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18.06.22 - 09:18

Imposte di circolazione, ecco il terzo rapporto. E 2 emendamenti

È uscito dalla Gestione l’annunciato rapporto di minoranza 2 di Verdi e Ps. Intanto Mps e Lega vogliono cambiare quello del Plr per poter andare alle urne

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‘Anche in favore del trasporto pubblico’

Imposte di circolazione, pronto anche il terzo rapporto. È infatti uscito dalla Commissione gestione e finanze pure quello preannunciato "di minoranza 2", relatori Samantha Bourgoin (Verdi) e Ivo Durisch (Ps). Il terzo testo, dunque, su cui il Gran Consiglio sarà chiamato a esprimersi nella sessione che prenderà il via lunedì prossimo, e che a differenza di quello di maggioranza (sottoscritto da Ppd, Lega e Udc), ma al pari di quello di minoranza 1 (del Plr), plafona il gettito d’imposta a 96 milioni anziché a 86 tenuto conto dell’asserita moratoria (ora è di 110). Programmatica la definizione del controprogetto: "Per un’imposta di circolazione ecologica, sociale, che guarda al futuro della mobilità di tutta la famiglia".

La principale modifica proposta dai gruppi socialista e dei Verdi rispetto agli altri due rapporto è quella di integrare "una promozione del trasporto pubblico capace di calmierare i prezzi dell’abbonamento arcobaleno". Infatti, dei 96 milioni, "85 milioni saranno dedicati alle necessità conto ‘strade’ – si legge nel rapporto – mentre 11 milioni saranno destinati alla promozione del trasporto pubblico calmierando i prezzi dell’abbonamento arcobaleno". A tal proposito, affinché la diminuzione del costo dell’abbonamento "sia la più mirata possibile, in modo da usare in modo efficiente le risorse, non si eroga un sussidio a pioggia, ma si procede con un incentivo mirato". Come? A definirlo è l’Articolo 1c: "Ai beneficiari di contributi per la Riduzione dei premi Assicurazione malattia, sia ordinari che nell’ambito delle Prestazioni complementari, è riconosciuto un rimborso per l’acquisto di un abbonamento arcobaleno mensile o annuale pari al 15% del suo costo. L’ammontare del rimborso è cumulabile a eventuali altri contributi comunali e aziendali o ad altre prestazioni di politica sociale o famigliare fino un tetto massimo del 100%".

Ma non solo. Rispetto all’iniziativa Ppd, "per evitare che l’efficienza crescente del parco macchine faccia diminuire drasticamente il gettito", è previsto "un coefficiente di adeguamento che il parlamento adatta a sua discrezione, per esempio in sede di preventivo". Per i firmatari del rapporto di minoranza 2 il problema, come noto, sta nel fatto che la formula adottata da quello di maggioranza Caverzasio-Dadò "privilegia quasi esclusivamente le emissioni di CO2, salvo una minima tassa base, portando al paradosso che per un’auto come la Tesla modello di lusso, anche se non emette CO2 perché elettrica, è molto pesante ma non contribuisce in proporzione al suo peso all’usura delle strade che genera, si pagano le imposte di 120 franchi, mentre per la Fiat 500 se ne pagano quasi il 50% in più, vale a dire 177,20 franchi".

Ricapitolando, la formula di Ps e Verdi combina tre fattori: "Le emissioni di CO2 con una ponderazione del 63%, e la massa a vuoto più la potenza, insieme nella misura del 38% ed è aggiunto il fattore esponenziale delle emissioni che penalizza ulteriormente chi più inquina, premiando le scelte virtuose degli automobilisti". La massa a vuoto, viene specificato, permette di considerare "anche l’usura dell’infrastruttura stradale, mentre la potenza introduce il carattere sociale: più l’automobile è potente, più paghi, e viceversa".

Intanto Mps e Lega hanno elaborato ognuno per conto proprio un emendamento al rapporto di minoranza 1 dei liberali, entrambi col medesimo intento: trasformare in controprogetto quello che il Plr ha fatto passare come "testo conforme", in modo che se questo venisse adottato dal Gran Consiglio, il popolo avrebbe la possibilità di esprimersi alle urne al contrario di quanto si prospetta ora.

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