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28.05.22 - 11:00
Aggiornamento: 14:45

Targhe, Dadò: ‘O con il nostro rapporto, o pronti alle urne’

La proposta del Plr sulle imposte di circolazione non scalfisce il Ppd. Intanto l’Udc è pronta all’iniziativa per abolire la tassa di collegamento

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Fiorenzo Dadò

Le risposte del Consiglio di Stato alle domande (soprattutto) del Plr e, di conseguenza, la presa di posizione liberale radicale anticipata da ‘laRegione’ stamattina sulla volontà di portare in Gestione un altro rapporto sulla modifica delle imposte di circolazione non scalfisce minimamente il Ppd. La lettera del governo alla Gestione «non dice sostanzialmente nulla di nuovo», valuta Fiorenzo Dadò. «Se il Gran Consiglio non vorrà sostenere le nostre iniziative popolari, sul tavolo da cinque anni, pazienza. Vorrà dire – prosegue il deputato e presidente del Ppd – che si esprimerà il popolo». L’applicazione dell’iniziativa ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’ comporterebbe una minor entrata annua per le casse cantonali di una trentina di milioni di franchi: come si troverà il margine per sgravi fiscali, argomento caro al Plr ma anche a voi. «In questo momento, in cui si è confrontati con un aumento generalizzato dei prezzi, dal cibo all’energia, alla benzina e con il prospettato incremento dei premi di cassa malati, la priorità per noi è un’altra. Si tratta di lasciare qualche centinaia di franchi nelle tasche dei cittadini, indipendentemente dal loro reddito, ricalibrando un’imposta di circolazione che è ingiustamente la più alta della Svizzera».

Tassa di collegamento, Direttiva Udc per l’iniziativa

Restando in tema di circolazione e balzelli, un altro scottante dossier è la tassa di collegamento, altrimenti nota come tassa sui parcheggi. In febbraio un’ampia maggioranza del Gran Consiglio ha procrastinato al 1. gennaio 2025 la sua entrata in vigore. Non è un mistero che l’Udc, da sempre contraria al balzello «come a qualsiasi altra tassa», stia pensando al lancio di un’iniziativa popolare per abrogarlo. «La Direttiva del partito all’unanimità ha intanto deciso di chiedere al Comitato cantonale, che si riunirà prima dell’estate, di conferirle il mandato di lanciarla quanto prima – afferma il presidente cantonale Piero Marchesi, interpellato dalla ‘Regione’ –. Mi auguro che il Comitato confermi l’orientamento. In tal caso, sarà lui a stabilire le modalità e le tempistiche». A fine marzo a ‘Detto tra noi XL’, in onda su TeleTicino, il consigliere di Stato leghista Norman Gobbi ha definito l’eventuale lancio dell’iniziativa una "pietra d’inciampo" nelle trattative elettorali, per le cantonali e le federali del prossimo anno, tra il movimento di via Monte Boglia e i democentristi, dato che la tassa in questione è stata (ri)proposta a suo tempo dal Dipartimento, quello del territorio, diretto da un altro leghista, Claudio Zali… «Per noi non è e non deve essere una pietra d’inciampo, come non può essere materia di negoziazione», riprende Marchesi.

«Già con il precedente accordo, quello del 2019, Udc e Lega avevano affermato che non è sui temi specifici che si costruisce l’alleanza elettorale, nel senso che sui dossier condivisi, come ad esempio quelli sulla sicurezza, sulla migrazione e sul mercato del lavoro, si lavora insieme, mentre sui dossier su cui non c’è unità di vedute ognuno è libero di muoversi come meglio crede. D’altronde, se non avessimo differenze saremmo un partito unico. Sia chiaro – puntualizza Marchesi – la nostra volontà è di fare con la Lega un accordo elettorale, poiché uniti si vince, e lo abbiamo dimostrato. I temi, ripeto, non devono tuttavia condizionare le intese elettorali, come da entrambe le parti non si possono accettare censure su temi puntuali». E un’iniziativa popolare «non deve essere un tema su cui negoziare un accordo elettorale». Evidenzia ancora Marchesi: «Dopo il voto popolare del giugno 2016, con peraltro un risicato sì a questo balzello, la tassa di collegamento è stata di fatto applicata da diverse aziende. Il traffico però non è diminuito e la tassa ha colpito non i frontalieri, bensì i residenti. Se il popolo dovesse confermare in votazione la tassa di collegamento, per noi il discorso è archiviato. Abbiamo però il sentore che con i tempi che corrono – caro energia e benzina, aumento dei premi di cassa malati… – se dovessimo sottoporla al giudizio popolare, l’esito della consultazione sarebbe diverso». Cioè: abolizione.

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