laRegione
23.02.22 - 19:58

Finanziamento Osi, in aula Ghisletta ritira l’iniziativa

Nel quadro dei tre rapporti scaturiti, il deputato Ps sostiene: ‘C’è stata un’opposizione ideologica della maggioranza commissionale’

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Ha lasciato un po’ spiazzati la sorte toccata in Gran Consiglio a un dossier che per due anni è stato in discussione sui banchi della commissione ‘Formazione e cultura’, vale a dire quello sull’iniziativa parlamentare generica "Per un finanziamento pubblico stabile dell’Orchestra della Svizzera italiana (Osi)", ritirata in aula dal suo proponente Raoul Ghisletta. Nel marzo 2020 ben 33 deputati avevano firmato l’iniziativa che chiedeva di introdurre nella legge una base legale per assicurare un finanziamento stabile dell’Osi da parte del Cantone e di tutti i Comuni con una chiave di riparto che considerasse la loro forza finanziaria. Lo scopo era di garantire «la necessaria solidità finanziaria nel tempo a questa eccellente istituzione culturale presente in Ticino – ricorda Ghisletta –. Ma purtroppo dopo due anni il fronte di questi 33 deputati si è sciolto come neve al sole». L’iniziativa è infatti stata oggetto di tre rapporti. Uno di maggioranza, che fissava un tetto massimo di 4 milioni del contributo cantonale per il periodo 2022-2025, con l’adesione dei Comuni su base volontaria. Due di minoranza con il primo, che si opponeva all’iniziativa, e il secondo firmato dallo stesso Ghisletta che la sosteneva tale e quale. Per il granconsigliere Ps c’è stata un’opposizione «ideologica» della maggioranza commissionale nel non voler creare una base legale per definire il sostegno dei Comuni. «Dico ideologica perché parliamo mediamente di qualche franco all’anno per abitante da versare da parte dei Comuni». Le conclusioni del rapporto di maggioranza per Ghisletta «rischiano di diventare una camicia di forza in caso l’Osi non fosse in grado di trovare una soluzione nel momento in cui nel 2024 si avverasse il prospettato ritiro parziale della Srg Ssr con cui ha una convenzione in scadenza». Conseguenza: «Dopo aver sentito il Consiglio di Stato e il presidente della Fondazione dell’orchestra della Svizzera italiana (Fosi), dato il quadro politicamente chiaro e desolante, non mi resta che ritirare l’iniziativa parlamentare, perché andare avanti con questi rapporti significherebbe unicamente peggiorare la situazione finanziaria della Osi». Ora la palla tornerà nel campo del governo e del futuro parlamento «che dovranno chinarsi sulla situazione finanziaria che si creerà in futuro».

Contattato da ‘laRegione’, per Mario Postizzi, presidente della Fosi, «la decisione di Ghisletta di soprassedere è stata saggia, anche perché il dibattito sul tema dei finanziamenti rischiava di sminuire il valore dell’Osi». Il discorso dei contributi pubblici, ritenuti da Postizzi «imprescindibili perché questa orchestra riconosciuta a livello svizzero e all’estero possa continuare a esistere con la sua qualità, a questo punto è meglio farlo in un futuro prossimo, da un’altra angolazione, a dipendenza del nuovo accordo con la Ssr Srg». L’avvio delle trattative si approssima, per cui «nell’arco di 5 o 6 mesi avremo le idee più chiare – valuta il presidente Fosi, specificando –: i rapporti con la Ssr sono comunque buoni e credo che saprà valutare il ruolo e il valore dell’Osi in modo che si possa trovare una convergenza per una soluzione corretta, ragionevole e realistica. Confido che la parte del budget che dovesse mancare venga poi integrata da Cantoni, Comuni e privati per trovare la quadratura del cerchio».

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