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26.07.21 - 05:30
Aggiornamento: 26.03.22 - 15:10

‘Nessun pericolo per il vaccino in gravidanza’

Il dottor Alessandro Santi ricorda che per una donna incinta il rischio di complicazioni dovute al Covid è molto alto

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Vaccino sì o vaccino no? Sono ancora in tanti a chiederselo e fra loro vi sono anche le donne in gravidanza. Abbiamo chiesto al dottor Alessandro Santi, primario del Centro cantonale di fertilità dell’Ospedale regionale di Locarno, se per loro è consigliato.

Cosa raccomanda alle sue pazienti?

Consiglio alle mie pazienti di farsi vaccinare, anche in gravidanza dal quarto mese. Ora possediamo sufficienti dati per poter dire che i vaccini utilizzati in Svizzera non pongono particolari problemi per la salute della donna in gravidanza o per il feto.

Fino ad alcuni mesi fa si consigliava il vaccino solo alle donne che presentavano fattori di rischio, perché?

Il motivo è che i dati a nostra disposizione erano limitati, dunque si era più prudenti. Mano a mano che sono arrivate informazioni sempre più tranquillizzanti si è potuto aprire sempre di più lo spettro delle pazienti. Una donna incinta presenta un rischio decisamente maggiore di avere una forma grave di Covid rispetto a quando non è in attesa. I numeri rimangono bassi, ma il rischio di mortalità è comunque venti volte più alto.

Attualmente però non è possibile ricevere il farmaco se ci si trova nel primo trimestre di gravidanza. Da cosa è dovuto?

È la fase in cui si formano in modo predominante quasi tutti gli organi del bambino. Per cui si vuole evitare quella fase più delicata fino a quando non avremo dei dati ancora più grandi. Io sono convinto che in futuro anche questo limite cadrà, come è successo già con il vaccino dell’influenza. La difficoltà sta nel proporre e pianificare questi studi. Trattandosi di donne che portano in grembo un bambino, i comitati etici sono giustamente molto severi ed è necessario prima raccogliere sufficienti dati negli altri due trimestri.

Se la mamma si vaccina, il bambino alla nascita presenterà anche lui gli anticorpi?

Con grande probabilità sì. Questo permette al neonato di essere decisamente più coperto nelle prime settimane in cui il sistema immunitario è meno abituato a lavorare. La copertura non sarà comunque probabilmente così prolungata come quella che riceve la mamma.

Quella di immunizzare le donne in attesa è la linea condivisa da tutti i medici ticinesi?

Bisognerebbe fare un sondaggio per capirlo. Al momento l’indicazione ufficiale da parte della Società svizzera di ginecologia e ostetricia e in generale quella di tutte le società di ginecologia del mondo, è di vaccinare tutte le donne incinta con un fattore di rischio personale o che presentano un rischio professionale/familiare elevato. Ma è fondamentale comunque informare la paziente incinta che la gravidanza rappresenta un fattore di rischio per un decorso grave del Covid.

Qual è la maggiore preoccupazione delle sue pazienti?

Lavorando principalmente con donne che non riescono a rimanere incinte, esse mi chiedono se la vaccinazione ha degli effetti sulla fertilità. Al riguardo non ci sono indizi che indicano un problema di questo tipo. Inoltre vaccinarsi prima evita il dilemma di farlo in gravidanza oppure no.

Secondo uno studio del Centro ospedaliero universitario vodese (Chuv) reso noto a inizio luglio, meno del 30 per cento delle donne incinte in Svizzera desidera il vaccino anti–Covid.

Questo dato non mi sorprende. Anche io avrei stimato meno del 50%. Magari ora la percentuale aumenterà a causa della probabile nuova ondata. Lo scetticismo delle donne in attesa credo sia principalmente legato al fatto che si tratta di un farmaco nuovo e dunque esse hanno il timore di fare del male al bambino. Non credo sia una sfiducia generalizzata verso i vaccini.

Quanto tempo ci vuole per essere certi che un farmaco sia sicuro al 100%?

In generale per essere certi che un farmaco sia sicuro al 100% ci vogliono diversi anni e delle reazioni rare sono possibili. Bisogna però essere anche obiettivi: di tutti vaccini che sono stati sperimentati negli ultimi decenni, nessuno ha portato a delle conseguenze per la salute gravi, tali da giustificarne il ritiro dal mercato dopo anni di utilizzo. Milioni di persone hanno già fatto il vaccino e sul corto termine abbiamo dei dati molto sicuri. La pandemia è ora e dobbiamo prendere delle decisioni tempestive per contrastarla. Un altro elemento che può tranquillizzare ulteriormente è il funzionamento dei vaccini mRna in utilizzo in Svizzera. Con essi siamo noi stessi a produrre la sostanza dalla quale il nostro corpo creerà l’anticorpo. I vaccini hanno già dato prova della loro importanza ed efficacia con l’esempio delle case anziani. Se la mortalità è diminuita in modo così evidente ci sarà un motivo: credo sia fondamentale questo aspetto, soprattutto ora che è presente la variante delta.

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