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02.03.22 - 05:20
Aggiornamento: 08:53

Psicoterapia, punti fermi e incertezze del nuovo scenario

Dal 1° luglio entra in vigore la modifica di legge relativa alla fatturazione. Il governo risponde a un’interrogazione, ma rimangono diversi dubbi

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Ti-Press
Marco Noi

È per sciogliere diversi dubbi rispetto all’imminente cambio di paradigma del sistema di fatturazione degli psicoterapeuti indipendenti che i granconsiglieri Roberta Soldati (Udc) e Marco Noi (Verdi) a inizio febbraio hanno presentato un’interpellanza al Consiglio di Stato (poi trasformata in interrogazione). Lo hanno fatto in particolare per chiedere lumi sulla procedura – ancora inesistente – per ottenere l’autorizzazione cantonale necessaria a poter esercitare a carico dell’Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (Aoms). Dubbi che la risposta giunta pochi giorni fa dal governo è in parte riuscita a fugare, nel contesto di un quadro generale che rimane però dominato da parecchia incertezza.

«Al momento attuale le prestazioni degli psicoterapeuti si suddividono in due distinte prese a carico assicurative – spiega il deputato Marco Noi, di professione psicologo e psicoterapeuta –. Da una parte ci sono gli psicoterapeuti indipendenti le cui prestazioni sono a carico delle assicurazioni complementari (Lca): ognuna, essendo di diritto privato, ha le proprie regole e le proprie coperture. Dall’altra ci sono gli psicoterapeuti che lavorano alle dipendenze di un medico – che può essere generalista, pediatrico, psichiatrico – per cui vige la cosiddetta ‘psicoterapia delegata’ a carico dell’assicurazione di base. A partire dal prossimo 1° luglio anche gli indipendenti, su prescrizione medica, potranno fatturare sotto l’Aoms come avviene già ora ad esempio per la fisioterapia o l’ergoterapia». Assieme a questa revisione legislativa decisa dal Consiglio federale vi è anche il fatto che l’autorizzazione per poter fatturare per l’assicurazione di base non viene più rilasciata dalla Confederazione ma da ogni singolo Cantone. Il problema sollevato dai due granconsiglieri è che in Ticino, al contrario di altri Cantoni, non si conoscono ancora le condizioni per richiedere tale autorizzazione.

Rassicurazione sui tempi

La prima domanda dell’interrogazione chiedeva quando è prevista la messa a disposizione a favore degli psicoterapeuti dei formulari per poter depositare la richiesta di autorizzazione. Dopo degli incontri con alcune associazioni di categoria allo scopo di discutere i contenuti della documentazione – spiega il governo nella risposta –, "la pubblicazione dovrebbe avvenire entro la fine del mese di marzo". L’urgenza addotta dai firmatari dell’interrogazione riguardava il fatto che all’autorizzazione cantonale deve seguire un iter per cui si prevedono tempi lunghi: «L’autorizzazione è solo il primo dei due tasselli che compongono la procedura – illustra Noi –. Con questa ci si deve poi rivolgere alla Sasis Sa, l’ente preposto a rilasciare il numero di codice creditore (Rcc) con il quale sarà poi possibile fatturare sotto l’Aoms. Siccome vi è un grande numero di psicoterapeuti che necessitano di questo codice, Sasis Sa ha avvisato che sono da prevedere attese di 13-15 settimane, per cui la nostra paura era di non arrivare in tempo per il 1° luglio». Su questo aspetto la risposta del Consiglio di Stato si rivela rassicurante: "Da informazioni ottenute presso Sasis Sa – scrive il governo – i fornitori di prestazioni che hanno ricevuto dai Cantoni l’autorizzazione Aoms potranno comunque iniziare a fatturare a partire dalla data d’inizio attività indicata nello specifico formulario di richiesta presso Sasis Sa (gli/le psicoterapeuti/e non prima del 1° luglio 2022) e nell’autorizzazione cantonale, e ciò seppur ancora in attesa dell’attribuzione formale del numero di concordato". Dunque, «per come si configura lo scenario, non dovrebbero esserci grossi rischi di perdere il treno» commenta Noi.

