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26.04.22 - 21:06

Salari bassi in Ticino, donne quasi il triplo degli uomini

Pubblicate le Cifre della parità tra i generi in un nuovo formato online. Molti gli ambiti sondati, dalla salute al lavoro alla povertà

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Dalla speranza di vita ai disturbi fisici, dalle scelte formative e professionali al tempo dedicato al lavoro domestico, passando per il tasso di povertà e la partecipazione alle elezioni. È una nuova pagina online dalla pratica consultazione quella che presenta le cifre aggiornate sulla parità tra i sessi in Ticino. Promosso dall’Ufficio di statistica del Canton Ticino (Ustat) in collaborazione con il Servizio per le pari opportunità, questo nuovo formato di diffusione va ad aggiungersi ai fascicoli pubblicati dal 2014 e si prefigge di migliorare l’informazione e la sensibilizzazione su un tema il cui monitoraggio è fondamentale per costruire una società più egualitaria. Inserendosi nel contesto di "nuova offerta digitale", la pagina inaugura una fase di sperimentazione in cui l’Ustat intende sviluppare differenti metodi di diffusione per dati e analisi statistiche.

Più della metà delle donne lavora a tempo parziale, a fronte di un uomo su sei

L’aggiornamento delle "Cifre della parità" suddivise in diverse aree tematiche è previsto con cadenza annuale e permette di individuare da un lato i miglioramenti in corso sulla via delle pari opportunità (ad esempio nel settore della formazione, con una parte sempre più importante di donne con attestato universitario), dall’altro lato le criticità tuttora presenti e da affrontare (come quelle nel mondo del lavoro). Tra i più problematici, come accennato, si trovano quelli relativi al capitolo ‘Salari mensili e differenza salariale’ in cui si constata che le donne nel settore privato risultano avere salari più bassi del 17,3% rispetto agli uomini, per un totale di circa 950 franchi in meno al mese. Nell’ambito pubblico invece i salari sono più alti e la differenza salariale in proporzione è minore rispetto a quello privato, ma nemmeno questo settore risulta risparmiato dal fenomeno, con la differenza tra i salari maschili e femminili dell’8,7%, ciò che corrisponde a circa 621 franchi. "Rispetto al passato la situazione è leggermente migliorata – valutano le considerazioni contenute nel rapporto –, ma le disuguaglianze sono ancora importanti". Una parte della differenza salariale – il 55% nel settore privato e il 77% in quello pubblico – "può essere spiegata da fattori oggettivi come l’anzianità di servizio, la responsabilità o il ramo economico". Tuttavia, si legge, "la parte restante non può essere spiegata attraverso questi criteri e succede che le donne siano meno pagate anche a parità di queste condizioni: all’interno di questa quota, decisamente più alta nel settore privato, si cela verosimilmente una parte di discriminazione salariale". Le donne sono inoltre più toccate dalla disoccupazione: nel 2021 questo si riscontra in tutte le classi d’età, soprattutto in quella più giovane (25-34 anni), così come dai 45 ai 54 anni. Altro dato rilevante è che più della metà delle donne lavora a tempo parziale, a fronte di un uomo su sei.

Il 20,8% delle donne in Avs beneficia di una prestazione complementare

Ad attestare il fatto che ci sia ancora una marcata disparità tra i generi è anche il capitolo relativo alla ‘Povertà’. Considerando i salari mensili nel settore privato si rileva che nella quota di persone che riceve un salario basso (ovvero inferiore a 3’400 franchi per un impiego a tempo pieno) le donne sono quasi il triplo degli uomini, mentre sono la metà ad avere un salario alto (superiore a 7’700 franchi). Inoltre in Ticino, nella grande maggioranza (circa l’85%) delle famiglie monoparentali, ossia quelle più toccate dalla povertà e più a rischio, i genitori soli sono madri. "Lavorare e guadagnare di meno significa avere meno prestazioni sociali, per esempio per la cassa pensione (secondo pilastro), che possono avere delle conseguenze negative durante la vecchiaia", evidenzia il documento. Questo comporta che il 20,8% delle donne in Avs beneficia di una prestazione complementare a causa dell’insufficienza della copertura di base, mentre per gli uomini la quota si ferma al 14,7%. Grande preoccupazione desta anche a violenza domestica che si riflette a livello cantonale con un numero di interventi di polizia per questa tipologia di reato attestabile a oltre 1’000 all’anno, mentre fino al 2016 erano attorno alle 800 unità. E questo senza contare tutto il sommerso.

Il numero di studentesse nelle università supera quello degli studenti

Come detto, miglioramenti si vedono invece sul fronte formazione. In Ticino, così come nel resto della Svizzera, il numero di studentesse nelle università – ad eccezione dei politecnici – supera quello degli studenti. Le differenze nei settori di studio sono però presenti anche a livello accademico. "Le scienze tecniche, economiche, esatte e naturali sono infatti scelte in maggioranza da uomini, mentre le scienze umane e sociali sono studiate prevalentemente da donne". Gli unici ambiti di studio in cui non ci sono grandi differenze tra uomini e donne sono il diritto e la medicina, dove si constata comunque una maggioranza femminile. Facendo una rapida carrellata su alcuni dei molti altri ambiti sondati, si scopre che gli uomini sembrano essere maggiormente esposti a rischi fisici sul posto di lavoro, come il fatto di stare in piedi, di sollevare o spostare carichi pesanti e di lavorare a temperature estreme. In questo ambito, fanno eccezione i movimenti ripetitivi e le posizioni dolorose, che coinvolgono i due sessi praticamente allo stesso modo, mentre il sollevamento e lo spostamento di persone riguarda più le donne che gli uomini. Per quanto riguarda la demografia, la piramide dell’età mostra in Ticino un numero simile di uomini e donne tra le fasce di età più giovani, mentre in quelle più anziane predominano le donne a causa della speranza di vita più elevata. Tale differenza spiega il motivo per cui le donne sono molto più numerose a essere vedove. In fatto di comportamenti in materia di salute, si viene poi a sapere, tranne per l’attività fisica, gli uomini tendono ad assumere dei comportamenti meno virtuosi rispetto alle donne: prestano meno attenzione all’alimentazione, fumano di più, sono maggiormente dediti al consumo quotidiano di alcol e sono più numerosi a essere in sovrappeso.

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