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L’obiettivo è moltiplicare per 20 l’attuale superficie fotovoltaica
15.11.21 - 18:46
Aggiornamento : 16.11.21 - 15:43

‘Pagare meglio l’energia fotovoltaica prodotta dai privati’

Lo chiede una mozione interpartitica (Ppd, Lega e Plr) per promuovere l’installazione di molti più pannelli solari sui tetti degli edifici

“Vagliare la possibilità di passare a una remunerazione adeguata dell’energia immessa in rete, per un valore possibilmente non inferiore ai 15 centesimi per kWh”. È quanto chiede una mozione interpartitica firmata Fiorenzo Dadò e Marco Passalia per il Ppd; Sabrina Aldi e Bruno Buzzini (Lega), Alessandro Speziali e Alessandra Gianella (Plr) per incentivare la produzione di energia fotovoltaica privata. Attualmente – fanno notare i mozionanti – la differenza di prezzo dell’energia acquistata (circa 22 centesimi) e quello dell’energia venduta (variabile di anno in anno, ma sempre sotto i 10 centesimi) è troppo ampia per invogliare il consumatore a installare un impianto fotovoltaico sul tetto del proprio immobile. A questo proposito si porta l’esempio di Ginevra che remunera l’energia auto-prodotta da impianti fotovoltaici con 13,9 centesimi per kWh. Se si considera che l’autoconsumo si aggira attorno al 30% del fabbisogno dell’abitazione e immaginando una produzione annua ‘molto buona’ oppure ‘ottima’ pari a 9mila kWh, circa 6’300 kWh verrebbero ceduti alla rete pubblica con un incasso di 315 franchi l’anno (6’300 x 0,05 centesimi) che sommati ai 600 franchi risparmiati (2’700 per 0,22 centesimi) portano a una resa di 915 franchi. Una somma giudicata troppo bassa per ammortizzare l’investimento iniziale di circa 20mila franchi, al lordo di sussidi cantonali e oneri di manutenzione. Con la remunerazione ginevrina la resa salirebbe a 22mila franchi in 15 anni e non più ai 13’725 franchi in Ticino. Un importo più interessante per i privati che oggi sono tentati di affittare i propri tetti, in particolare se si possiedono superfici grandi (stalle, edifici industriali).

Per stabilire tale remunerazione, continuano i mozionanti, “sarà necessario conoscere il prezzo reale di commercializzazione dell’energia fotovoltaica, che oggi verosimilmente è superiore ai 20 centesimi al kWh. La nuova remunerazione dovrà essere flessibile e tenere in considerazione l’oscillazione del mercato, inoltre dovrà considerare sia i nuovi impianti che quelli già installati”.

“In alternativa a quanto proposto, si potrebbe eventualmente adottare una remunerazione dell’energia immessa in rete personalizzata, partendo dalla mappatura dei tetti di Oasi. Un algoritmo adeguato potrebbe calcolare facilmente tutti i parametri e stabilire automaticamente la remunerazione affinché l’impianto sia ammortizzato in 15 anni”, si spiega. “Invece di versare dei sussidi una tantum, l’ente pubblico potrebbe intervenire versando unicamente le differenze per garantire l’ammortamento nel caso di forti variazioni di produzione o dei prezzi dell’energia verde”. “A questo punto, potrebbe addirittura rendersi necessario rivalutare i sussidi cantonali, che generano costi amministrativi elevati e che, con questo aggiustamento, potrebbero risultare ridondanti”.

L’energia elettrica prodotta grazie al sole è oggigiorno sempre più importante per mitigare gli effetti dell’utilizzo di energie fossili sul clima e potrebbe essere un elemento essenziale nel raggiungimento degli obiettivi della Strategia energetica 2050 in Svizzera. Sfruttando meglio e in modo sistematico il grande potenziale offerto da questa preziosa fonte energetica anche in Ticino sarebbe possibile dare un contributo importante per aumentare l’indipendenza energetica dall’estero, oltre che compensare la corrente attualmente prodotta dalle centrali nucleari e quelle molto inquinanti a carbone all’estero.

Per ottenere questi risultati avremmo tuttavia bisogno di una potenza installata di fotovoltaico pari a circa 50 gigawatt. Si tratterebbe in pratica di moltiplicare per 20 la potenza attuale.

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