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L’intervista
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15.08.21 - 21:39

‘Ma senza interinali sarebbe molto peggio’

La direttrice di Swissstaffing chiarisce qual è il vero peso del lavoro temporaneo in Ticino. ‘Per tanti è il primo passo per un impiego fisso’

di Generoso Chiaradonna
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Myra Fischer-Rosinger, direttrice di Swissstaffing

Di mercato del lavoro ticinese si parla molto nel dibattito pubblico. Il dito è spesso puntato sulle agenzie interinali che lucrerebbero sul lavoro altrui peggiorando e precarizzando le condizioni d’impiego di tutti. Lo scorso mese di marzo il Tribunale federale aveva accolto un ricorso proprio di Swissstaffing, l’organizzazione mantello delle agenzie di collocamento, contro la nuova legge cantonale sulle commesse pubbliche. In particolare, la massima istanza giudiziaria svizzera, aveva cassato la norma che mirava a limitare, nell’ambito delle commesse pubbliche, l’assunzione di manodopera interinale. La questione non è finita lì, tanto è vero che è stata presentata un’iniziativa parlamentare generica a firma di Claudio Isabella (Ppd) e controfirmata anche da deputati di altro orientamento politico (Sabrina Aldi, Lega; Giorgio Fonio, Ppd; Lorenzo Jelmini, Ppd; Tamara Merlo, Più donne; Marco Noi, Verdi; Laura Riget, Ps e Roberta Soldati, Udc). In pratica è una riproposta, questa volta conforme alla legislazione superiore, di quanto bocciato dal Tribunale federale. Infine, c'è anche una iniziativa cantonale presentata dall’Mps, che chiede l’abolizione della Legge federale sul collamento e il prestito di personale. Con Myra Fischer-Rosinger, direttrice di Swissstaffing, abbiamo cercato di capire se la situazione del mercato del lavoro è davvero così compromessa.

In Ticino il tema del lavoro interinale è molto sentito. Si teme che questa forma contrattuale sia la porta di entrata per la precarizzazione del mercato del lavoro. È veramente così?

Assolutamente no. Il lavoro temporaneo è una passerella importante per chi è alla ricerca di un impiego fisso e permette alle persone che preferiscono lavorare in modo flessibile di farlo in modo protetto da un punto di vista legale e del partenariato sociale. I lavoratori temporanei sono soggetti al diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali e hanno accesso a soluzioni di sicurezza sociale innovative e su misura. Questi includono ad esempio il fondo di formazione paritetico ’temptraining’, grazie al quale possono sfruttare la fase di lavoro temporaneo per mantenere o ampliare le loro competenze sul mercato del lavoro. In Svizzera, quattro lavoratori su cinque (!) che lavorano in modo temporaneo trovano successivamente un impiego fisso nel mercato del lavoro.

Prossimamente il Gran Consiglio ticinese si occuperà di due proposte che mirano a limitare questa forma di impiego. C'è un'iniziativa cantonale (dell’MpS, ndr) che chiede l’abolizione tout court del prestito di personale a scopo di lucro. Al di là dell'esito, il mercato del lavoro sarebbe più fair (equo) senza gli interinali?

Sarebbe piuttosto il contrario: il mercato del lavoro diventerebbe più ingiusto – già solo per la cattiva luce che le proposte gettano sul settore. Anche se il tasso di disoccupazione oggi è inferiore alla media svizzera, sono ancora molti i ticinesi alla ricerca di un lavoro. Loro potrebbero beneficiare del sostegno dei fornitori di servizi per il personale. I lavori temporanei sono spesso il primo passo verso una nuova posizione permanente. Invece, molti ticinesi che hanno bisogno di aiuto probabilmente esitano a rivolgersi alle agenzie a causa dell’attuale dibattito politico. Questo è un ostacolo verso la loro occupabilità e la via del ritorno a un impiego fisso. A questo proposito, un sondaggio condotto nel 2019 in Ticino da gfs-zurigo ha evidenziato che l’87% dei ticinesi ritiene che un migliore sostegno alle persone in cerca di lavoro aiuterebbe a risolvere il problema dell’immigrazione in Ticino. Solo il 28% riteneva invece che limitare il lavoro temporaneo aiuterebbe a risolvere il problema. La mia conclusione: la politica cantonale e il nostro settore non devono lavorare l’uno contro l’altro, ma insieme.

