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27.08.21 - 05:30
Aggiornamento: 15:43

‘Nomine pp, avevamo visto giusto. Ora servono regole chiare’

Sabrina Aldi, presidente della 'Giustizia e diritti', commenta così le sentenze della Commissione di ricorso sulla magistratura. La perizia Rouiller? 'Imminente'

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Sabrina Aldi (foto Ti-Press)

Quelle sentenze «confermano che i dubbi della nostra commissione sull’operato del Consiglio della magistratura nella fattispecie erano fondati, confermano quindi la validità del lavoro che abbiamo svolto per garantire l’esercizio di un diritto fondamentale, cioè il diritto di essere sentito, e confermano l’assoluta necessità di fissare al più presto regole chiare per il Cdm quando è chiamato a pronunciarsi sulle ricandidature di procuratori e giudici». Sabrina Aldi, presidente della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, non usa giri di parole nel commentare, da noi contattata, i verdetti emessi in luglio dalla Commissione di ricorso sulla magistratura riguardanti le contestazioni dei cinque procuratori pubblici nei confronti dell’agire del Consiglio della magistratura, quel Cdm che lo scorso autunno aveva preavvisato negativamente – con pareri inusualmente duri, tanto nei toni quanto nei contenuti – la loro ricandidatura a un nuovo mandato decennale. Pareri ai quali la maggioranza dapprima della ‘Giustizia e diritti’ e poi del plenum del Gran Consiglio, cui compete la nomina delle toghe, non ha però aderito, considerando assai zoppicante la procedura adottata dal Cdm e rieleggendo pertanto, nella seduta di dicembre, i cinque pp, oltre ai loro colleghi ripresentatisi in occasione del rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico. Pur giudicando le contestazioni dei procuratori interessati da un lato irricevibili e dall’altro prive di oggetto, la Commissione di ricorso, come riferito dalla ‘Regione’ nell’edizione del 7 agosto, non ha risparmiato severe critiche al Consiglio della magistratura. Che non sono certo sfuggite alla responsabile della ‘Giustizia e diritti’. «La Commissione di ricorso – riprende la deputata leghista – rimprovera in sostanza al Cdm di non aver dato ai cinque pp l’accesso agli atti e di aver assunto informazioni sulla loro attività, interpellando varie autorità giudiziarie, in modo non trasparente e formale. Ora, è senz’altro opportuno, e ci mancherebbe altro, che il Consiglio della magistratura assuma informazioni per formulare dei preavvisi con cognizione di causa, ma lo deve fare appunto in maniera trasparente e formale. E questo per garantire, come scrive la Commissione di ricorso nelle sentenze, un corretto svolgimento della procedura di preparazione all’elezione».

‘Abbiamo sanato la situazione’

Tormentata si è invece rivelata quella che ha portato, con le nomine decise nella seduta di Gran Consiglio di lunedÌ 14 dicembre, al rinnovo delle cariche al Ministero pubblico. A coordinare la commissione ‘Giustizia e diritti’, cui spetta fra l’altro il compito di formulare la o le proposte di elezione all’indirizzo del plenum del parlamento, era il popolare democratico Luca Pagani. Prima vice Sabrina Aldi, avvocato come Pagani e con un passato da segretaria giudiziaria in Procura e da vicecancelliera al Tribunale penale cantonale. «Se la ‘Giustizia e diritti’ e il Gran Consiglio – evidenzia la parlamentare, da maggio alla testa della commissione – si fossero limitati a fare propri i preavvisi negativi del Cdm sulle candidature dei cinque procuratori e dunque a non riconfermarli, la probabilità di un accoglimento dei loro ricorsi, che avevano presentato nell’ottobre del 2020, sarebbe stata, ritengo, elevata. Ciò che, in caso di accoglimento, avrebbe inficiato il rinnovo di tutte le cariche in seno al Ministero pubblico, con conseguenti grossi problemi di tipo anche organizzativo per l’autorità giudiziaria di perseguimento penale. Bene allora ha fatto la ‘Giustizia e diritti’, la sua maggioranza, a effettuare tutta una serie di approfondimenti e ad audizionare i cinque procuratori, consentendo loro l’accesso agli atti, negato dal Cdm, e di esercitare in tal modo il diritto di essere sentito». La ‘Giustizia e diritti’ ha insomma «sanato la situazione, come ha riconosciuto la Commissione di ricorso».

La perizia Rouiller? ‘Imminente’

Occorre però adesso voltar pagina, sostiene la presidente della commissione parlamentare. Bisogna, in altri termini, dar seguito al mandato conferito dal plenum del Gran Consiglio alla ‘Giustizia e diritti’: proporre «regole procedurali chiare per il Consiglio della magistratura nel momento in cui deve esprimersi sulle ricandidature di giudici e pp alla medesima funzione» e «norme volte a migliorare la vigilanza interna al Ministero pubblico da parte della Direzione dello stesso». Per questo la commissione è in attesa delle risposte alla lista di quesiti che ha posto al perito, ovvero all’ex presidente del Tribunale federale Claude Rouiller, al quale si era già rivolta durante la procedura di rinnovo delle cariche. «Una volta ricevute quelle risposte, necessarie per capire anche i margini di manovra che abbiamo, cominceranno esame delle stesse e discussione: lo faremo coinvolgendo il governo e la magistratura, come da mandato – indica Aldi –. Quale presidente, mi impegnerò affinché in tempi rapidi la ‘Giustizia e diritti’ elabori e sottoponga delle proposte al plenum del Gran Consiglio».

I tempi della perizia di Rouiller? «È imminente», taglia corto Aldi. Non è da escludere che le risposte del già presidente del Tf siano sui tavoli della commissione parlamentare lunedì prossimo, quando tornerà a riunirsi dopo la pausa estiva. Vedremo.

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