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27.11.21 - 05:15

‘Una rendita ponte cantonale per i disoccupati anziani’

È la proposta di Ps e Ppd. ‘Il Ticino si doti di una propria legge affinché la prestazione transitoria sia riconosciuta dai 55 anni di età’

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Dopo una certa età rientrare nel mondo del lavoro non è facile (Ti-press)

“Il Cantone si doti di una propria prestazione transitoria per i disoccupati anziani, che parta dai 55 anni e che abbia gli stessi criteri di accesso della prestazione federale”. La proposta è targata Ps/Ppd e viene avanzata con un’iniziativa parlamentare dei socialisti Ivo Durisch (primo firmatario nonché capogruppo in Gran Consiglio) e Fabrizio Sirica e dai popolari democratici Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò. Proposta che giunge dopo l’introduzione a livello federale della rendita ponte, sino al pensionamento, decisa da Berna per evitare che, terminate le indennità di disoccupazione, la persona in là con gli anni e che non riesce a trovare un’occupazione sia costretta, non avendo sufficienti mezzi finanziari, a far capo all’assistenza (“Ma per avere diritto a quest’ultima deve erodere completamente i suoi risparmi e nel caso sia proprietaria di un’abitazione vendere la casa, rischiando anche di intaccare negli anni immediatamente precedenti al pensionamento i piani pensionistici costruiti nel corso della propria vita”, annotano gli iniziativisti). Dal 1° luglio di quest’anno della rendita ponte possono beneficiare coloro che esauriscono il diritto all’indennità di disoccupazione nel mese in cui compiono i 60 anni o successivamente, ricordano i quattro deputati. Secondo i quali starebbe propria nell’età indicata la pecca della soluzione federale. E lo spiegano con un esempio: “Se a una persona di 59 anni scade il diritto alla disoccupazione il giorno prima del suo compleanno, questa persona non avrà diritto alle prestazioni nemmeno una volta compiuti i 60 anni e dovrà chiedere l’assistenza fino all’età Avs, mentre ne ha diritto una persona il cui termine quadro scade il giorno del compleanno. E ciò a parità di età, di contributi versati e di reddito disponibile“. Il che avrebbe "effetti discriminanti”. Per scongiurarli e per tenere conto della situazione del mercato del lavoro in Ticino, Durisch e colleghi chiedono quindi l’introduzione di una rendita ponte cantonale. Ovvero che "il nostro Cantone si doti di una legge propria, che riprenda i criteri della Legge federale sulle prestazioni transitorie per i disoccupati anziani anticipandone il diritto all’età di 55 anni”.

‘Un mercato del lavoro sotto pressione’

Dunque 55 anni e non 60. «Una sorta di deroga, su questo punto, alla normativa federale, che rientra comunque nelle competenze dei Cantoni», sostiene Ivo Durisch, interpellato dalla ‘Regione’. Cinquantacinque anni, perché “l’estrema difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro è una realtà anche per le persone con un’età inferiore a 58 anni“. Perché “il mercato del lavoro“ in Ticino “è particolarmente sotto pressione rispetto al resto della Svizzera”, cosa che “si ripercuote anche sui lavoratori anziani, i quali subiscono il fenomeno della sostituzione”. Certo, il Cantone dispone oggi, riconoscono gli iniziativisti, di "importanti misure di reinserimento: l’assegno di inserimento professionale previsto dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc), il sostegno all’assunzione di persone disoccupate con età maggiore o uguale a 55 anni previsto sempre dalla L-rilocc e la misura di sostegno transitoria per i disoccupati over 50”. Tuttavia "crediamo anche che non tutte le persone sopra i 55 anni riescano a ritrovare un collocamento”. Da qui la richiesta di prestazioni transitorie "finanziate e versate dal Cantone”, volte "a garantire la copertura del fabbisogno vitale delle persone che hanno perso il lavoro prima di raggiungere l’età di pensionamento, fino al momento in cui possono riscuotere la rendita di vecchiaia”. Prestazioni "calcolate analogamente alle prestazioni complementari all’Avs o all’Ai”.

Possibili beneficiari e non

Secondo gli iniziativi, citando alcuni dettagli della proposta, “possono ricevere“ la rendita ponte cantonale le persone “che: esauriscono il diritto all’indennità di disoccupazione nel mese in cui compiono i 55 anni di età o successivamente; sono stati assicurati all’Avs svizzera per almeno 15 anni e hanno conseguito un determinato reddito da attività lucrativa; dispongono di una sostanza non superiore a 50mila franchi (persone sole) o 100mila franchi (coppie sposate), senza tener conto delle abitazioni ad uso proprio; sono domiciliate e dimorano abitualmente in Svizzera; hanno spese riconosciute superiori ai redditi computabili (condizione economica)“. Escluse dalla prestazione transitoria le persone che “hanno diritto a una rendita dell’Avs o dell’Ai” o che “hanno esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione prima del compimento dei 55 anni”. Le prestazioni transitorie "constano della prestazione transitoria annua e del rimborso delle spese di malattia e d’invalidità”. Sono fissate “in funzione del bisogno” e versate "fino a un importo massimo annuo pari a quello previsto dalla prestazione transitoria federale (limite massimo delle prestazioni transitorie: 44’123 franchi per le persone sole e 66’184 per le coppie sposate)”. Per le spese di malattia e di invalidità "sono rimborsati annualmente al massimo 5mila franchi per le persone sole e 10mila per le coppie sposate, fino al raggiungimento dell’importo massimo delle prestazioni transitorie”. Non solo. Per i parlamentari firmatari dell’iniziativa, i beneficiari di prestazioni transitorie "devono proseguire i loro sforzi per reintegrarsi nel mercato del lavoro”. In pratica: "Collocamento volontario tramite l’Ufficio regionale di collocamento, lettere di candidatura, partecipazione a misure di reintegrazione, volontariato, partecipazione a corsi di lingue, coaching, cura e assistenza a familiari o conoscenti”.

«Riteniamo che l‘allestimento di una legge cantonale nel senso indicato nell’iniziativa sia fattibile, è una questione di volontà politica», afferma Durisch: «Ciò che sollecitiamo non è una prestazione sociale, ma un’estensione e un’integrazione delle indennità di disoccupazione per gli over 55 che non ce la fanno, nonostante l’impegno, a trovare un nuovo posto di lavoro». Osserva a sua volta Giorgio Fonio: «È un ulteriore strumento per aiutare una fascia di popolazione che oggi è fortemente penalizzata e discriminata e alla quale non viene riconosciuto il contributo che ha dato allo sviluppo e al benessere di questo cantone».

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