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16.02.22 - 18:15

Le imprese responsabili hanno anche un loro welfare

L’Aiti ha messo a punto una piattaforma digitale a disposizione delle imprese, anche molto piccole, che intendono gratificare i propri dipendenti

di Generoso Chiaradonna
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I collaboratori soddisfatti lavorano meglio

Si chiama ‘Aiti4Welfare’ ed è un portale digitale di servizi di welfare aziendale a disposizione di tutte le organizzazioni della Svizzera italiana che desiderano investire sul loro benessere organizzativo e offrire ai propri collaboratori dei benefit, aggiuntivi alla normale retribuzione, sotto forma di servizi, prodotti e informazioni che concorrono al benessere individuale e collettivo. Detta così sembra l’ennesima proposta di scontistica per attività più o meno ludiche da svolgere sul territorio. «E invece no», spiega Nicola Giambonini, responsabile Csr (Corporate social responsability) per l’Aiti, l’Associazione industrie ticinesi. «È un vero e proprio sistema di welfare aziendale pensato e studiato per cercare di diffondere una cultura d’impresa orientata alla responsabilità sociale e creare una comunità d’imprese che, grazie allo loro proattività nella personalizzazione del proprio piano di welfare, contribuiscono a creare valore condiviso sul territorio diffondendo buone pratiche e arricchendo l’offerta di servizi sulla piattaforma», aggiunge Giambonini.

Ma come funziona, allora, questa piattaforma e da chi è finanziata? «Il progetto è finanziato in parte (75mila franchi su tre anni, ndr) con il fondo ‘Vita e lavoro’ del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss). Un fondo istituito nell’ambito della riforma ‘fisco sociale’ e che mira a creare le condizioni per conciliare vita familiare e vita professionale», precisa Giambonini che ricorda che comunque alle aziende aderenti al progetto è richiesto un contributo finanziario. «Si tratta di un costo accessibile a tutte le 39mila aziende attive in Ticino, dalle microimprese con due o tre collaboratori, a quelle più grandi con centinaia di lavoratori. Si stima che il 90% delle Pmi ticinesi abbia meno di dieci dipendenti. Ecco, per un’impresa con dieci collaboratori il costo di adesione è di 365 franchi l’anno a cui si aggiungono 10 franchi l’anno per ogni dipendente. In totale il costo è quindi di 465 franchi».

L’iniziativa dell’Aiti è consultabile sul sito www.aiti4welfare.ch e ha già raccolto l’adesione di 14 imprese e presenta per il momento le informazioni e i servizi di 59 fornitori. «La piattaforma – continua Nicola Giambonini – propone da un lato dei servizi per le imprese (strutturazione di piani di welfare personalizzati; promozione della salute e sicurezza; analisi dei piani assicurativi e delle prestazioni sociali eccetera), dall’altro lo strumento permette alle aziende di offrire alle proprie collaboratrici e collaboratori una serie di ‘servizi per la persona’ ai quali l’impresa può decidere di contribuire concretamente con prestazioni in denaro o in tempo di lavoro». Gli ambiti vanno dalla casa e famiglia, al tempo libero, alla salute, mobilità, finanza personale e alla formazione.

Dalla mobilità aziendale, all’assunzione di apprendisti

Non è il primo progetto di Aiti nel campo della Responsabilità sociale d’impresa. «Da diversi anni come associazione di categoria abbiamo scelto di dare servizi alle imprese promuovendo sul territorio progetti concreti, pensati per sostenere le aziende nel processo di assunzione della propria responsabilità sociale d’impresa», afferma da parte sua Stefano Modenini, direttore di Aiti il quale precisa che «essere ‘sostenibile’ oggi per un’impresa significa anche possedere un vantaggio strategico-competitivo, oltre che d’immagine, nei confronti dei concorrenti e del mercato».

D’altro canto è sotto gli occhi di tutti l’aumento delle aspettative nei confronti delle imprese da parte dei suoi portatori d’interesse (stakeholder): collaboratori, fornitori, clienti, partner, comunità, istituzioni locali e opinione pubblica. Le attese nei confronti del mondo aziendale sono innumerevoli e si confrontano con le effettive possibilità delle organizzazioni in termini di risorse e competenze.

Tra le iniziative promosse da Aiti in questo campo Modenini cita ‘Aiti4Mobility’, un progetto di mobilità condivisa lanciato nel 2017 e che coinvolge le principali imprese industriali di Stabio. Dodici aziende, per un totale di 4mila dipendenti, hanno aderito a un piano di mobilità interaziendale di comparto dotato dei requisiti necessari a ottenere il riconoscimento delle istituzioni federali, cantonali e comunali, nonché i contributi pubblici destinati al finanziamento di questo tipo d’iniziative. Il progetto ha portato a risultati significativi in termini di riduzione degli spostamenti (-10% circa), di emissione di CO2 (-10) e di consumo di carburante (un terzo in meno).

Altro esempio concreto è il programma ‘Aiti4NextGen’ del 2021 lanciato in collaborazione con Pro Juventute, un’iniziativa denominata ‘Sos apprendisti’ per sostenere le proprie aziende associate che formano apprendisti.

Per tornare ad ‘Aiti4Welfare’, l’offerta non si limita ai fornitori privati, ma anche a enti senza scopo di lucro, servizi pubblici e parastatali.

Le imprese e le organizzazioni che aderiscono a questa iniziativa – conclude Nicola Giambonini – acquisiscono un mezzo digitale che potranno personalizzare sulla base dei bisogni delle loro collaboratrici e collaboratori e che permetterà loro di integrare facilmente eventuali convenzioni con società di servizi già in essere. Ovviamente man mano che cresce l’ecosistema aderente alla piattaforma, si amplia l’offerta di servizi e di benefit alla portata anche delle imprese più piccole.

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