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04.01.22 - 17:30
Aggiornamento: 20:32

Nuove limitazioni in pista, Mona (Hcap): ‘Perdite non risarcite’

Il ceo dell’Hockey Club Lugano Werder: ‘Non parlerei di fulmine a ciel sereno, ma le implicazioni sono molteplici, dovendo chiudere la Curva Nord’

La decisione odierna del Consiglio di Stato per i grandi eventi sportivi, causata dall’impennarsi del numero di contagi, vale a dire limitare il numero di spettatori a due terzi della capacità delle strutture, possibilità di occupare solo le tribune e di consumare cibi solo nelle strutture della ristorazione suscita, come comprensibile sia, reazioni dal mondo dell’hockey su ghiaccio ticinese.

«A essere sincero, la decisione di limitare il numero di spettatori negli stadi ci ha colti un po’ impreparati – sottolinea il direttore generale dell’Ambrì Piotta Nicola Mona –. Anche se è vero che a livello pratico non cambia molto per quel che concerne l’occupazione delle tribune, visto che si parla dei due terzi della capacità totale, e dunque così com’è configurata, la Gottardo Arena ha meno di due terzi di posti a sedere». Diverso è logicamente il discorso per gli spalti, che resteranno chiusi. E come si farà con quegli abbonati? «Dovremo chinarci sulla questione al fine di trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Prima di tutto dovremo capire quanti di questi tifosi sono intenzionati a venire comunque allo stadio e, di riflesso, quanti lo sono tra gli attuali abbonati in tribuna. Nel limite del possibile cercheremo di dare spazio a tutti, pur sapendo che sarà un’impresa ardua». Due, per ora, le partite interessate dal provvedimento: quella di sabato contro il Friborgo e quella di martedì contro lo Zugo. «Partite che finanziariamente si tradurranno inevitabilmente in una perdita, pure importante per il club. E già sappiamo che alle condizioni attuali non sussistono basi legali affinché questa perdita possa essere risarcita. Diverso sarebbe se questa disposizione venisse fatta propria dall’autorità federale: a quel punto le chance di ottenere una compensazione della perdita sarebbero migliori, sebbene pure in quel caso tutt’altro che scontata».

Werder (Hcl): ‘Dovrebbe valere per una sola partita, ma con i recuperi...’

«Considerando che alla vigilia era stato il Canton Ginevra a varare disposizioni simili, si poteva supporre che prima o poi qualcosa di analogo venisse introdotto anche in Ticino – gli fa eco il Ceo del Lugano Marco Werder –. Fin da quando il ‘pallino’ della gestione della pandemia è passato dalle mani della Confederazione a quelle dei singoli Cantoni, eravamo consapevoli che ci sarebbero potute essere diversità da una regione all’altra in materia di regole per l’accesso agli stadi. Non parlerei di fulmine a ciel sereno, ma è pur vero che quando una decisione va a toccare direttamente la tua operatività, un po’ di sorpresa c’è sempre». Concretamente cosa cambierà per voi? «Le implicazioni sono molteplici, a cominciare dalla Curva Nord, che dovrà logicamente restare chiusa. Allo stesso tempo non potremo nemmeno più offrire la ristorazione ai nostri tifosi: le buvette resteranno pure loro chiuse; solo i ristoranti resteranno aperti. Niente di nuovo invece sul fronte del certificato necessario per assistere alle partite, visto che l’obbligo del 2G con obbligo di mascherina era già stato introdotto a suo tempo». A livello pratico, ora come ora la misura interessa unicamente la partita del 16 gennaio contro il Bienne, «ma è verosimile che, considerando che la squadra dovrebbe essere nuovamente autorizzata a riprendere la competizione attorno al 12/13 gennaio, ulteriori recuperi possano essere inseriti prima della scadenza di questa misura».

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