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26.01.22 - 17:07
Aggiornamento: 17:33

A2-A13: il governo è soddisfatto per le scelte di Berna

Il Consiglio di Stato si rallegra per le decisione del Consiglio federale d’includere i progetti A2-A13 e PoLuMe nel Programma di sviluppo delle strade

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Il rendering del progetto A2-A13

Il Consiglio di Stato ticinese è soddisfatto per la decisione del Consiglio federale d’includere i progetti A2-A13 e PoLuMe nel Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (Prostra). “Il collegamento veloce A2-A13 risolve le notevoli criticità già oggi presenti sugli assi stradali esistenti, sgravando dal traffico di transito regionale le località fortemente congestionate su ambo i versanti della valle e creando i presupposti per l’auspicata valorizzazione delle aree insediative interessate”, si legge nel comunicato diffuso dal governo. “Esiste un coordinamento con lo sviluppo territoriale previsto lungo queste vie di comunicazione. La compatibilità ambientale sarà accertata nel corso delle successive fasi di progettazione. Il progetto ha seguito un processo di pianificazione completo e presenta un progredito stato di avanzamento. Esso rappresenta una buona base per gli ulteriori approfondimenti da parte della Confederazione, fra cui la verifica del possibile accorpamento fra infrastrutture in un’area già molto sollecitata come il Piano di Magadino, nonché la verifica degli eventuali effetti sinergici con il miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico”. Il governo cantonale si rallegra per il raggiungimento “di questo nuovo importante traguardo, frutto della strategia messa in atto dal Dipartimento del territorio volta ad anticipare la progettazione dell’opera”. Il Consiglio di Stato evidenzia che “il Consiglio federale ha esaminato 16 grandi progetti ricevuti dai Cantoni e ne ha ritenuti solo tre per la prossima fase del Prostra, tra cui il collegamento veloce A2-A13, ciò che rappresenta un autentico punto di svolta nell’ambito dei grandi progetti stradali”.

Tempistiche confermate

Al momento il progetto generale è in fase di completamento, inserito nell’Orizzonte di investimento 2040 del Prostra e gestito, nel prosieguo del suo iter, dalla Confederazione. L’iter concernente il dossier, annuncia il governo, conferma le tempistiche annunciate. In questo senso, dopo l’approvazione nel 2016 da parte del Gran Consiglio del credito di 9,6 milioni di franchi per l’allestimento del progetto di massima per la realizzazione del Piano generale del collegamento stradale A2-A13, il governo si era adoperato affinché venisse presentato un progetto condiviso all’indirizzo della Confederazione. A questo proposito il Consiglio di Stato “rammenta che nel dicembre del 2019 aveva trasmesso all’Ustra – filiale di Bellinzona – i piani aggiornati e definitivi del Progetto Generale allestito dal Dt. L’anticipo della progettazione ha consentito dunque di accelerare le tempistiche del processo di realizzazione, nonché di creare le premesse che hanno portato alla decisione odierna del Consiglio federale”.

Il risultato raggiunto, continua il Consiglio di Stato ticinese, è stato reso possibile anche grazie all’ottima e fattiva collaborazione – nonché al supporto – del Gruppo di accompagnamento politico, del quale fanno parte rappresentanti dei Comuni di Cadenazzo, Gambarogno e Sant’Antonino, della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia, della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese (CRTB), del Wwf, dell’Unione contadini ticinesi, del Tcs e di Agrifutura.

Potenziamento tra Lugano e Mendrisio

Il governo saluta con altrettanta soddisfazione la decisione odierna del Consiglio federale d’includere nel pacchetto di misure contemplate dal Prostra anche il progetto concernente il potenziamento Lugano Sud-Mendrisio (PoLuMe). Nella fattispecie, il Consiglio di Stato si rallegra per la decisione del Consiglio federale di anticipare al 2030 il progetto PoLuMe, finora previsto per l’Orizzonte 2040, poiché “riferito a un grande agglomerato urbano” e in quanto “contribuisce a rimuovere importanti criticità”. Inoltre, secondo il Consiglio federale “lo stato di pianificazione raggiunto giustifica il passaggio all’Orizzonte realizzativo 2030”. A tale proposito il governo ricorda “che la relativa progettazione – come auspicato dal Dt – tiene in considerazione non solo gli aspetti urbanistici e ambientali, ma anche e soprattutto l’inserimento dell’opera nel paesaggio”.

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