laRegione
28.10.21 - 21:19
Aggiornamento: 22:43

Modifica legge ristoranti, il governo ritira il messaggio

Decisione a sorpresa. Il Consiglio di Stato scrive alla commissione parlamentare. La dura reazione del relatore: il nostro progetto era a buon punto!

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Andrea Censi: non ce l’aspettavamo (Ti-Press)

Il Consiglio di Stato ritira il messaggio, licenziato nell‘aprile 2018, per la modifica della Lear, la Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione. La decisione, presa ieri, è stata comunicata alla commissione parlamentare ’Costituizione e leggi’, sotto la cui lente sono, anzi erano i cambiamenti normativi proposti dal governo. Il passo dell’Esecutivo ha sorpreso, in negativo, più di un commissario. Un passo che il Consiglio di Stato spiega in una pagina e mezza.

“Il settore turistico, e di riflesso quello dell’albergheria e della ristorazione, sono settori in costante evoluzione che richiedono continui miglioramenti e adeguamenti all’evoluzione del relativo contesto - scrive il governo alla ‘Costituzione e leggi’ -. Il recente avvento della pandemia da Covid-19 ha senza dubbio accentuato questa necessità di perfezionamento del settore, che deve però giocoforza essere accompagnata da un’impalcatura legislativa adeguata alla realtà locale e al passo con i tempi“. La vera ragione del ritiro del messaggio è nelle righe successive, quando il Consiglio di Stato afferma di aver appreso dalla stampa “dell’avanzamento dei lavori inerenti alla revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione elaborata da Andrea Censi e fatta propria dalla vostra commissione“. Il governo allude al progetto di revisione totale della Lear confezionato dal deputato leghista, e primo vicepresidente della commissione, per fra l’altro sburocratizzare e rendere meno costoso l’accesso alla conduzione di un esercizio pubblico. Richiamando quanto dichiarato in una precedente missiva (7 gennaio 2021), il Consiglio di Stato si dice “ben conscio che l’attuale versione della legge non sia ottimale e debba essere rivista: tuttavia, teniamo a ribadire che, così come impostata, la revisione da voi proposta non è appropriata, a maggior ragione se si considerano le implicazioni e l’importanza del progetto”. Non sarebbe appropriata per due motivi. "Il primo riguarda la documentazione che accompagna il progetto - sostiene il governo -. Una revisione totale di una legge, deve infatti essere affiancata da un messaggio esplicativo. Questo documento è infatti uno strumento essenziale, tanto in fase di consultazione, poiché permette di comprendere la portata del progetto e di poter formulare delle riflessioni pertinenti, quanto in seguito siccome indispensabile al fine di poter interpretare la volontà del legislatore nei casi in cui il testo di legge non fornisca una risposta precisa”. Circa il secondo motivo "si sottolinea l’importanza del coinvolgimento dell’autorità attualmente chiamata ad applicare la legge. Essa, infatti, prima che la decisione politica venga presa, dovrebbe essere ampiamente resa partecipe nel processo di revisione, poiché grazie alla sua profonda conoscenza del settore, potrebbe apportare un contributo fondamentale”. Non solo. Per l’Esecutivo, "un minimo coinvolgimento anche degli operatori del settore e delle autorità locali sarebbe opportuno oltre che necessario, così da poter formulare una proposta sostenibile e condivisa dalla più ampia cerchia possibile di parti interessate e in particolar modo da chi poi si troverà a dover applicare concretamente le nuove disposizioni”. Di qui la decisione di ritirare il messaggio e l’intenzione di dar vita “rapidamente” a “un ristretto gruppo di lavoro” per elaborare "un nuovo progetto legislativo, capace di tenere conto di tutte le considerazioni esposte sopra, della realtà ticinese, nonché delle recenti riflessioni che hanno portato la commissione ‘Costituzione e leggi’ a proporre un nuovo progetto di legge”.

Censi: intromissione irritante

«Questa decisione non ce l’aspettavamo in commissione e personalmente la trovo irritante», commenta Andrea Censi, contattato dalla ‘Regione’. Il Consiglio di Stato, aggiunge il deputato della Lega, «avrebbe potuto ritirare il messaggio già mesi addietro e invece lo fa quando il nostro progetto di revisione totale - che snellisce la Lear, che dà maggiori competenze ai Comuni e che introduce requisiti importanti come la solidità finanziaria di chi ambisce a condurre un esercizio pubblico - comincia a raccogliere un ampio consenso all’interno e all’esterno della commissione. Abbiamo consultato e stiamo consultando le cerchie interessate. Eravamo a buon punto con i lavori. Che con il ritiro del messaggio vengono bloccati e rischiano di essere vanificati. Certo, potremmo riproporre il nostro progetto con un’iniziativa parlamentare, cosa che però allungherebbe di molto i tempi». In ogni caso, rincara il relatore commissionale, «considero assai poco elegante sul piano istituzionale questa intromissione del Consiglio di Stato nei lavori parlamentari, poiché, sembra di capire, quello che stiamo facendo non gli piace. Prima di ritirare il messaggio, avrebbe dovuto, ritengo, interpellarci».

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