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01.07.22 - 18:48
Aggiornamento: 20:53

‘Banca dati polizia: progetto affidato alla Confederazione’

Il governo risponde all’interrogazione di Galusero. Lui: ‘Sono deluso, l’assenza ancora oggi di un database nazionale fa il gioco della criminalità’

Il Consiglio di Stato afferma di essere "perfettamente consapevole dell’importanza di trovare una soluzione che ottimizzi il flusso di informazioni tra le autorità di polizia, allo scopo di combattere una criminalità che, sempre più spesso, coinvolge più Cantoni o, come nel caso della criminalità organizzata e il terrorismo, interessa persino l’intera Svizzera". Detto questo, ricorda che "il progetto della creazione di una piattaforma, rispettivamente banca dati nazionale unica, in cui le polizie dei vari cantoni possono scambiarsi informazioni è stato affidato alla Confederazione, ciò che la rende l’autorità competente a intraprendere i passi necessari affinché tale progetto sia concretizzato". Il governo ticinese risponde così all’interrogazione inoltrata in marzo da Giorgio Galusero per il gruppo parlamentare del Plr, nella quale il granconsigliere ed ex ufficiale della Cantonale lamentava l’assenza a tutt’oggi di una banca dati comune che "possa agevolare le inchieste di polizia" nella lotta alla criminalità organizzata e a quella comune ("O semplicemente per approfondire informazioni su una persona sospetta"). Tant’è che oggi un poliziotto "se vuole conoscere i precedenti di un determinato soggetto, deve contattare in pratica ventisei cantoni". Galusero chiedeva quindi, e fra l’altro, se il Consiglio di Stato fosse a conoscenza della "inspiegabile mancanza" di un database nazionale consultabile – "in modo immediato" – dagli agenti inquirenti.

Sì, l’Esecutivo cantonale "è a conoscenza della problematica". E al riguardo scrive che la Confederazione, in collaborazione con i Cantoni, sta elaborando "un progetto per una piattaforma nazionale di consultazione di polizia, volta a permettere" alle forze dell’ordine "di accedere a tutte le informazioni risultanti dai sistemi di informazione di polizia, sia a livello cantonale che a livello nazionale, mediante una singola consultazione". Nel novembre 2020, scrive ancora i Consiglio di Stato, la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia "ha dato vita, a partire dal 1º gennaio 2021, all’ente di diritto pubblico ‘Tecnica e informatica di polizia (Tip) Svizzera’, con lo scopo di provvedere ad acquisti comuni di materiale informatico e tecnologie per la polizia". In questa contesto "si inserisce anche il progetto Polap, il quale propone ai Cantoni di inserire una norma all’interno delle proprie leggi di polizia: in tal senso il Canton Ticino, nell’ambito della revisione della Legge sulla polizia, si sta mobilitando, portando avanti una proposta legislativa che agevoli lo scambio dati con le varie autorità di polizia, sia a livello cantonale, sia a livello federale nell’ottica di migliorare l’assistenza tra le stesse e combattere più efficacemente la criminalità su larga scala". Nel contempo la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera "si adopera costantemente allo scopo di aumentare e migliorare lo scambio di informazioni e la collaborazione operativa con le autorità federali preposte così come a livello intercantonale".

Galusero: siamo nel 2022 e ancora non c’è. Assurdo!

Contattato dalla ‘Regione’, Giorgio Galusero non nasconde la propria delusione: «Mi rendo conto che i Cantoni su questo tema hanno margini di manovra piuttosto ridotti. Ma, leggendo la risposta del Consiglio di Stato, vedo che nessun passo veramente concreto è stato fatto per risolvere il problema. Un problema peraltro noto da tempo a Berna dopo che è stato sollevato da alcuni atti parlamentari. Ritengo allora che i Cantoni debbano fare fronte comune e attivarsi maggiormente nei confronti della Confederazione affinché venga finalmente istituita una banca dati comune. Che nel 2022 ancora non esiste. È assurdo! Tirandola per le lunghe si fa il gioco delle organizzazioni criminali».

Blättler alla tavola rotonda in Ticino: oggi più facile ottenere informazioni da Strasburgo o da Bruxelles che in Svizzera

Intervenendo il mese scorso a una tavola rotonda (‘La Svizzera e la lotta alla criminalità organizzata’) indetta dalla sezione ticinese della Società impresari costruttori (Ssic-Ti) in occasione della propria assemblea, il nuovo procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler era stato chiarissimo: "Abbiamo bisogno al più presto in Svizzera di una banca dati comune, nazionale, alla quale i poliziotti inquirenti di ogni cantone possano accedere e ottenere immediatamente informazioni su una persona ricercata o fermata". Per sapere se questa persona sia già nota ad altre polizie cantonali e stabilire pertanto eventuali collegamenti tra i reati che le vengono addebitati. Evidenziava Blättler: "Oggi è molto più facile ottenere informazioni per esempio da Strasburgo o da Bruxelles, che nel nostro Paese...".

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