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Ti-Press
24.03.22 - 16:49
Aggiornamento: 17:56
a cura di Marco Narzisi

Torna in Ticino la truffa telefonica del ‘falso incidente’

Le vittime vengono convinte che un parente rischi il carcere per un incidente e spinte a prelevare e consegnare del denaro per ‘la cauzione’

Vecchie truffe, nuove segnalazioni. In questi giorni a tornare in auge in Ticino è uno dei raggiri telefonici già noti alle forze dell’ordine, la cosiddetta truffa del falso incidente.

Come funziona? I malviventi contattano telefonicamente la vittima designata, spesso una persona anziana, cercando abilmente di carpire quante più informazioni possibili sulla sfera privata per poi farsi consegnare grosse somme di denaro. In questo caso, di cui si è già avuta notizia lo scorso anno, il truffatore al telefono si spaccia per un agente di polizia o, più spesso, per un parente della vittima raccontando di aver causato un incidente della circolazione e chiedendo con insistenza un grosso pagamento per coprire, a suo dire, le spese della cauzione ed evitare di essere imprigionato. La vittima viene messa sotto pressione con il pretesto che il "nipote" entro poche ore verrà incarcerato se non riceverà il pagamento, e viene spronata a prelevare immediatamente il denaro, anche decine di migliaia di franchi, che una terza persona passerà a ritirare. Questa terza persona, spesso un autista o un conducente di taxi, è in genere ignara della truffa e viene convinta con un pretesto e dietro compenso a fare da tramite per il ritiro del denaro presso la vittima e il suo trasporto oltre confine, rendendosi così passibile di essere perseguita penalmente.

Per dare maggiore credibilità al raggiro, le telefonate, che giungono in prevalenza su telefoni fissi, vengono effettuate nascondendo il numero. Altre volte, per dare consistenza all’inganno, gli autori si avvalgono di un sistema che permette di camuffare il proprio numero, simulandone uno ricollegabile in qualche modo alla polizia (ad esempio +41 91 117 117).

Gli ultimi casi – alcuni dei quali sono stati sventati grazie a una pronta segnalazione quando già l’anziano si era recato in banca a prelevare il denaro – riguardano in particolare persone residenti nel Sottoceneri.

La Polizia cantonale ribadisce i consigli per non incappare in questo genere di truffe: diffidare sempre di richieste di denaro, non citare il nome dei propri parenti al telefono, interrompere la conversazione dichiarando di doversi consultare con qualcun altro e verificare le informazioni con un parente di fiducia. Ovviamente, non bisogna consegnare denaro oppure oggetti di valore a sconosciuti né fornire informazioni sui propri averi, siano essi in casa o in banca, e in caso di chiamate sospette, informare subito la polizia, telefonando al 117 (numero d’emergenza).
È inoltre importante rendere attenti parenti e conoscenti sull’esistenza di tali truffe affinché stiano vigili ed evitano di cader vittima di esse.

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