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10.01.22 - 08:54
Aggiornamento: 19:32

Super green pass in Italia, cosa cambia da oggi per i ticinesi

Servirà il 2G per salire sui mezzi pubblici in territorio italiano e, fra l’altro, per la ristorazione, cinema e teatri, strutture sportive, alberghi

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Keystone

Scatta da oggi in Italia la prima fase dell’estensione del cosiddetto super green pass o green pass rafforzato, ovvero quella che in Svizzera è chiamata regola del 2G e che prevede l’accesso a determinati luoghi e servizi solo a persone vaccinate o guarite, escludendo dunque l’uso del test Covid negativo. Il cambiamento avrà impatto anche sulla quotidianità dei ticinesi che non sono ancora né vaccinati né guariti. Va detto che è ancora possibile recarsi in Italia senza restrizioni restando entro gli ormai famosi 60 km dal proprio domicilio (oltre tale distanza, i non vaccinati sono sottoposti a una quarantena di 5 giorni, per i vaccinati basta un test negativo): tuttavia, la lista delle attività che sarà possibile svolgere per i non vaccinati si restringe da oggi in modo drastico, e il 20 gennaio e 1° febbraio arriveranno ulteriori giri di vite.

Giù dal Tilo a Chiasso senza 2G

L’impatto forse più importante è quello che riguarda i mezzi di trasporto pubblici: da oggi e fino al 31 marzo le persone non vaccinate o guarite non potranno salire su treni, aerei, navi e mezzi del trasporto pubblico locale (autobus, metropolitane e tram) in territorio italiano. Ciò comporta, ad esempio, che chi viaggia a bordo del Tilo non potrà proseguire in territorio italiano se sprovvisto di Certificato Covid 2G: la regola dei 60 km, infatti, è valida solo se ci si sposta con mezzo privato. Da ricordare, inoltre, che sui mezzi pubblici italiani è obbligatorio l’uso delle mascherine FFP2 al posto delle comuni mascherine chirurgiche.

I non vaccinati o guariti, inoltre, non potranno accedere oltre frontiera a ristoranti e bar (anche all’aperto), cinema e teatri, strutture sportive (come palestre, piscine, stadi e palazzetti) e relativi spogliatoi, centri benessere e termali (salvo per attività riabilitative e terapeutiche), centri culturali, sociali e ricreativi, parchi di divertimento, sale gioco e sale scommesse (compresi i casinò), alberghi e strutture ricettive, feste conseguenti a cerimonie civili o religiose (quindi, ad esempio, i ricevimenti dei matrimoni), sagre e fiere, centri congressi, impianti di risalita.

Dal 1° febbraio shopping in Italia solo con 3G

Dal 20 gennaio si restringe ulteriormente il campo: senza 2G sarà vietato l’accesso in negozi di parrucchieri e barbieri e nei centri estetici. Dal 1° febbraio si completa ulteriormente la stretta, con l’estensione del green pass “base” (il nostro 3G): servirà un test negativo per accedere a uffici pubblici, uffici postali, banche e uffici finanziari, centri commerciali e negozi. Sarà permesso accedere senza 2G e senza test solo ai negozi di alimentari (quindi anche i supermercati), di vendita di beni che “soddisfano le esigenze essenziali e primarie della persona” e alle farmacie.

Dal 15 febbraio scatta inoltre in Italia l’obbligo di green pass 2G per i lavoratori di oltre 50 anni di età, misura che, come riportato alcuni giorni fa dalla Rsi, toccherà, in quanto cittadini italiani, anche i lavoratori frontalieri e i cittadini svizzeri che lavorano in Italia, e l’obbligo vaccinale per gli over 50 che non lavorano e che coinvolgerà anche i cittadini confederati che vivono in Italia.

In pratica e per riassumere la portata delle misure, alla data del 1° febbraio, i non vaccinati o guariti che si recano in Italia senza un test negativo potranno muoversi solo entro 60 km dal proprio domicilio, muovendosi con mezzo privato, e potranno accedere soltanto ai negozi di alimentari e di beni di prima necessità e alle farmacie.

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