti di 34 presunti ‘ndranghetisti arrestati lo scorso mese di novembre nell’ambito dell’inchiesta ’Cavalli di razza’ coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) sulla ’ndrangheta in Lombardia e in alcuni cantoni svizzeri, fra cui il Ticino (complessivamente 56 gli arrestati per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di cocaina e armi, nonché estorsioni e nel riciclaggio dei relativi capitali illeciti in mezza Italia e anche all’estero), l’associazione "WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie" non è stata ammessa come parte civile. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Milano, titolare del procedimento, ha infatti deciso di respingere la richiesta del legale Marco Griguolo.

"La decisione di costituirci parte civile nei processi in Lombardia – scrivono in una nota i membri di WikiMafia – nasce all’indomani della denuncia del capo della Dda Alessandra Dolci, avvenuta proprio a un nostro evento, di intimidazioni ai pm durante i processi di mafia. L’arroganza e la protervia con cui certi familiari degli imputati di mafia partecipano in Lombardia ai processi deriva – sottolineano – anche dal fatto che dal lato della pubblica accusa le parti civili si contano quasi sempre sulle dita di una mano. E a volte non ci sono proprio".

Per questa ragione, come già avvenuto in altre occasioni, WikiMafia aveva deciso di presentare la richiesta di costituzione di parte civile. Questa volta però non è arrivato l’esito favorevole. L’esclusione sarebbe stata motivata "perché la nostra decennale attività antimafia, a detta del giudice, non sarebbe dimostrata", si legge nel comunicato dell’associazione. I membri di WikiMafia – non potendo impugnare l’ordinanza – hanno scritto al presidente facente funzioni del Tribunale di Milano, Fabio Roia, per "denunciare la gravità di quanto accaduto".

Oltre al processo milanese, in sede di udienza preliminare (il 14 ottobre le richieste dell’accusa) un secondo procedimento, con rito ordinario è in svolgimento a Como, nei confronti di undici imputati. Non ancora fissati i processi per il troncone toscano, che ha agganci con Lugano, dove sono stati arrestati due uomini, uno dei quali ai vertici dell’organizzazione, e per il troncone calabrese.

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