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02.07.22 - 05:30
Aggiornamento: 10:03

Quarta dose per viaggiare? ‘Disponibile a pagamento’

Il secondo richiamo al momento non è né omologato da Swissmedic né raccomandato dall’Ufficio federale. Costa circa 60 franchi.

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Ti-Press
Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (Cds), Lukas Engelberger auspica un secondo richiamo per tutti

L’arrivo della bella stagione e l’inizio delle vacanze hanno segnato la ripresa dei viaggi che, dopo due anni di pandemia, sono tornati anche a toccare mete lontane. C’è però una domanda che preoccupa chi, carte d’imbarco alla mano, è pronto a volare verso località esotiche: "Il mio certificato Covid è valido?". Non tutti i Paesi hanno infatti lasciato cadere completamente le restrizioni, come fatto dalla Svizzera e dalla maggior parte degli stati europei. Trovare le informazioni necessarie può rivelarsi un’operazione complicata, come hanno scoperto diversi ticinesi che proprio in questi giorni stanno prenotando le vacanze dei prossimi mesi. A preoccupare è soprattutto la scadenza dei certificati Covid elvetici, con molti cittadini che hanno fatti la terza dose (il famoso ‘booster’) ormai quasi sei mesi fa. Cosa fare quindi? Va infatti ricordato che la quarta dose non è né approvata ufficialmente da Swissmedic, l’autorità di regolamentazione degli agenti terapeutici, né raccomandata dalla Commissione federale per le vaccinazioni per il pubblico in generale. A rispondere è direttamente la Confederazione: "È possibile che per un viaggio all’estero sia comunque necessario sottoporsi a un’ulteriore vaccinazione di richiamo, che è disponibile in strutture di vaccinazione designate dai cantoni". La possibilità esiste dal 10 giugno, quando il Consiglio federale "ha acconsentito l’accesso a una vaccinazione di richiamo anche per scopi non medici. Si tratta principalmente di vaccinazioni per viaggiare".

Spese e responsabilità... a carico del viaggiatore

La quarta dose, quindi, è disponibile se si ha la necessità di prolungare il proprio certificato. Ma al di fuori dell’omologazione di Swissmedic e senza la raccomandazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). "A eccezione delle persone con un sistema immunitario fortemente indebolito, attualmente da un punto di vista medico ed epidemiologico non è necessaria un’ulteriore vaccinazione di richiamo. Anche per le persone particolarmente a rischio è più opportuno effettuarla soltanto quando il numero d’infezioni tornerà a salire, poiché la protezione vaccinale è massima nelle settimane e mesi subito dopo la vaccinazione", spiega l’Ufsp. A carico del viaggiatore è anche il costo dell’iniezione. Il prezzo è fissato dai singoli cantoni e si aggiro intorno ai 60 franchi. Ma come deve leggere il cittadino la possibilità di ottenere una quarta dose ma la mancanza (per ora) dell’omologazione da parte di Swissmedic? Ieri non siamo riusciti a ottenere una risposta da parte dell’Ufficio del medico cantonale, che ha rinviato all’inizio di settimana per ulteriori aggiornamenti.

Meno problematico è invece il rientro in Svizzera. Al momento nessuna nazione o regione figura nell’elenco dei paesi o delle regioni che presentano una variante preoccupante del virus. Sul sito dell’Ufficio federale della sanità è inoltre possibile trovare una serie d’informazioni e raccomandazioni. Il consiglio delle autorità è quello di documentarsi bene su quelle che sono le regole d’accesso nei paesi di destinazioni. Discorso analogo anche per quanto riguarda i mezzi di trasporto.

La richiesta: ‘Un altro booster è da consigliare a tutti’

La situazione potrebbe però presto cambiare. Il presidente della conferenza dei direttori cantonali della sanità (Cds), Lukas Engelberger, ritiene infatti che si debba al più presto raccomandare una seconda dose di richiamo contro il Covid. Il basilese, in un’intervista pubblicata ieri dalla ‘Basler Zeitung’, ha ricordato che la protezione contro il virus diminuisce con il passare del tempo. "È importante che la quarta vaccinazione possa essere offerta molto rapidamente", ha sostenuto Engelberger, ricordando che "a Basilea Città aspettiamo solo la raccomandazione della Confederazione per iniziare il prima possibile con le inoculazioni". Per il medico cantonale basilese "il Covid non va preso alla leggera, nonostante la pandemia sia in corso da oltre due anni. È una malattia contagiosa che può essere molto pericolosa per alcune persone".

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