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09.04.21 - 19:44

In piazza contro la violenza sessuale

Il collettivo ‘Io l’8 ogni giorno’ invita a manifestare lunedì prossimo. Sotto accusa la riforma blanda dei reati di natura sessuale

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Archivio Ti-Press
La manifestazione dello scorso 14 giugno

Il collettivo femminista ‘Io l’8 ogni giorno’ torna a manifestare. L’occasione è l’azione di protesta contro il progetto di revisione dei reati sessuali nel codice penale svizzero. Il collettivo invita tutte le donne e tutte le persone interessate a partecipare all’azione che si terrà lunedì prossimo, 12 aprile, a partire dalle 18 in piazza della Foca a Bellinzona. L’azione, si precisa, si svolgerà nel rispetto delle norme di distanziamento. L’invito è quello di indossare la mascherina con una grande X rossa, “quale simbolo del nostro rifiuto di acconsentire a un progetto di revisione sessista e retrogrado”, si legge nel volantino.

A livello federale è in corso un processo di revisione del diritto penale in materia di crimini di natura sessuale. Le attuali definizioni di coazione sessuale (articolo 189 del codice penale) e di violenza carnale (articolo 190) sono ritenute problematiche in quanto, si denuncia “per vedere riconosciuto una qualche forma di violenza sessuale la vittima è tenuta a dimostrare di essersi opposta in ogni modo al suo autore. L’assenza di consenso della vittima, come un ’no’, non è ritenuto sufficiente all’interno del nostro ordinamento penale”. 

Il progetto di revisione prevede la creazione di una nuova infrazione (art. 187a - aggressione sessuale), sotto la quale rientrano gli atti sessuali commessi contro la volontà della persona o a sorpresa. A differenza della violenza carnale, non si tratta di un crimine, ma di un semplice delitto punito con una pena massima di tre anni, contro i dieci anni della violenza carnale. Da qui l’opposizione a una riforma che “rischia di creare una sorta di gerarchia – si sottolinea – tra le brave vittime, quelle che si sono difese dibattendosi e urlando, mettendo a rischio la loro vita, e le altre, quelle che non avrebbero reagito con sufficiente forza per impedire di essere stuprate”.

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