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Il 70% degli utenti dei campeggi proveniva dalla Svizzera (il 90% nel 2021)
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23.05.22 - 05:30
Aggiornamento: 14:57

Campeggi, nel 2021 il boom, ora il rientro nei ranghi

Dopo il milione e più di pernottamenti del 2021, la situazione dovrebbe tornare a livelli pre-pandemici. Patelli: ‘Inizio più che positivo’

Non è tutto da buttare quello che la pandemia ci ha ‘regalato’ in questi ultimi due anni. A fronte di problemi sanitari, restrizioni, chiusure forzate e quant’altro, c’è anche chi da questi due anni ha tratto il lato positivo, registrando anzi risultati eccezionali.

Su tutti i campeggi, che proprio grazie alla loro particolare offerta per tipologia di vacanze, hanno vissuto un 2020 e soprattutto un 2021 molto interessanti dal profilo dell’affluenza. «Al punto che sarà difficile, per non dire impossibile, ripetere le cifre realizzate l’anno scorso – premette Simone Patelli, direttore del campeggio Campofelice di Tenero nonché presidente dell’Associazione Ticino Campeggi e, da gennaio 2021, pure di Ticino Turismo –. Nel 2021 c’è stato un vero e proprio boom per i campeggi, che sono stati presi d’assalto tanto in Ticino quanto nel resto della Svizzera».

La riscoperta di una vacanza molto amata dagli svizzeri

Basta del resto qualche cifra per rendersene conto: nel 2019 nei campeggi svizzeri i pernottamenti paganti (persone con più di 14 anni) sono stati tre milioni e 727mila, di cui 809’568 in Ticino; che superano il milione se vi si aggiunge la quota di stagionali (il 30% rispetto ai paganti). Nel 2020, primo anno di pandemia, i pernottamenti nei campeggi ticinesi sono lievitati a circa 858mila, per superare addirittura quota un milione e 100mila paganti nel 2021.


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Sono 39 le strutture presenti su suolo cantonale

Il tutto su un totale di 39 campeggi ufficiali sparsi su tutto il Ticino, «numero che potrebbe presto aumentare, visto che a livello pianificatorio Olivone e Brione Verzasca hanno creato le premesse affinché ve se ne possa realizzare uno sul loro territorio comunale».

La cosa ancora più impressionante (ma fino a un certo punto) è il fatto che quel milione e passa di pernottamenti relativo al 2021 è costituito quasi per intero da turisti svizzeri, viste le grandi restrizioni in fatto di viaggi da un Paese all’altro. «Impressionate, sì, ma, appunto, solo fino a un certo punto, considerando che per quel che concerne i campeggi ticinesi, la parte preponderante della clientela degli ultimi 7-8 anni è costituita da svizzeri; nella misura del 70% circa, arrivato addirittura al 90% l’anno scorso. Ovviamente i campeggi classici, come può esserlo il Campofelice di Tenero, in riva al Lago Maggiore, sono stati presi d’assalto, ma la pandemia è stata pure l’occasione per molti di scoprire altre strutture, magari meno gettonate in periodi ‘normali’, tipo in qualche valle o località più discoste».


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C’è chi ne ha approfittato per scoprire strutture magari un po’ più discoste

Il ritorno alla normalità

Il Ticino, per la sua vocazione di meta già molto gettonata dai vacanzieri, è stato logicamente il cantone che ha tratto maggior beneficio da questa particolare situazione, ma anche il resto della Svizzera ha conosciuto un 2021 eccezionale, un po’ in tutti segmenti dell’ospitalità, e in modo ancora più marcato sul fronte dei campeggi. «La necessità di cercare un’evasione all’aria aperta, nei grandi spazi del resto era un fenomeno già in voga prima della pandemia, che poi quest’ultima ha amplificato».

Ora però gran parte delle restrizioni sono cadute un po’ ovunque... «Ovviamente l’apertura delle frontiere e il venir meno un po’ dappertutto delle restrizioni in materia di lotta alla pandemia ha spinto molti turisti verso l’estero: per due anni sono praticamente stati costretti a far vacanza entro i confini nazionali, e dunque è inevitabile che ora approfittino di questo spiraglio di ritrovata libertà per andare altrove. Alla luce di questo, appare quasi scontato che quest’anno il numero di pernottamenti nei campeggi (svizzeri e ticinesi) risulterà inferiore per rapporto all’anno scorso: sarà ben difficile ripetere l’annata eccezionale del 2021, e di questo tutte le persone che operano nel settore sono ben coscienti. Più concretamente, ci attendiamo un ritorno alla normalità pre-pandemica».

L’obiettivo

‘Recuperare un po’ di turisti tedeschi e olandesi’

«Se ci rapportiamo alle cifre che avevano caratterizzato il periodo pre-pandemico, da quanto abbiamo potuto vedere nelle prime settimane di questa nuova stagione e in base all’andamento delle prenotazioni, il 2022 sarà un altro ottimo anno. Idealmente sarebbe bello poter ritrovare una fetta di quei turisti stranieri, soprattutto germanici e olandesi, persi per strada in questi ultimi 7-8 anni, in particolare da quando l’euro si è indebolito al cambio col franco svizzero, cosa che ha portato alla costante erosione di quel tipo di clientela. In questo senso, le prime indicazioni della stagione entrante sono confortanti: seppur timidamente, ho notato una tendenza al ritorno di turisti stranieri, in particolare dei tedeschi».


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Obiettivo: riportare nei campeggi ticinesi un numero crescente di tedeschi e olandesi

La Pasqua fa ben sperare

Bene, a ogni buon conto, hanno comunque lavorato in questi primi mesi del 2022 i campeggi aperti tutto l’anno: «Sì, per queste strutture, gennaio e febbraio si sono rivelati estremamente interessanti, grazie anche a un meteo favorevole. Per la maggior parte dei campeggi, però, la stagione vera e propria comincia nei giorni che precedono la Pasqua: alle nostre spalle abbiamo dunque un mese e poco più di attività, ma per come sono andate le cose possiamo essere più che soddisfatti, considerando l’ulteriore rafforzamento del tasso di cambio del franco sull’euro».

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