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31.08.21 - 05:15
Aggiornamento: 19:03

Procura e Consiglio della magistratura, radiografia in 90 pagine

L'ex presidente del Tribunale federale Rouiller ha risposto ai quesiti: da ieri la perizia è sui banchi della commissione. La politica: ora avanti tutta

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Keystone

È arrivata. Ai banchi della ’Giustizia e diritti’ è approdata l’attesa perizia da lei affidata a Claude Rouiller. Ieri mattina, nella sua prima riunione dopo la pausa estiva, la commissione parlamentare ha ricevuto il corposo documento stilato dall’ex presidente del Tribunale federale. Quasi novanta pagine, in francese, nelle quali Rouiller risponde, esprimendo anche delle valutazioni, alla dozzina di quesiti che la ’Giustizia e diritti’ gli aveva sottoposto nei primi mesi di quest’anno. Sei quesiti per quanto attiene alla procedura di elezione delle toghe e al preavviso del Cdm, il Consiglio della magistratura, quando è chiamato a pronunciarsi sull’idoneità di giudici e procuratori pubblici che alla scadenza delle cariche sollecitano un ulteriore mandato nella stessa funzione. E sei su organizzazione e vigilanza interna del Ministero pubblico. La perizia è stata voluta dalla commissione quale primo passo verso la concretizzazione del mandato conferitole il 14 dicembre 2020 dal plenum del Gran Consiglio: era la seduta in cui il legislativo cantonale aveva rinnovato le cariche in seno alla Procura confermando i magistrati inquirenti uscenti ricandidatisi, compresi i cinque per i quali il Cdm si era espresso negativamente con pareri insolitamente duri. Pareri che la maggioranza dapprima della ’Giustizia e diritti’ e in seguito del parlamento non ha seguito ritenendo assai claudicante la procedura adottata dal Consiglio della magistratura, che ai procuratori da lui bocciati aveva negato l’accesso agli atti (a sanare la situazione ci aveva poi pensato la ’Giustizia e diritti’ permettendo così ai cinque di esercitare il sacrosanto diritto di essere sentito).

Quelle domande per una radiografia

Dodici, come detto, i quesiti inoltrati a Rouiller e anticipati da ‘laRegione’. Per quanto riguarda la prima parte, al perito è stato chiesto di “verificare il quadro normativo e operativo esistente per l’attività di sorveglianza e di preavviso al rinnovo delle cariche da parte del Cdm”. Tema sul quale Rouiller si era già espresso poiché interpellato a suo tempo dalla commissione sul diritto dei cinque pp preavvisati negativamente di essere sentiti. Ma era davvero ricco – e si nota anche dalla voluminosa perizia – il mandato assegnato al già presidente del Tf, considerato come gli sia stato chiesto anche di indicare “quali principi operativi devono essere garantiti durante la procedura di preavviso per il rinnovo delle cariche dei magistrati” e nel caso di criticità “quali soluzioni prospetta”. Tornando alla procedura di nomina, al perito la ‘Giustizia e diritti’ ha chiesto “considerato che il preavviso del Cdm non è vincolante per il rinnovo delle cariche dei magistrati, qual è il grado esigibile di motivazione di detto preavviso, sia esso contrario o favorevole alla rielezione” e ”quali limiti può opporre il Cdm alla commissione ‘Giustizia e diritti’ per quanto concerne l’accesso ai dati raccolti e agli atti in sede di procedura rinnovo delle cariche dei magistrati”. Da ricordare infine, a chiudere la prima batteria di quesiti, “se il regolamento della Commissione di esperti indipendenti per l’elezione dei magistrati debba essere aggiornato e, se del caso, con quali contenuti”.