Sempre in Ticino, regione di confine, si afferma che la maggior parte degli interinali siano lavoratori frontalieri che causerebbero dumping salariale anche in questo settore. Cosa replica?

Le cifre sui frontalieri in occupazione temporanea necessitano di uno sguardo approfondito. Secondo la Seco, in Ticino il numero di stranieri nel settore è aumentato di più di 10mila unità negli ultimi 15 anni. Spesso, però, questi lavorano solo pochi giorni o settimane sull’arco di un anno. Inoltre un lavoratore temporaneo impiegato per diverse agenzie viene registrato più volte. La realtà è che in termini di posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, il numero totale di lavoratori nel 2019 era inferiore alle 4mila unità. Anche se aggiungiamo le notifiche per soggiorni di breve durata, restiamo sotto le 5mila unità. Sono cifre marginali rispetto al totale dei frontalieri che supera i 70mila lavoratori. E comunque attenzione: in caso di limitazione del nostro settore, le imprese che oggi si rivolgono ad agenzie assumerebbero i lavoratori frontalieri direttamente. E non per forza a condizioni contrattuali migliori.

Per quanto attiene il dumping salariale, questo nel settore non è d’attualità per almeno due ragioni. In primo luogo, c'è un contratto collettivo di settore che prevede salari minimi e in secondo luogo, le imprese che mirano a pagare il meno possibile non ricorrono al lavoro temporaneo dove anche l'agenzia deve essere pagata. Questi assumono direttamente i lavoratori.

Visto che abbiamo toccato il tema salariale, quali sono le vere condizioni di lavoro nel settore interinale? Un giovane può ragionevolmente pensare di avere una prospettiva di carriera solida o dobbiamo avere l’immagine di chi attende sempre una telefonata per un ingaggio temporaneo?

Grazie al moderno Contratto collettivo di lavoro, le condizioni di impiego sono regolamentate e spesso paragonabili a quelle un posto fisso. Ribadisco: si applicano salari minimi e il dipendente è assicurato contro malattia, infortunio e disoccupazione. Anche i termini di disdetta, dopo alcuni mesi, sono simili ai contratti fissi. Il lavoro temporaneo è una forma di lavoro accattivante per diverse categorie – giovani e meno giovani, poco o altamente qualificati, alla ricerca di un lavoro fisso o di flessibilità. A queste persone si offre una prospettiva, per un periodo più o meno lungo. Una valutazione della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (Rifos) ha mostrato che, tenendo conto del loro background personale e professionale, guadagnano come collaboratori impiegati in modo fisso.

Oggi sempre più lavoratori altamente qualificati, soprattutto anziani, ambiscono a lavorare come freelance. L’impossibilità di accedere alle Iindennità perdita di guadagno, all’Assicurazione disoccupazione e il pericolo dei falsi indipendenti, sono ostacoli sulla loro strada. Loro cercano di loro scelta la libertà contrattuale, ma non vogliono rinunciare alla sicurezza sociale. Ecco perché si fanno assumere da agenzie di lavoro temporaneo. Dal canto loro, i giovani ricorrono alle agenzie temporanee come servizio. Loro incaricano i nostri membri di collocarli – senza dover scrivere loro stessi Curriculum vitae e lettere di presentazione. Attraverso il nostro fondo di formazione finanziano la loro prima formazione continua e vengono a contatto con diverse imprese finché non si adattano così bene da passare a un impiego fisso.

Per le persone a metà carriera, il motivo spesso è diverso. In caso di disoccupazione soffrono particolarmente perché tocca il proprio tenore di vita, la propria immagine. Il loro solo obiettivo è ritrovare la propria strada nel mondo del lavoro. Per loro un impiego temporaneo in forme molto diverse è un sostegno importante. Un guadagno intermedio su quattro in Svizzera è fatto attraverso il lavoro temporaneo. In questo modo, i disoccupati prolungano il loro periodo di diritto alle indennità di disoccupazione. Non raramente i lavori temporanei sono anche il primo contatto con un datore di lavoro per la prossima posizione fisso.

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