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05.01.22 - 05:20
Aggiornamento: 09:11

No livelli A e B, c’è chi ha già testato. Con soddisfazione

Scuola media, il progetto di Caslano: ‘Esperienza positiva’. Il Ppd sulla riforma: prima va sperimentata. I Verdi: da considerare anche la quarta

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Mentre arrivano sempre più risposte ‘politiche’ alla consultazione promossa dal Dipartimento educazione, cultura e sport sul superamento dei livelli A e B in matematica e tedesco in terza media - alcune delle quali hanno portato il direttore del Decs Manuele Bertoli a dire che gli «fanno venir voglia di restare» dopo aver detto più volte che questo sarebbe stato il suo ultimo mandato in governo - ce n’è una che merita particolare attenzione. È la risposta che arriva dal Collegio docenti della Scuola media di Caslano, che, anticipando quanto proposto dal Dipartimento, ha messo in atto un progetto che vede la sostituzione dei livelli A e B con laboratori di tre ore a classi eterogenee. “Lo scopo era incrementare la motivazione dei ragazzi dei corsi base - si legge nella risposta alla consultazione - e sperimentare una nuova modalità di percorso verso il passaggio cruciale dell’iscrizione ai corsi attitudinali e base, verificando se potesse garantire in pari tempo lo svolgimento degli argomenti di terza attitudinale”.

‘Soddisfatti dei risultati’

Ebbene, “le colleghe che hanno preso parte al progetto si sono dette soddisfatte dei risultati” scrive il Collegio docenti delle medie di Caslano. Al punto che “l’esperienza positiva” maturata con questo progetto che, ricordano, “è nato motu proprio, come espressione della volontà della sede”, aiuta a dare una valutazione positiva alla proposta del Decs. Le motivazioni, scrivono, “sono chiaramente legate all’esperienza positiva svolta in sede” che ha permesso di rilevare “un maggior coinvolgimento degli allievi più fragili che ha consentito loro di affrontare un programma più completo”, così come “lo slittamento della pressione causata dalla scelta dei corsi alla fine del terzo anno: gli allievi ci sembrano giungere alla scelta più consapevoli delle proprie capacità, e con idee più concrete rispetto al loro percorso nel post obbligatorio”. Ma non solo. Le docenti coinvolte nel progetto hanno considerato positiva “la possibilità di seguire ogni allievo in modo più personalizzato, e la possibilità per gli allievi più riservati di riuscire a esprimersi grazie a un contesto più equilibrato, collaborativo e stimolante, all’interno del quale si pongono molti meno problemi di disciplina rispetto a un classico corso base”. In tutto questo, si continua a leggere, “gli allievi forti diventano un punto di riferimento per quelli più fragili, rinforzando le proprie conoscenze e quelle dei compagni”. Da notare, infine, sia “lo sviluppo di attività laboratoriali e l’incremento dei lavori di gruppo”, sia “una maggiore collaborazione e confronto tra i docenti coinvolti”.

Proposta e partiti

Ma la questione è anche politica, si diceva. Infatti il Ppd, in risposta alla consultazione, si dice contrario “a introdurre in modo generalizzato le misure senza prima un’adeguata sperimentazione”, che dovrà essere preceduta da “obiettivi da raggiungere” e i cui risultati “dovranno essere valutati da un ente esterno e indipendente”.

I Verdi accolgono “positivamente la volontà di superare un sistema divisivo e discriminatorio, come quello dei livelli A e B in matematica e tedesco nel secondo ciclo della scuola media“. Peraltro, ricordano, era quello che avevano chiesto nel 2012 con un’iniziativa parlamentare di Claudia Crivelli Barella. Esprimono però disappunto per una proposta che si vorrebbe limitata alla terza media. “Se vogliamo risolvere il problema della pressione e della discriminazione legata alla diversa valutazione sociale del corso B rispetto al corso A, eliminare i due livelli in terza ma non in quarta serve a molto poco se non a nulla”, sostengono. Per gli ecologisti “una seria riflessione sul superamento del sistema attuale non può prescindere dal considerare il secondo ciclo della scuola media nel suo insieme, così come il delicato tema del passaggio ai diversi percorsi formativi del post-obbligo”. I Verdi invitano quindi il Decs a presentare un concetto di superamento dei livelli “più ampio e completo”. Quanto al superamento dei corsi A e B attraverso un sistema basato sui laboratori, la proposta “ci trova perfettamente concordi”. Questo tipo di organizzazione "ha da tempo dato prova della sua efficacia didattica”.

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