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17.03.22 - 17:28
Aggiornamento: 18:30

‘La responsabilità sociale è un fattore di competitività’

La Camera di commercio, in collaborazione con la Supsi, ha messo a punto uno strumento per le Pmi per certificare la loro attenzione al territorio

di Generoso Chiaradonna
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Ti-Press
Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio

La Responsabilità sociale delle imprese (Rsi o Csr, dall’inglese Corporate social responsibility), nel gergo economico e finanziario, è l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa: è una manifestazione della volontà delle imprese, grandi o piccole che siano, di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale, etico e ambientale al loro interno e nelle zone in cui si svolgono le attività imprenditoriali. L’attuazione coerente della Csr per molti economisti è un contributo essenziale allo sviluppo sostenibile e al superamento delle sfide sociali e può influire positivamente sulla competitività stessa delle aziende. Sapere, per esempio, se l’azienda a cui mi rivolgo va oltre il rispetto delle norme legali sul lavoro o se – nella sua catena di approvvigionamento – si rivolge a fornitori locali oppure se la stessa impresa è legata al territorio anche con attività di sponsorizzazione del mondo associativo e culturale, è un modo per l’azienda di collocarsi nel mercato. Diventa in pratica un fattore competitivo e di distinzione rispetto a chi questa attenzione non ce l’ha.

La Camera di commercio, proprio per venire incontro alle imprese e più in generale per diffondere la cultura della Csr anche tra le Piccole e medie imprese, in collaborazione con la Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) ha messo a punto un modello con le linee guida per redigere un rapporto di sostenibilità. «Si tratta di uno strumento per agevolare le imprese in questo compito e non per aumentare la burocrazia», spiega Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio del Cantone Ticino. Il documento è reperibile sul portale www.ti-csrreport.ch. «La responsabilità sociale delle imprese è un tema di grande attualità, dibattuto non solo a livello politico ma anche nel contesto delle ricerche di lavoro. Non sono unicamente le Autorità a chiedere sempre più responsabilità sociale alle imprese, anche il mercato ne sta facendo un fattore di competitività rilevante e viene considerato con molta attenzione. Un fattore diventato preferenziale in molti legami commerciali», continua Gehri.

«Di regola, le imprese attuano già diverse buone pratiche, come confermato dai rilevamenti della Cc-Ti effettuati in questi anni unitamente alle Camere di commercio e dell’industria delle altre regioni svizzere. Tali comportamenti spesso non vengono però comunicati, purtroppo sottovalutati anche dalle aziende stesse, e così si perde, sfortunatamente, traccia di molte buone pratiche del mondo imprenditoriale in campo economico, ambientale e sociale già presenti e in atto sul nostro territorio», spiega da parte sua Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio. Questo strumento è un modo per mettere nero su bianco quanto di buono già si fa ed è anche un incentivo a migliorare i processi produttivi e soprattutto a verificarli nel tempo.

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti), quale associazione-mantello dell’economia ticinese, sta dedicando molte risorse a questo tema e ha sviluppato, col supporto scientifico della Supsi e in collaborazione con il Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe), un modello online di rapporto di sostenibilità, che è disponibile dallo scorso 1° marzo 2022 sul portale www.ti-csrreport.ch. Questo supporto, frutto di un’iniziativa completamente auto-finanziata dalla Cc-Ti, intende supportare tutte le aziende ticinesi di ogni settore economico, con un occhio di riguardo per le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono di una struttura dedicata per trattare in modo approfondito il tema.

L’obiettivo vuole affiancare, anche in questo ambito, tutte le aziende e agevolarle nell’opportunità di dotarsi di un esaustivo documento che raccolga le buone pratiche, integrando le informazioni economiche con un rendiconto dell’impatto sociale e ambientale delle proprie attività. Uno strumento di analisi e di comunicazione che, in modo semplice ed efficace, permette di approcciare il tema della sostenibilità e della responsabilità sociale. Le imprese hanno così l’opportunità di manifestare il loro impegno ai vari interlocutori del territorio (azionisti, clienti, fornitori, dipendenti, comunità, enti finanziatori, pubblica amministrazione, associazioni del territorio, media ecc.), evidenziando il loro valore generato non solo a livello economico.

Criterio di aggiudicazione negli appalti pubblici

La responsabilità sociale delle imprese è un elemento che dal 2021 rientra anche nei bandi di concorso pubblici, visto che vi è un valore di ponderazione del 4% nei criteri di aggiudicazione. Il documento della Cc-Ti, anche attraverso un lavoro di consulenza puntuale, aiuterà le aziende a dimostrare la realizzazione di obiettivi economici, ambientali e sociali idonei a ottenere questa percentuale. «Grazie al rapporto di sostenibilità e con l’ottenimento di una relativa ‘Dichiarazione di conformità’ (certificata dal servizio Csr della Cc-Ti) si sosterrà sia il lavoro delle aziende, sia quello delle Autorità chiamate a valutare i dossier», spiega ancora Luca Albertoni. Le prime imprese a testarlo nell’ambito delle commesse pubbliche saranno le imprese di costruzioni. «L’iniziativa non è ancora una condizione per partecipare agli appalti pubblici, ma alla quale si può aderire su base volontaria ed è sostenuta dal Dfe, dal Dipartimento del territorio e dall’Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche», spiega da parte sua Nicola Bagnovini, direttore della sezione ticinese della Società impresari costruttori che ricorda – a titolo di paragone – che il criterio di formare apprendisti pesa per il 5% nei bandi di concorso. Nei prossimi mesi sono previsti degli incontri informativi con le imprese interessate.

Il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) Christian Vitta ha salutato positivamente l’importante lavoro di squadra tra istituzioni, Cc-Ti e Supsi per la realizzazione del modello di rapporto di sostenibilità e ha sottolineato quanto questo sia «un ulteriore tassello nel sostegno alla Csr, a dimostrazione dell’importanza del tema per il Cantone e per gli attori del territorio». La Csr, ha ricordato, rientra tra gli obiettivi di legislatura del governo. «Consolidando il proprio impegno verso la responsabilità sociale delle imprese, le aziende contribuiscono a realizzare la visione di un Ticino sostenibile, attento non solo agli sviluppi economici, ma anche sociali e ambientali in atto e, di riflesso, con un impatto positivo sul nostro territorio, su chi vi lavora e su chi vi abita».

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