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11.05.21 - 17:10
Aggiornamento: 17:28

Commercio, i primi tre mesi sono stati amari

Gli operatori del settore ripongono più fiducia nel andamento del secondo trimestre e nella stagione estiva

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Archivio Ti-Press

Nei primi tre mesi dell’anno molte attività commerciali sono state nuovamente limitate per prevenire la diffusione del virus. Queste limitazioni hanno compromesso le vendite e, più in generale, la situazione degli affari. Stando all’ultima indagine congiunturale sul commercio al dettaglio dell’Ustat (Ufficio cantonale di statistica), “il peggioramento risulta più evidente in Ticino, in Svizzera la situazione appare invece simile a quanto rilevato nelle scorse inchieste”. Distinguendo i negozi secondo la dimensione degli spazi commerciali, si osserva nuovamente che sono in maggiore difficoltà i negozi più piccoli. “Migliorano i dati sull’affluenza di clienti nel mese di aprile e le previsioni per i prossimi mesi rispetto a tutti gli indicatori”, si sottolinea.

Gli aiuti pubblici sono serviti

Stando a Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio, citata dalla nota, “il secondo lockdown (sei settimane di chiusura) ha nuovamente caratterizzato negativamente il primo trimestre per tutte le attività soggette alle chiusure forzate”. “Gli aiuti economici quali il prolungamento al diritto per il lavoro a orario ridotto e gli aiuti a fondo perso per i casi di rigore, hanno permesso alle aziende di sostenere le proprie attività e soprattutto continuare a mantenere gli impieghi dei propri collaboratori”.

Come accaduto nel corso del primo lockdown, precisa Sommaruga, “vi è tuttavia una importante differenza tra le attività di prima necessità, e il resto del settore, nel primo caso l’impatto negativo è stato più lieve”.

La messa in esercizio delle aperture ‘straordinarie’, generate dall’entrata in vigore della Legge sulle aperture dei negozi (Lan), hanno finora contribuito positivamente al mantenimento, seppur in parte, della cifra d’affari.

“In previsione della prossima stagione estiva, auspicando di poter nuovamente giovare del successo ottenuto nel 2020, sarebbe fondamentale ottenere maggiore flessibilità per il commercio, eliminando quanti più ostacoli possibili al raggio di azione delle attività.
Libertà e adattamento a situazioni di emergenza concederebbero a tutti i settori economici del Cantone di rafforzarsi ulteriormente in previsione di un autunno e inverno tutt’altro che certo, sostenendo la capacità di garantire al tessuto economico ticinesi posti di lavoro”, conclude Sommaruga.

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