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Ti-Press
01.06.22 - 18:20
Aggiornamento: 19:00

Accoglienza profughi, ecco a chi viene riconosciuto il canone

Presentati dal Cantone i requisiti e la procedura per il riconoscimento dell’affitto ai privati per gli alloggi messi a disposizione dei rifugiati ucraini

Da tempo attese, sono finalmente arrivate le indicazioni sui criteri e la procedura da seguire per il riconoscimento di un canone di locazione ai privati che hanno messo a disposizione alloggi alle persone fuggite dal conflitto in Ucraina. «Saranno prese in considerazione solo soluzioni abitative indipendenti, dunque non condivise in coabitazione, ed effettivamente occupate da parte di persone con permesso S e a beneficio di prestazioni di aiuto sociale prima del 14 aprile, data fino a cui è stata stabilita una sanatoria dal Consiglio di Stato – ha illustrato nella conferenza stampa di presentazione Ryan Pedevilla, capo della Sezione della protezione della popolazione e del militare del Dipartimento istituzioni –. Deve inoltre trattarsi di alloggi che continuano a essere occupati oltre il 1° luglio, che soddisfano i criteri di abitabilità dal punto di vista sanitario e della sicurezza, e adeguati alle esigenze delle famiglie ospitate per numero di locali e l’accessibilità».

Date queste premesse, la stipulazione del contratto avverrà tra il proprietario e il Cantone secondo la valutazione della situazione abitativa. Le proposte di affitto saranno infatti individualizzate in base a fattori oggettivi come luogo (centrale o discosto), dimensione, stato dell’immobile, numeri di persone alloggiate. La formula è quella di "all inclusive", quindi comprensiva di riscaldamento ed elettricità. La presa a carico dell’appartamento avverrà dal momento della stipulazione del contratto, che sarà retroattivo a partire dal 1° luglio. Dal canto suo, il nucleo familiare firmerà il contratto di buon uso con il Cantone.

«Spesso veniamo contattati per situazioni abitative che risultano al di sopra dei nostri canoni – evidenzia Pedevilla –. Come Cantone dobbiamo essere parsimoniosi nella ricerca così come nell’attribuzione di locali». Niente lusso insomma, ma condizioni che comunque devono essere dignitose: «Nel caso in cui riscontrassimo una situazione inadeguata secondo i nostri criteri, magari con spazi troppo piccoli o l’impossibilità di usare l’immobile durante l’inverno, prenderemo a carico il nucleo familiare e troveremo una nuova soluzione abitativa. Lo stesso se ci fosse un disaccordo insanabile con il proprietario».

La procedura da seguire

Sono cinque i passi da compiere per il riconoscimento della locazione. Innanzitutto bisogna compilare il modulo presente sul sito www.ti.ch/ucraina. Fatto ciò, verrà generato un documento da stampare, firmare e presentare alla Cancelleria del proprio Comune che ne verificherà la correttezza. Entro fine giugno le autorità cantonali prenderanno contatto col richiedente per fissare un sopralluogo di verifica dell’idoneità che avrà luogo in luglio o agosto secondo i criteri stabiliti dal Piano cantonale di accoglienza. La stima è di circa 500/600 annunci che dovrebbero arrivare per le casistiche previste dalla sanatoria del Consiglio di Stato. Altre situazioni posteriori al 14 aprile passeranno direttamente dal Punto di affluenza del dispositivo cantonale.

Prestazioni assistenziali

«Sul totale dei 2’751 profughi attribuiti finora al Ticino, sono 2’491 quelli che hanno ricevuto almeno un mese di prestazioni assistenziali. A fine maggio la somma totale ammonta a 1,6 milioni di franchi – ha messo in luce Cristina Oberholzer Casartelli, caposezione del sostegno sociale della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Dipartimento sanità e socialità –. Questo importo comprende al momento principalmente i costi per il sostentamento, mentre mancano ancora quelli per l’alloggio e in buona parte quelli della salute perché sono arrivate unicamente le prime fatture». Solo nei prossimi mesi sarà dunque possibile tracciare un quadro più completo nel merito. Novità dal 1° giugno, è il fatto che il rinnovo deve essere richiesto mensilmente.

Altro cambiamento riguarda la fine dell’offerta di Alliance SwissPass che garantiva la gratuità dei mezzi di trasporto pubblici ai possessori di uno statuto S. A partire da oggi l’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati riconosce i costi di trasporto pubblico solo ai beneficiari di prestazioni assistenziali e su richiesta anticipata (a dss-urar.prestazioniucraina@ti.ch) secondo le disposizioni ordinarie applicate al settore dell’asilo. Ovvero per recarsi a scuola, a colloqui di lavoro e al lavoro, per frequentare misure di integrazione e per trattamenti medici prolungati. Verranno anche riconosciuti i biglietti per le persone che necessitano di spostarsi poiché risiedono in zone periferiche in cui non sono disponibili servizi essenziali (farmacie, studio medico, negozio alimentare) e a chi deve recarsi allo sportello cantonale per il rinnovo della domanda di prestazione assistenziale.

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