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19.01.22 - 23:15

Per le cantonali si cerca in tutta l’area progressista

Il Partito socialista ha costituito la Commissione incaricata di trovare i candidati per la doppia tornata elettorale del 2023

di Generoso Chiaradonna
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Laura Riget, co-presidente del Ps

Il primo passo verso la doppia tornata elettorale del 2023 – le cantonali di aprile e le federali di novembre – è stato fatto dal Ps con la costituzione della commissione elettorale o ‘cerca’ che dir si voglia. Ne fanno parte Adriano Venuti, Chiara Orelli Vassere, Corinne Sala, Fabrizio Sirica, Gina La Mantia, Niccolò-Mazzi Damotti e Roberto Malacrida. Il nome dell’ottavo componente verrà reso noto prossimamente. Lo ha annunciato la co-presidente del Partito socialista Laura Riget durante il comitato cantonale di questa sera. È stato anche dato un mandato chiaro agli otto membri della Commissione ‘cerca’: di tenere conto oltre alla rappresentatività regionale, anche di quella di genere e generazionale in modo che i candidati rispecchino le sensibilità in seno al partito. Altro aspetto è quello di non cercare solo tra gli iscritti del partito o personalità vicine al Ps, ma anche all’esterno, sondando l’area progressista tutta. Si vedrà solo nei prossimi mesi cosa scaturirà. Saranno comunque i congressi a ratificare le liste per il Consiglio di Stato e il Gran consiglio e poi quelle per le federali. Il percorso è dunque ancora lungo.

Durante l’incontro del parlamentino socialista – rigorosamente a distanza per rispettare le disposizioni sanitaria – Laura Riget ha ricordato come l’anno appena iniziato coincida con il centesimo anno di presenza socialista nel Consiglio di Stato. Nel 1922, quattro anni dopo lo sciopero generale convocato dal Comitato di Olten, Guglielmo Canevascini fu eletto in governo. «Sciopero generale ed elezione di Canevascini sono due eventi distinti ma collegati in quanto rappresentano le due identità del Ps: di piazza e di governo», ha ricordato Riget. Valori che valgono ancora oggi, ha ribadito la co-presidente del Ps annunciando l’inaugurazione il prossimo 30 aprile presso la Casa del popolo di Bellinzona di una mostra fotografica per sottolineare l’anniversario. Mostra che diventerà itinerante nei mesi successivi.

Per rimanere all’attualità, è stata annunciata la riuscita della raccolta firme per l’iniziativa popolare per un salario minimo sociale. Sono oltre 13 mila le sottoscrizioni che verranno consegnate alla Cancelleria cantonale il prossimo 7 febbraio. Lisa Boscolo, coordinatrice dell’iniziativa, ha affermato che ci sono dei «buoni presupposti per vincere alle urne».

I lavori del comitato sono proseguiti con la presentazione di una iniziativa popolare federale da parte di due giovani dei Verdi: Noemi Buzzi e Nara Valsangiacomo. Un’iniziativa la cui raccolta firme è in corso e che mira ad ancorare nella Costituzione federale il principio ‘per la sostenibilità ambientale in Svizzera e all‘estero’. In pratica si chiede che l’economia svizzera ‘consumi solo le risorse che riuscirà a rinnovare’. Anche la precarietà mestruale è stata trattata durante il comitato. Aida Demaria, di Gioventù socialista, ha ricordato la lettera consegnata al Consiglio di Stato con la quale si chiede di dotare i bagni delle scuole superiori ticinesi di prodotti igienici. Manuele Bertoli ha affermato che il tema sarà portato in governo ricordando che è una questione di costi, più che di cattiva volontà.

E in materia di finanze pubbliche il capogruppo in Gran Consiglio Ivo Durisch ha presentato le ragioni del rapporto di minoranza sul Preventivo 2022. «Diciamo sì ai conti per il 2022, ma non accettiamo che la maggioranza proponga ulteriori sgravi fiscali e che il risanamento avvenga solo agendo sulle spese», ha affermato Durisch ricordando che nei prossimi mesi (giugno o settembre) si voterà sull’iniziativa ‘Morisoli’ sul pareggio dei conti entro il 2025. «Vincere quel referendum potrebbe cambiare gli equilibri», ha concluso.

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