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10.06.22 - 17:59
Aggiornamento: 18:33

La Polizia cantonale è ‘pronta alle nuove sfide’

Negli scorsi giorni si è tenuto l‘annuale Rapporto di Corpo. Gobbi: ’Contesti globali impattano sul locale, servono impegno e un’attenzione accresciuta’

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Dipartimento istituzioni
Norman Gobbi davanti ad agenti, inquirenti e personale amministrativo

È una Polizia cantonale "pronta alle nuove sfide" quella che, negli scorsi giorni, ha tenuto l’annuale Rapporto di Corpo con la presenza di agenti, inquirenti e personale amministrativo dopo un anno di assenza dovuto alla pandemia. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, come si legge nella nota diffusa alla stampa, "ha ricordato le principali sfide globali e gli elementi di instabilità che caratterizzano l’attuale situazione internazionale, come ad esempio i conflitti in corso, i flussi migratori, il pericolo della scarsità di risorse, gli eventi meteorologici estremi e i cyberattacchi". Un contesto che, dice ancora Gobbi "impatta inevitabilmente anche sulla realtà locale e richiede pertanto tutto l’impegno e un’attenzione accresciuta da parte delle forze di polizia".

L’importanza della lotta al crimine organizzato

Senza dimenticare che "il contrasto al crimine organizzato, il coordinamento degli interventi in ambito di mobilità, gli interventi per violenza domestica e per violenza nello spazio pubblico sono solo alcuni degli impegni che in questi ultimi anni hanno assunto un’importanza sempre più rilevante nell’attività quotidiana della Polizia cantonale". Per quanto riguarda gli obiettivi interni al Corpo, il direttore del Di "ha annunciato un processo di ottimizzazione della struttura relativo all’assetto attuale della polizia sul territorio cantonale. Questo allo scopo di ulteriormente migliorare l’efficienza e l’efficacia delle attività di polizia a tutti i livelli a favore della sicurezza della cittadinanza".

Cocchi: ‘Fenomeni criminali presenti anche con la pandemia, il nostro lavoro non si è mai fermato’

Nel suo intervento il comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo ripercorso "le attività svolte, gli obiettivi che si intendono raggiungere tenendo conto del progetto ‘Visione 2025’ e le sfide alle quali si è stati confrontati durante gli scorsi due anni, segnati dalla pandemia". E proprio parlando di pandemia, Cocchi "ha evidenziato lo sforzo considerevole messo in campo da tutto il Corpo durante i mesi dell’emergenza sanitaria e in particolare il ruolo di coordinamento assunto dalla Polizia cantonale nello Stato maggiore cantonale di condotta (Smcc) secondo i compiti demandati dalla Legge sulla protezione della popolazione. Inoltre – ha precisato ancora Cocchi –, se da una parte in questo periodo si è constatata una diminuzione di determinati fenomeni criminali, dovuti anche al generalizzato calo delle attività causate dalle misure sanitarie, dall’altra parte è fondamentale considerare che tali fenomeni sono sempre presenti e che il lavoro di polizia non si è mai fermato". In questo senso, il comandante della PolCantonale "ha messo in risalto l’apporto fondamentale delle risorse umane: uomini e donne che ogni giorno, grazie al loro impegno, garantiscono la sicurezza di tutta la popolazione". È stata pure evidenziata "l’importanza delle competenze professionali dei generalisti, che in un contesto moderno devono però essere affiancate da figure specialistiche, dato il continuo progresso soprattutto sul piano della tecnologia". Un punto importante è poi stato toccato menzionando la Legge sulla polizia del 1989, "che oggi necessita un aggiornamento dettato dall’evoluzione delle competenze, dei compiti e della società".

A prendere la parola sono stati, infine, anche i capiarea, il sostituto comandante Lorenzo Hutter a capo dello Stato maggiore, il maggiore Thomas Ferrari a capo della Polizia giudiziaria e il maggiore Marco Zambetti a capo della Gendarmeria, i quali hanno esposto ai presenti l’insieme delle attività che il Corpo ha svolto nel 2020 e nel 2021 proponendo, a supporto, delle retrospettive statistiche sui fatti di stretta competenza della Polizia cantonale. Un elemento ribadito più volte dai relatori "è stato quello dell’importanza della collaborazione, sia all’interno del Corpo sia con i partner della sicurezza e con le istituzioni presenti in Ticino e attive anche al di fuori dei confini cantonali. Lo sguardo è ora rivolto sui progetti che miglioreranno l’operatività grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie e sulle sfide con le quali il Corpo sarà confrontato nell’immediato futuro. Progetti, obiettivi e attività a favore della sicurezza in una prospettiva di evoluzione nel segno della continuità.

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