Il focus della ‘Giustizia e diritti’ con la seconda serie di quesiti si è spostato sull’organizzazione in senso lato del Ministero pubblico. Ma su temi comunque attuali: a partire dal carico di lavoro che ha portato recentemente alla decisione parlamentare di inserire due pp in più nell’organico. A Rouiller è stato chiesto di verificare “preliminarmente la persistenza e l’incidenza dei problemi rispetto alla ripartizione del carico di lavoro, la logistica e l’organico riscontrati in conclusione dal Cdm nel suo rapporto del 2009”. Sempre a livello di organico, era compito del perito dire se “le figure operative attualmente previste sono sufficienti” oppure se sia “necessario dotarsi di altre figure (sostituti procuratori pubblici, segretari giudiziari con compiti e competenze accresciuti o altro)”. Riguardo alla vigilanza, Rouiller era incaricato anche di rilevare “quali sono le competenze effettive in ambito di vigilanza sul Ministero pubblico da parte del procuratore generale/della direzione del Ministero pubblico, se intravvede criticità e quali strumenti eventualmente propone per un più efficace controllo operativo interno”. Ma pure, soprattutto, “se e quando si applica il dovere di segnalazione dei procuratori pubblici al Cdm da parte del procuratore generale” e quando lo stesso Cdm “è tenuto a intervenire d’ufficio”.

Aldi ribadisce: proposte al più presto in parlamento

Ai membri della ’Giustizia e diritti’ (non tutti i diciassette deputati erano presenti alla seduta) è stata consegnata unicamente la versione cartacea del documento. Che è per così dire blindato, almeno per ora. «Dobbiamo anzitutto leggere attentamente la perizia – premette la presidente della ’Giustizia e diritti’, la leghista Sabrina Aldi, da noi raggiunta –. Nella riunione di lunedì prossimo verificheremo se le informazioni contenute nel documento sono per noi sufficienti oppure se sono necessarie ulteriori delucidazioni: decideremo quindi se chiedere o meno a Rouiller dei complementi. Se riterremo esaustivo il documento, fisseremo un calendario dei lavori. Ribadisco comunque la mia volontà di fare tutto il possibile affinché la commissione, dopo aver coinvolto governo e magistratura, sottoponga al più presto al plenum del parlamento delle proposte normative». Concorda il capogruppo Ps in parlamento Ivo Durisch: «Sono passati quasi nove mesi da quando il Gran Consiglio ha assegnato il mandato, ora spero che si possa procedere celermente. L’importante è di evitare le sbavature del recente passato, stabilendo delle norme procedurali per il Consiglio della magistratura». Gli fa eco la democentrista Roberta Soldati: «È evidente che bisogna assolutamente arrivarne a una con la revisione del sistema: non si vuole buttare dalla finestra i soldi dei contribuenti per fare perizie e studi e poi tenerli nei cassetti».

La risoluzione che ha portato alla perizia «fu una delle condizioni che avevamo messo noi, sono soddisfatto che in tempi relativamente brevi sia arrivata», commenta il popolare democratico Fiorenzo Dadò, aggiungendo che «noi del Ppd ci siamo senza dubbio. Se da questa perizia emergeranno problemi e possibilmente anche qualche soluzione, il tutto andrà discusso». Pronti al dibattito sono anche i liberali radicali. Spiega il deputato Sebastiano Gaffuri: «Sicuramente non ci tiriamo indietro. Eravamo su altre posizioni, ma adesso porteremo ovviamente gli ingredienti liberali per migliorare la situazione».

Per i due pp in più i rumors indicano Lipari e Barca

Come riferisce una nota, la ‘Giustizia e diritti’ ieri ha anche “fatto il punto sui concorsi pendenti” in magistratura. Tra cui quello per l’elezione di due procuratori, in seguito al potenziamento dell’organico del Ministero pubblico deciso in marzo dal parlamento. Stando a rumors raccolti dalla ‘Regione’, i nomi più gettonati fra i partiti sarebbero quelli di Veronica Lipari, di area socialista, ora vicecancelliera del Tribunale penale cantonale e di Simone Barca, in quota Lega, oggi segretario giudiziario al Ministero pubblico. Circostanza che Aldi non conferma e non smentisce. «La commissione ‘Giustizia e diritti’ – sostiene la sua presidente – non ha ancora ricevuto i preavvisi della Commissione di esperti indipendenti. Personalmente auspico che il Gran Consiglio riesca a nominare i due pp in più nella seduta di ottobre al più tardi: il potenziamento della Procura è infatti urgente».

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