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29.04.22 - 19:27

Il treno dell’innovazione passa (e ferma) anche in Ticino

Al Tecnopolo di Manno la tappa ticinese del viaggio che Cassis e Vitta hanno fatto attraverso i parchi partendo da Zurigo e arrivando a Milano

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Ti-Press/Crinari
Ignazio Cassis

Passa anche dal Tecnopolo di Manno il treno che, in occasione della Giornata dell’innovazione organizzata dal Dipartimento federale degli affari esteri, ha collegato Zurigo, il Ticino e Milano. Con il nostro cantone che non è semplice corridoio di passaggio ma tappa fondamentale in questo asse nord-sud. «Innovation Park, Tecnopolo... nomi diversi per dire la stessa cosa: cerchiamo di affrontare le sfide che il futuro ci pone, e di farlo con successo per aumentare la nostra competitività sul piano mondiale» sottolinea nel suo intervento il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, secondo cui «l’innovazione non è un fine, ma un mezzo per garantirci sicurezza, benessere e prosperità. Zurigo, Manno e Milano dimostrano che la messa in rete di menti visionarie e perseveranti è importantissima per lo sviluppo di un mondo migliore».

Tenendo bene a mente che «la competitività e l’innovazione sono ambiti in cui la Svizzera eccelle a livello internazionale, possiamo andarne fieri e dirlo in tutto il mondo essendo in testa alle classifiche da decenni». Cosa che, riprende Cassis, «non è scontata, non è frutto di una decisione divina ma del nostro lavoro. E ringrazio il governo ticinese, in particolare Christian Vitta, per aver da subito creduto e lottato per questa idea, questi progetti. È un percorso difficile, ma l’umanità ha bisogno di creatività per progredire».

Cassis: ‘Il Ticino raccoglierà quanto seminerà’

Certo, «nuove idee necessitano di fondi, di finanziamenti». E «con orgoglio – afferma il presidente della Confederazione –, il nostro investimento arriva al 3,5% del Prodotto interno lordo che dedichiamo alla ricerca e allo sviluppo, siamo in testa alle classifiche europee». Per questo assume ancora più forza l’appello che Cassis rivolge al mondo accademico, imprenditoriale e politico: «Continuate ad avere il coraggio di stupire, di prendere vie inesplorate e portare avanti idee che qualcuno ritiene bizzarre perché si distaccano da quanto fatto finora. È così che si fanno passi avanti, sapendo che non può esserci che vento contrario per chi vuole innovare».

E il Ticino che ruolo può giocare in questa sfida? «Il Ticino gioca un ruolo fondamentale e raccoglierà tanto quanto semina – risponde Cassis a ‘laRegione’ –. Se resterà seduto a guardare, ascoltare e criticare non raccoglierà nulla. Se invece si metterà in gioco, investirà mettendo dei soldi ma anche menti brillanti, raccoglierà i frutti tra vent’anni. Al Ticino fare le proprie scelte, io con grande piacere ho visto che il nostro Consiglio di Stato ha scelto di essere attivo, sul terreno, investendo nell’innovazione come dimostra il Parco che sorgerà a Bellinzona. Come ticinese non posso che esserne fiero».

Vitta: ‘Valorizzare le competenze su scienze della vita e intelligenza artificiale’

Di orgoglio, nella tappa che ha portato a Manno la delegazione che ha visto la presenza anche della consigliera di Stato zurighese Carmen Walker Späh, parla anche il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta. «La giornata di oggi deve renderci particolarmente orgogliosi, perché abbiamo investito molto nell’innovazione e crediamo fortemente in questo ambito. Ciò che sta succedendo a livello internazionale, con un mondo sempre più incerto riguardo alle prospettive future, mette in evidenza come chi vuole superare al meglio le crisi debba spingere sulla ricerca e sull’innovazione – sottolinea Vitta –. Solo innovando, solo mettendosi in rete si riescono a superare queste sfide».

Per il Ticino, «si tratta di valorizzare le competenze che abbiamo soprattutto sulle scienze della vita e sull’intelligenza artificiale, e soprattutto agganciarci a una rete: questi non sono concetti semplicemente di moda o astratti, sono concreti e che viviamo nel presente costruendo il futuro». E quando Vitta parla di rete, lo fa a ragion veduta: «Il nostro cantone ha saputo rinsaldare e mettere a frutto i legami con il resto della Svizzera, con l’adesione alla Greater Zürich Area, agganciandosi a progetti di ampio respiro come lo Switzerland Innovation Park o al progetto ‘Mind’ di Milano. Tasselli – dice il direttore del Dfe – che testimoniano la volontà di consolidare la nostra posizione di nodo sinergico all’interno della rete che unisce due tra i più importanti poli a livello europeo, Zurigo e Milano». Ma, si diceva, «il Canton Ticino è qualcosa più di un semplice corridoio di transito. È una vera e propria fermata con un suo contenuto, una sua identità e sue competenze».

Posto che ogni metro va sempre conquistato, la base di partenza è buona. Più che buona. «In uno studio del 2021 la Commissione europea ha sancito che il Ticino rientra tra i primi 10 sistemi di innovazione a livello europeo, e al secondo posto in Svizzera dopo Zurigo» informa Vitta. Dati, questi, «che devono davvero renderci orgogliosi, pur sapendo che non bisogna adagiarsi sul presente e anzi lottare per guadagnare nuove posizioni».

A dimostrazione del fatto che non ci sono solo parole, sogni o desideri ma anche tanti fatti, prima il direttore della Fondazione Agire Lorenzo Ambrosini ha offerto una panoramica sulla Fondazione, sul Sistema regionale dell’innovazione e sullo Switzerland Innovation Park con la presentazione del rendering del Parco che sorgerà a Bellinzona al posto delle Officine Ffs. Poi, sempre presso il Tecnopolo, tre startup – x-Farm, Tissuelabs e Pepper.zone – hanno presentato il loro lavoro.

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