Pro e contro da valutare

Un’altra preoccupazione era stata formulata nell’ultima domanda relativa alla continuazione delle prestazioni complementari, che recitava: "Tarifsuisse Ag ha inviato una comunicazione agli psicoterapeuti e psicologi dalla quale sembrerebbe che gli assicuratori malattia non intenderebbero più permettere la fatturazione sotto Lca, verosimilmente dal 1° luglio 2022. A questo proposito si ritiene opportuno, nell’ambito delle riunioni dei direttori cantonali della salute, intervenire per chiedere a Tarifsuisse Ag di concedere un periodo transitorio di 6 mesi, ritenuto che verosimilmente il 1° luglio 2022 le pratiche per l’espletamento delle formalità tese all’ottenimento del numero Rcc non potranno essere integralmente evase?". La legislazione in materia – stando alla risposta del Consiglio di Stato – "lascia spazio per l’assunzione delle prestazioni di medicina delegata per un periodo dopo il 1° luglio 2022. Nel caso in cui taluni assicuratori malattia decidessero di interrompere la copertura delle prestazioni su delega immediatamente con il 1° luglio 2022, il Dipartimento della sanità e della socialità provvederà a portare questo aspetto tariffale all’attenzione della competente autorità federale". Quello che però non è chiaro, afferma Noi, è se in futuro sarà ancora data agli psicoterapeuti indipendenti la possibilità di fatturare presso le assicurazioni complementari. «Come detto, col sistema in vigore attualmente i pazienti hanno la libertà di contrarre un’assicurazione che in base al loro potenziale va a cercare la copertura che ritengono migliore anche per la psicoterapia. Le differenze tra i numerosi assicuratori sono grandi: alcuni coprono poche sedute, ad esempio 20 ogni 3 anni; altri invece sono molto più generosi e possono finanziare fino a oltre il 70% dei costi effettivi, anche per una certa durata di tempo. Col nuovo sistema le spese del paziente dipenderanno dalla franchigia: se una persona l’ha stabilita a 2’500 franchi, dovrà verosimilmente assumersi per intero i costi della psicoterapia». C’è poi un’incognita a livello strutturale: «Non si sa ancora bene che tipo di copertura garantirà l’Aoms – evidenzia Noi –. Deve ancora essere stabilito il valore del punto di fatturazione che insieme ad altre informazioni rimane sconosciuto. È quindi difficile allo stato attuale valutare se il passaggio a questo nuovo sistema sarà un bene o un male per i pazienti».

Rischio di far lievitare i premi

La legge è stata rivista sotto la spinta dei professionisti interessati, ricorda Noi: «Psicoterapeuti e associazioni di categoria hanno sempre rivendicato un’entrata nella Aoms per poter fatturare direttamente, ma poi la via presa pone degli interrogativi. Al di là delle incertezze elencate, un altro aspetto che rischia di essere problematico è legato ai vincoli posti in corrispettivo a quelli di altri fornitori di prestazioni sotto prescrizione medica come ergoterapisti e logopedisti». Nello specifico, per esempio: «Le prime 15 sedute avverranno sotto semplice prescrizione medica, per le successive 15 dovrà esserci una certificazione medica e dopo la trentesima seduta serve un rapporto che deve essere sottoposto a un medico psichiatra. Questo apre al rischio di burocratizzare molto la psicoterapia». Da non dimenticare infine un altro punto controverso, ovvero quello dei costi dei premi che potrebbero lievitare. «Saranno la Confederazione e le casse malati a valutare il nuovo carico finanziario e a decidere le relative modulazioni, per ora dunque anche su questo aspetto le cose sono poco chiare» spiega ancora Noi.

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