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09.03.22 - 05:30
Aggiornamento: 17:49

Caso ex funzionario Dss, ricerca dell’auditor a ostacoli

La Gestione ha deciso per una procedura su invito, ma ora il Ppd chiede di valutare l’ipotesi concorso pubblico. Eppure il decreto legislativo...

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A che punto siamo con l’audit deciso dal Gran Consiglio in gennaio? Non è ancora iniziato. Per il semplice motivo che la commissione parlamentare della Gestione non ha ancora individuato l’auditor cui attribuire il compito di fare completa chiarezza sul comportamento tenuto a suo tempo dall’Amministrazione cantonale in relazione all’agire dell’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità condannato in via definitiva, essendo cresciuta in giudicato la sentenza d’appello dell’aprile 2021, per coazione sessuale e violenza carnale. Ieri il segretario generale del Legislativo Tiziano Veronelli ha portato in Gestione una bozza, messa a punto dai servizi giuridici del parlamento, di bando di concorso a invito, formula decisa in precedenza dalla commissione per la scelta dell’auditor. Commissione che dispone di una lista – fornitale dalla delegata cantonale per le pari opportunità alla quale la Gestione si era rivolta – di enti e persone attivi fuori cantone che hanno svolto analoghi audit a livello nazionale e che hanno una riconosciuta esperienza. Sempre nella riunione di ieri il capogruppo del Ppd Maurizio Agustoni ha però proposto di valutare pure la possibilità di procedere con un concorso pubblico e ciò anche per avere un numero maggiore di candidati auditor.

La parola ai gruppi

Concorso a invito o pubblico? «È un nodo politico – dice, da noi interpellato, il socialista Ivo Durisch – e in quanto tale va sciolto al più presto. E va sciolto dal plenum della Gestione, e non dalla sua sottocommissione Finanze». Saranno ora i gruppi parlamentari a esprimersi sulle due soluzioni: procedura su invito oppure pubblico concorso. Ma ieri in commissione il capogruppo del Ps ha richiamato l’attenzione anche su «un altro nodo», quello dei tempi. Secondo il decreto legislativo uscito dal Gran Consiglio il 24 gennaio, con il via libera dell’aula alla verifica da affidare a esperti esterni all’Amministrazione cantonale e "preferibilmente" attivi fuori dal Ticino, la commissione della Gestione attende il rapporto finale dell’auditor "indicativamente entro fine autunno 2022". Un termine che, sostiene Durisch, «difficilmente, anche per aspetti formali, si riuscirà, credo, a rispettare, se si vuole che l’auditor faccia un lavoro ben fatto».

I gruppi parlamentari «si sono dati una settimana per fare una riflessione in modo da capire quale sia la forma di concorso che garantisca la possibilità di scegliere il miglior auditor e al contempo avere una certa efficacia per quanto riguarda i tempi», spiega alla ‘Regione’ Agustoni, che con gli altri deputati popolari democratici ne discuterà stasera. «Definito ciò, sarà poi la sottocommissione Finanze – continua Agustoni – a occuparsi di alcuni aspetti più tecnici legati alla confezione del bando di concorso». Rispetto alle tempistiche, per Agustoni bisognerà vedere «quanto durerà la procedura e molto dipenderà anche da quali tempi potrà garantire l’auditor che verrà selezionato. Tuttavia – sottolinea – non si può andare avanti all’infinito, l’auspicio è di avere qualcosa entro la fine dell’anno. Ma visto che è tutto nuovo, sarebbe prematuro avanzare indicazioni precise. L’importante è comunque fare un lavoro accurato».

La capogruppo liberale radicale Alessandra Gianella evidenzia come non si sia avanzato molto rispetto all’ultima riunione di Gestione: «Rimangono diversi punti da chiarire, di ordine prevalentemente tecnico». Quanto alla discussione sulla forma da dare al bando di concorso, ricorda che «la commissione si era già determinata per fare una procedura su invito. Abbiamo infatti una lista di auditor. Oggi (ieri, ndr) è stata però sollevata l’ipotesi di indire un concorso pubblico aperto a tutti. Tuttavia non siamo andati molto avanti nel dibattito. Abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo portando questi elementi nei gruppi che in vista della sessione di Gran Consiglio al via lunedì 14 si riuniscono in questi giorni». E come il Ppd, anche il Plr lo farà stasera. «Martedì vedremo di capire in commissione cosa è meglio fare», riprende Gianella, che rispetto alla scadenza di fine autunno per la consegna del rapporto dell’auditor alla Gestione valuta: «Di principio l’idea è di mantenere le tempistiche che ci eravamo dati. Ora dipende da quanto ci vorrà ad allestire il bando e dai passi che seguiranno».

A un eventuale concorso pubblico aperto a tutti, potrebbero quindi partecipare anche aspiranti auditor operativi in Ticino. Ma questo non violerebbe lo spirito del citato decreto legislativo, secondo cui l’audit "deve essere svolto da un ente e/o da persone senza alcun legame con le autorità amministrative e politiche del Canton Ticino, preferibilmente fuori Cantone"? Non vanificherebbe l’intento del parlamento di rendere neutrale e oggettiva la verifica?

Biscossa: dobbiamo rispettare i tempi

Per la presidente della commissione della Gestione Anna Biscossa, «bisogna fare di tutto per mantenere il termine temporale per la consegna del rapporto dell’audit che abbiamo inserito nel decreto legislativo». Questo, sottolinea la parlamentare socialista, «per rispetto, prima di tutto, delle vittime dell’ex funzionario, le quali attendono che si faccia chiarezza sulla vicenda in tempi ragionevolmente brevi, e per la credibilità dell’Amministrazione cantonale. Non può rimanere sospesa in eterno la domanda se si sia comportata correttamente o meno nel caso concreto. Occorre pertanto che come commissione si agisca in maniera celere, senza gettare sabbia negli ingranaggi».

Sulla stessa lunghezza d’onda il leghista Michele Guerra, presidente della sottocommissione Finanze: «L’importante è procedere speditamente ed eseguire quanto voluto dal parlamento – ammonisce Guerra –. La sottocommissione, occupatasi nei mesi scorsi del dossier, ha lavorato spesso correndo per stringere i tempi. Ora l’augurio è che questi possano essere rispettati e non rimessi in discussione a causa di troppi approfondimenti. Come parlamentari abbiamo preso un impegno verso il Paese».

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