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10.12.21 - 18:52

Verso una stagione sciistica senza restrizioni extra

Si profila l’introduzione del 2G per i ristoranti, la limitazione della capienza delle cabine e l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi

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Per il momento il Consiglio federale non prevede di inasprire le limitazioni per i comprensori sciistici, ritenuto che siano sufficienti le misure introdotte autonomamente dall’associazione Funivie svizzere, sulla linea di quanto visto durante la scorsa stagione invernale. Le regole annunciate questa mattina dall’associazione – valide a partire dal 18 dicembre – riguardano la limitazione della capienza delle funivie (le cabine con posti in piedi che possono accogliere più di 25 persone potranno essere riempite fino al 70%) unitamente all’obbligo di indossare la mascherina e mantenere le distanze negli spazi chiusi. Ciò che verosimilmente cambierà con la decisione del Governo è la possibilità di accesso ai ristoranti che sarà riservata ai vaccinati o ai guariti oppure, in caso di messa in pratica della variante 2, ai vaccinati o ai guariti previo test negativo. Michele Beffa è presidente del Cda di Valbianca e membro dell’associazione Funivie svizzere: «Al momento lo scenario è questo, anche se siamo di fronte a varianti poste in consultazione e quindi il condizionale è d’obbligo». Beffa spiega che sulla carta ogni stazione sciistica ha la possibilità di agire autonomamente e inasprire le restrizioni. «Ma non credo che succederà dal momento che in Ticino, come nel resto della Svizzera, c’è solitamente unità di fronte al parere dell’associazione Funivie svizzere, anche da parte delle associazioni regionali dei cantoni di riferimento per quanto riguarda le discipline invernali. E questo lo abbiamo osservato durante le ultime due stagioni, nel corso delle quali ci sono state pochissime decisioni ‘fuori dal coro’. Non mi aspetto quindi delle eccezioni, nemmeno in Ticino dove i comprensori sciistici sono estremamente allineati». Positiva, dunque, la prospettiva attuale per gli impianti di risalita. «Oserei dire che in questo momento c’è più preoccupazione per la neve. Parlando per Airolo, speriamo di riuscire ad aprire prima di Natale».

Gabriele Gendotti, presidente della Nuova Carì: «Non siamo molto distanti da quanto successo l’anno scorso. Vedo però il grande vantaggio di poter tenere aperti i ristoranti. Non nego che i controlli che dovranno essere effettuati hanno un certo peso in particolare nelle piccole stazioni, implicando l’assunzione di personale. Dovremo dunque valutare attentamente quello che le decisioni definitive implicheranno a livello organizzativo e finanziario. Per una questione di unità d’intenti e concorrenza, non sarebbe una bella cosa se un comprensorio adottasse regole diverse dagli altri. Penso quindi che sia giusto allinearsi a ciò che viene raccomandato».

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